Donne, la soluzione non c’è

canottaggiomania_lamura_formiaLasciare a Claudio Romagnoli la gestione delle Junior e delle Under 23  (assieme al settore non olimpico), riservarsi sostanzialmente ancora un mese per decidere la sorte di Senior e Pesi Leggeri. Ecco il La Mura pensiero, oggi nella “stanza dei bottoni” di Formia, nei riguardi del settore femminile. L’idea di fondo, comunque, è quanto ieri auspicavamo non accadesse: riassorbire le Donne con prospettiva olimpica all’interno dei vari comparti maschili.

Per CanottaggioMania, in questo caso, la toppa sarebbe peggio del buco perché il risultato di quest’operazione sarebbe, di fatto, la cancellazione del settore femminile, non solo della sua “presunta” autonomia ricollegata alla presenza di un effettivo caposettore. Tutto, però, viene rimandato di un mese perché una soluzione concreta ed effettiva, con le sue linee di sviluppo per la stagione 2016, ancora non esiste e non può essere approvata dal Consiglio Federale.

Il DT non trova ancora la quadra, il Consiglio Federale non può esprimersi. Le Donne devono aspettare sabato 24 ottobre per sapere cosa le attende. Quel che emerge dalla riunione di Formia, nel rapporto La Mura-Abbagnale, è che il primo resta il “dominus” ed il secondo completamente subordinato alle sue esigenze. Ma sarebbe questa la famosa “estrema urgenza” annunciata dal Presidente subito dopo il Mondiale? Una decisione finale presa ben sette settimane dopo Aiguebelette? L’agenda è ancora una volta dettata dal Direttore Tecnico, del quale possiamo apprezzare però il fatto che nelle 8 pagine di relazione presentate oggi al Consiglio Federale ben 4 sono dedicate ai problemi del Canottaggio femminile. La leggeremo con calma, naturalmente, ma è il caso di ricordargli qualcosa.

“Le aspettative evidentemente troppo alte hanno fatto vivere un fallimento totale un anno di buone prestazioni della squadra femminile trascinando nel giudizio negativo anche quanto di buono il settore aveva costruito e realizzato nel 2013 e 2014”. Ecco se intende La Mura trovare il responsabile di questo rilancio verso l’alto delle attese per i risultati delle Donne personalmente gli consiglio di riprendere tra le mani quanto da lui scritto nel famoso post scriptum della relazione presentata nell’ottobre 2014. “Possono essere competitivi, possono lottare per la qualificazione tre o quattro equipaggi femminili”. A questo, può naturalmente aggiungere uno dei tanti proclami pre-Aiguebelette: dalle 7-9 barche di Cattaneo al sogno in doppia cifra di Abbagnale, comprendente evidentemente una quota di 3 barche femminili. Torneremo presto, dedicando la giusta e meritata attenzione alla sua relazione, sull’argomento.

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18 pensieri riguardo “Donne, la soluzione non c’è”

  1. Mi spiace ma ogni Federazione ha il Presidente e Direttore Tecnico che ha Votato!!
    Il mio pensiero va al settore Femminile allo Sbando,ma non è che quello Maschile goda di Grande Salute!!
    Chissà chi non mangerà il Fatidico Panettone??
    Per la Famosa legge del Contrappasso Proprio Nessuno !!
    Ma in Italia nessuno sa cos’è Assumersi le proprie Responsabilità!!

  2. caro Giovanni,
    convengo in assoluto sulla necessità di continuare a lavorare per migliorare il canottaggio femminile Assoluto. Cosa che è nelle priorità di tutta la comunità del canottaggio italiano (ndr la Federazione).
    Mi permetto di fare un ragionamento basato sui numeri in risposta al tuo post, sicuro che condividerai l’impostazione in considerazione anche delle tue competenze contabili. Nella fattispecie andando ad analizzare i medaglieri dal 2009 al 2015.
    Nel quadriennio precedente, dove tu eri vice Presidente della comunità del canottaggio italiano (Federazione), il settore femminile ha espresso in totale 11 medaglie, di cui 3 a livello assoluto (nessuna nelle categorie olimpiche):
    argento e bronzo della Milani in 1x pl (per la specialità del singolo è difficile elevare il merito dalla società di appartenenza all’area tecnica federale, se non in minima parte),
    1 bronzo nel 4xpl.

