Dal tumore al rene alla gioia di Aiguebelette. L’anno incredibile di Mario Gyr

canottaggiomania_svizzera_Gyr_MarioDue battaglie, anzi due guerre vinte nel giro di pochi mesi. In primavera si arrende il tumore al rene destro e a settembre, invece, un’ostica concorrenza mondiale nel 4 senza Pesi Leggeri. Trent’anni, ragazzo solare e dai mille interessi. Mario Gyr, cuore rossocrociato di Lucerna, sta costruendo il suo futuro passo dopo passo. Un’Olimpiade alle spalle, quinto posto a Londra 2012 sempre in questa specialità, e una davanti da affrontare con la nuova responsabilità derivata dal recentissimo successo iridato. Laurea in Legge, da lunedì a mercoledì frequenta uno noto studio di avvocati e in tutti gli altri giorni della settimana coltiva l’ambizione sportiva. Ama anche cucinare e andare a pesca “sapessi quanto è bello catturare una trota sul fiume Reuss e poi mangiarla la sera stessa con un bel Chardonnay” E’ anche testimonial della Red Bull e tesserato per il See Club di Lucerna “per il quale, in futuro, vorrei fare qualcosa di importante”. Ma riavvolgiamo il nastro di questa bella chiacchierata.


1) Allora, Mario, come nasce questo fantastico 4-?
“Eravamo già insieme a Londra 2012. Arrivammo quinti. Subito dopo volevo smettere, ma poi ho deciso di riprendere con l’obiettivo chiaro: vincere una medaglia a Rio de Janeiro. Pensavo che nel doppio avrei avuto maggiori opportunità ma dopo i numerosi problemi al rene destro, con due operazioni a febbraio e marzo, il nostro nuovo allenatore neozelandese ha deciso di riproporre il vecchio 4 senza di Londra. Così abbiamo ricominciato ad allenarci prima da febbraio fino a aprile con la riserva, perché io ero fuori a causa dei problemi sopra citati, e poi nuovamente con me in barca da fine aprile. Sinceramente, agli inizi,  ero un semplice passeggero e devo molto ai miei compagni per avermi saputo aspettare”. 

canottaggiomania_svizzera_4senzaPL2) Dicci qualcosa a proposito dei tuoi soci. 
“Penso che abbiamo tutti quanti una grande grinta, ovvero siamo in grado di metterci sempre qualcosa in più in gara nel momento in cui si inizia a soffrire per la stanchezza.  In Svizzera alcuni giornali ci hanno definito quattro Gladiatori .Anche se abbiamo caratteri tanto diversi abbiamo una filosofia di vita comune. Siamo amici e andiamo molto  d’accordo anche fuori barca. Lucas Tramer, per esempio, è fortissimo fisicamente. Studia medicina ed e molto determinato. A proposito di Simon Schürch posso dirti, Marco, che con lui passo più notti nella stessa camera che con qualsiasi altra persona… E’ il più giovane, studia Economia  e porta tanta serenità e disciplina in barca. Poi Simon Niepmann. Studente di Sport e Geografia. Con lui ho affrontato tantissime battaglie, già da quando eravamo Junior remiamo insieme. Tecnica e  feeling con la barca stupendi. Con lui dietro di di te, puoi fare quello che vuoi come capovoga. Simon è sicuramente il più maturo e intelligente di noi quattro. Siamo 3 vogatori che vivono molto le emozioni ed uno, invece, capace di riportarci sempre con i piedi per terra”. 

3) Quando avete preso consapevolezza di poter vincere il Mondiale?
“E’ sempre difficile, prima di un grande evento, sapere qual è il tuo valore. Il dubbio c’e sempre. Abbiamo avuto ottimi riscontri in allenamento dopo che abbiamo cambiato combinazione. Ecco, forse la prova della nostra forza l’abbiamo avuta dopo la vittoria della batteria del nostro 4 di coppia Senior dato che in raduno viaggiavamo molto vicini”. 