    Delle 11 medaglie, 3 sono state d’oro, di cui 2 delle magnifiche e simpaticissime sorelle Lo Bue, equipaggio societario della Canottieri Palermo, ottimamente allenato da Benedetto Vitale; infine nel 2010 l’oro nel 4x pl u23.

    Nell’attuale quadriennio al momento (3 anni) le medaglie “rosa” totali sono 12, di cui 3 ori, di cui uno in specialità olimpica (2x pl), gli altri due ori sono di equipaggi multipli (4xpl a Plodviv e 4x juniores a Trakai). A livello assoluto c’è da contare anche il bronzo in 4x pl del 2012.

    Fermo restando la situazione di rilevante inadeguatezza evidenziata nei recenti mondiali di Aiguebelette del settore femminile (cui si aggiunge la deludente prestazione del 4x S e il rammarico per le mancate medaglie nel settore non olimpico dei pesi leggeri), a livello squisitamente contabile, il saldo rispetto al precedente quadriennio è già migliorativo, pur mancando 1 anno al completamento dell’attuale quadriennio.
    Il presente Consiglio ha piena fiducia nell’operato del DT La Mura e ha l’umiltà di cambiare in corso d’opera, assumendosi piena responsabilità del proprio operato. Bisogna però accordarci i tempi tecnici per individuare una soluzione a valle di un processo razionale e non emotivo.

    Circa la mancanza di salute nel settore maschile potrei dilungarmi sempre aiutandomi con i numeri, sintetizzo limitandomi agli ori: nel precedente quadriennio 14, in quello attuale (3 anni) sono 16, di cui 1 in specialità assoluta olimpica che ci sognavamo da tempo, peraltro con un atleta (Matteo Castaldo) che non godeva di “eccessiva” considerazione (eufemismo) nel quadriennio precedente.

    Spero di aver riassunto bene gli schemi riepilogativi delle tabelle dei risultati dal 2009 al 2015, se ho sbagliato di qualche numero me ne scuso, ma nella sostanza non cambierebbe il ragionamento.

    Certo di aver fatto cosa gradita ai lettori di questo blog, chiudo con un invito all’azione “rubato” al nostro DT: “sarebbe di grande aiuto per noi, se tutti voi foste vicini alla squadra sostenendola, con risorse materiali fin dove possibile, ma con il vostro coinvolgimento emotivo massimo e il vostro incoraggiamento più empatico”.

    viva il canottaggio italiano e forza ragazze, tutte ai remi
    Mario Italiano

    1. Caro Mario, carissimi tutti, … io mi firmo sempre con nome e cognome. Comunico quindi che il Giovanni al quale hai creduto di rispondere (competenze contabili e già Vicepresidente FIC), non è il Giovanni autore del commento al quale hai risposto.
      Questi sono gli inconvenienti di firmarsi solo con il nome, anche se qualcuno ha scritto che sui social così si usa, … io sono sempre Giovanni Miccoli. (ogni tanto ci metto pure la mia foto 🙂 )

      Ugualmente, mi permetto di aggiungere nel merito, numeri e statistiche e “dati contabili” a parte, come già scritto in un precedente commento non condivido la scelta di avere “sciolto” il settore femminile; certo che è una qualità quella di assumere delle scelte che comportano un cambio in corso d’opera, ma resta il fatto che questo cambio debba essere migliorativo. Riguardo al fatto di “essere vicini alla squadra”, personalmente quest’anno ho fatto 1500 km per vederla da vicino ad Aguibelette, ma ciò non significa non esprimere critiche anche cammin facendo.
      Per l’empatia … ne riparliamo.
      saluti

  3. Giovanni (Miccoli), che gaffes! raramente mi altero, nel caso specifico la “pancia” ha prevaricato la ragione e ho commesso l’imperdonabile errore di attribuirti il post, sorry!