canottaggiomania_svizzera_4senzaPL_BARCA4) Aiutaci a rivivere la finale del Mondiale?
“Il mio compito era di partire forte nei primi 30 colpi e poi di trovare il giusto ritmo. Sapevo, dietro di me, di poter contare su 3 cavalli fortissimi e motivati. Avevamo la grandissima chance di vincere la prima medaglia d’oro in una barca olimpica, per la Svizzera, dopo ben 20 anni. Non sempre hai chance di successo, quindi quando c’è soltanto la minima possibilità devi dare tutto per sfruttarla. La gara non stava andando benissimo, pensa che ai 400 andavamo storti verso le boe, ma poi, quando Simon, ai  1200, ha dato il comando ‘Bomba per 700’   ho iniziato a esser fiducioso. Abbiamo risposto tutti quanti molto bene ed io, passata il traguardo, ero felicissimo. Già, perché ho pensato a quest’anno. A febbraio, dopo la prima operazione, i medici mi avevano detto che la possibilità di fare di nuovo sport ad alto livello sarebbe stata pari circa al 50% . Invece, un sogno da bambino era diventato realtà! E così ai medici ho mandato una foto con la medaglia e loro mi hanno risposto che anche i dottori, a volte, sono felici di sbagliarsi”. 

5) Come ti immagini Rio de Janeiro?
“E’ ancora lontana ma sono contento di poter rivivere le emozioni di un’altra Olimpiade dopo Londra. Spero che questa volta il bacino sia regolare per tutti”. 

6) Quale nazioni temete maggiormente?
“Penso che la Danimarca sarà ancora più forte l’anno prossimo con Jörgensen di nuovo in barca ma anche Nuova zelandia, Francia, Olanda e l’Italia possono crescere molto. Sono tutti equipaggi con grande talento e carattere. E specialmente sono ragazzi che non si arrendono mai!”. 

 7) Esiste un vogatore che stimi particolarmente nel mondo? Se si, perché?
“Apprezzavo Xeno Müller, Ebbesen e il doppio Luini/Pettinari quando da ragazzo. Adesso stimo di più i caratteri dei vogatori. Atleti che possono dare il tutto per tutto in una gara ed andare oltre i propri limiti. Per esempio, la grinta di Martino Goretti (nella foto) o del 4- Italiano Senior, ma anchela modestia e umilitä di Mahe Drysdale  e Ondrej Synek”.

8) Hai vissuto un anno in Italia quando eri molto piccolo. Cosa ricordi di quell’esperienza?
“Avevo 6 anni ed ero appassionatissimo di calcio. E’ da quel momento che seguo con tanta dedizione la serie A e leggo spesso la Gazzetta dello Sport il lunedì. Ma ho anche fatto amicizie che ancora oggi durano. Da bambino impari veloce la lingua, per questo ancora oggi so parlare l’italiano”. 

canottaggiomania_svizzera_Gyr_Mario_bici9) Quattro anni di studio della lingua italiana e a contatto con la cultura del nostro Paese. Cosa ti piace e cosa no dell’Italia?
“La spontaneità, la bellezza del mare, le giornate di sole,  la gioia di vivere, la cucina italiana, la mentalità così aperta. Come giurista svizzero, mi seccano un po’ alcune leggi italiane così come il sistema politico non mi piace in Italia. E poi, nei ultimi anni, mi sono dispiaciuti molto gli scandali nel calcio italiano. Lo seguo ancora con tanta passione, ma 5-6 anni fa era un’altra Serie A”

10) Cosa dici, tramite CanottaggioMania, ai vogatori italiani?
“Ho contatto con tanti canottieri italiani. Loro sono sempre di buon umore,  easy going e simpatici. Amo la loro grinta nelle gare e la loro capacità di dare tutto. Il miglior esempio è l’otto senior nel recupero. E’ stata fantastica la loro rimonta negli ultimi 500 metri. E poi sanno fare festa!! Armadacup, Silverskiff o dopo i Mondiali: stare con gli italiani è sempre splendido. L’importante nella vita non è soltanto il numero delle medaglie vinte ma sopratutto quale è la considerazione di cui godi nella testa della gente. Si, il canottaggio è la nostra grande passione, ma non si deve dimenticare che e soltanto una gara di 2 chilometri. Vedendo tutti i problemi attualmente esistenti mondo, dobbiamo essere felici di quello che facciamo e ricordarci sempre che è un grande privilegio”.

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