    Giovanni X, tolti i riferimenti a G.Miccoli, rimangono validi i concetti. (ps: i dati relativi alle medaglie sono relativi alle rassegne mondiali assoluti, u23 e juniores).
    Circa la sensazione di scetticismo che ti attanaglia sullo stato di salute del canottaggio italiano, ti suggerisco di analizzare il medagliere della stagione 2015:

    mondiale assoluto: 8° (dobbiamo migliorarlo)
    mondiale U23: 1°
    mondiale juniores: 2°

    inserisco anche:
    universiadi: 4°
    europei juniores: 1°
    Coupe de la Jeunesse: 1°

    au revoir
    Mario Italiano

  4. Se non ci stesse a cuore la Nazionale Italiana non saremmo qui a condividere pareri e riflessioni.
    Mi dispiace che il fulcro del discorso cada sempre e dico sempre nel confronto con i quadrienni precedenti. Qualunque sia il punto di vista.
    Tornando all’attualità, il problema per le donne è presente. E come tale va affrontato. Compreso accettare che il DT sia convinto dei suoi metodi.
    Se si parte dal presupposto che il problema non è essere arrivate in finale C o D, ma il come ci sono arrivate. Dire che vanno gestite diversamente, vuol dire capire che a differenza degli uomini, la maggior parte non ha stipendio fisso e soprattutto studia. Sono 2 stress per il professionismo del mondo del canottaggio che non fanno stare tranquilli.
    Soprattutto quando non hai certezza di risultati.
    Ipotizzare un maggior coinvolgimento dei tecnici che le seguono in società andava in questa direzione. Farle sentire più “a casa” . Seguite da persone più familiari. Che le conoscono meglio.
    Soluzione ovviamente per il prossimo futuro, fino alle qualificazioni olimpiche.
    Perchè il sogno è quello.
    Per il lungo termine è un altro discorso.
    Ma sono riflessioni personali. Per, ripeto, discutere e condividere, per il bene del nostro sport e delle nostre ragazze.
    A livello giovanile state e hanno fatto un gran lavoro.
    Mettete le ragazze nella migliore condizione di esprimersi e raggiungere il loro sogno.
    Senza lasciarle in un limbo deleterio.
    Certezze almeno nella loro gestione e programmazione.
    Nello sport poi vince il più forte.

  5. Condivido pienamente l’analisi di Edoardo, Inventiamoci un “college”, o qualcosa di simile, come facemmo 30 anni fa con 5 ragazze che sono cresciute assieme, facciamole lavorare con calma e senza l’assillo del confronto continuo con i maschi e forse riusciremo ad ottenere qualcosa per le qualificazioni.
    Nel frattempo cominciamo a pensare ad un futuro diverso che permetta alle attuali junior e under 23 di crescere e non perdersi per strada.

    1. Se posso espongo la cruda realtà su come vengono assistite le junior/under23 donne!!
      Semplice esempio : se una di loro subisce un infortunio durante un ritiro come sono seguite dalla federazione?
      Vengono rinviate a casa!
      Non sono Assistite!!!
      Tutte le spese sono a carico Loro!!
      Come può stimolare una ragazza che studia e si impegna ad andare avanti??
      Quando poi si scontrano in una simile realtà!!!
      Altro che parlare di eccelsi risultati!!
      Bisogna rifondare da zero il settore Femminile!!!
      Giovanni Frattini

      1. Salve, evidentemente volendo fare un semplice esempio è stato preso proprio il settore sbagliato. Infatti questa estate mia figlia è stata al raduno junior è mi ha raccontato dei casi di infortuni che inevitabilmente possono accadere ma tutte le ragazze sono state assistite dallo staff medico e nessuna è stata mandata a casa.

  6. Secondo me il problema va valutato anche da un altro punto di vista: come mai così tanti “infortuni”? Qualcuno ha pensato di studiarne la causa?

  7. Secondo me sono i metodi vecchi di 30 anni!!!
    Basta vedere la svizzera che ora ci surclassa che ha un allenatore se non erro Neozelandese , che con metodi moderni con atlete/i dal fisico molto simile ai nostri !!
    Poi la Zoe neozelandese che ha Varese ha abbassato il record dl singolo pl di oltre 4 secondi!!!
    Il tempo va avanti,cosi come il progresso!!!
    Ma se esiste la Parola pensionamento avrà un significato??

    1. Addirittura la Svizzera ci surclassa !!!!! Sono assenti nel medagliere junior, solo due bronzi negli under23 , 6 barche agli assoluti (4 barche corte e 2 quattro), di cui 3 in finale con una medaglia di assoluto pregio nel 4-pl. I numeri avranno un significato, o no ???

  8. Non c’è peggiore sordo di chi non vuole sentire o capire!!
    Vedere il medagliere junior, under23 e assoluto nell’anno 2012 !
    E fare un paragone col 2015 !
    Ora basta polemiche, tutti lavorino per una immediata soluzione!!
    Ma che sia una vera soluzione, altrimenti chi deve con dignità si faccia da parte !

  9. Io, come già ho avuto modo di dire, credo che il Presidente Abbagnale ed il DT La Mura abbiano il diritto di lavorare in pace. Qualcuno si sta costruendo castelli in aria di congetture, commenti ed altro. Non sto dalla parte dell’attuale staff presidenziale, assolutamente, ma va rispettato il diritto a lavorare in pace. Se lo sono guadagnati con regolari elezioni quindi, a meno che non venga provata una improvvisa infermità mentale del Presidente e del DT, hanno il dovere di andare avanti fino al prossimo anno. All’ Assemblea elettiva per il prossimo quadriennio riferiranno del lavoro svolto e senon andrà bene agli elettori, se ne andranno. Il massimo che può fare adesso chi critica è quello di costruire una alternativa valida a quella attuale ed una critica fondata su argomenti e non su antipaptie personali.

  10. In via teorica criticare costruendo un alternativa valida è quanto di meglio ci può essere. Costringe “chi comanda” a sbagliare meno possibile” ( ed essere premiato/i ) e in caso di errore “c’è già il rimedio pronto” ( si premia un altro/i ). Poi oltre la teoria (condivisibile) c’è la pratica. E infatti me lo immagino proprio il dottor La mura che dovendosi preoccupare delle armate remiere nemiche “si terrorizza” per la più terribile di tutte, cioè la nientepopodimenochè “potente” Svizzera che surclassa l’italremo con il suo famigerato e modernissimo allenatore (neozelandese?). Fortunatamente per lui ( La Mura intendo ), non è un Dottore solo nel senso “universitario” del termine ma lo è anche ( e soprattutto ) nel senso del “giuramento di Ippocrate”. Quindi gli spasmi provocati da risate incontrollate se li cura da solo…………

  11. Ora mancava solo MisterX !!!!
    Quando in aiuto del Supremo D.T: arriva Zorro??
    MisterX se ti può andar bene io conosco il Sergente Garcia!!!
    Lo mando a Piediluco?
    Per ora la figura da Misterx l’hai fatta solo Tu!!
    Giovanni Frattini .

  12. Caro Marco, Io penso che Romagnoli debba lasciare il settore Olimpico sia perché certamente qualcosa ha sbagliato sia perché dopo aver dato le dimissioni non vi è più la possibilità di recuperare la fiducia delle atlete. Ormai il rapporto si è incrinato. Al suo posto vedrei molto bene Giovanni Calabrese perché ha la forza, il carattere e la mentalità per ridare motivazione alle atlete proteggendole dalle pressioni interne ed esterne imponendo la sua linea nell’indipendenza e con con la coerenza che ha dimostrato in passato. Come Tecnico è pronto e solo lui può fare il miracolo senza urtare la sensibilità della attuale guida federale, del resto è stato un ottimo interprete, come atleta, anche dei programmi LaMuriani.
    Ovviamente settore rigorosamente autonomo da quello maschile e decentrato a Gavirate. Certo, Giovanni ha la fedina penale un po’ sporca per certi suoi peccatucci politici ma secondo la teoria della relatività questo potrebbe anche essere un grande merito e a Pompei certamente qualcuno che la spieghi al dottore c’è! O no?
    Tino Di Gatto

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