Niccolò e Giacomo: due storie di carattere

canottaggiomania_mornati_gentiliIl 2 senza in finale, il doppio in semifinale. Due prodieri accomunati da grande forza d’animo. Niccolò Mornati e Giacomo Gentili. Due storie diverse. Per il primo la carriera assoluta sembrava doversi concludere con l’amaro e doloroso quarto posto di Londra 2012, per il secondo sembrava non dovesse iniziare qui. A sorpresa, il quasi trentacinquenne di Mandello del Lario e il diciottenne di Cremona si incontrano ad Aiguebelette. Laurea in Economia Aziendale e Master in Business and Administration, tra il pensare e l’agire di Niccolò passa sempre  poco tempo. Dai remi alla scrivania. Due anni di esperienza lavorativa nel marketing, all’Adidas, prima di iniziare a operare al servizio della Federazione. Dalla scrivania di nuovo ai remi, in questo caso con il prezioso supporto di Vincenzo Capelli, suo compagno di squadra all’Aniene. Avanti per gradi e con pazienza: prima sudando sull’otto, alla pari di compagni di squadra anche molto più giovani, e poi sul 2 senza, vincendo prima la selezione e poi risalendo la scala sino alla finale. “Ho il cuore infranto e il mio sogno di una vita distrutto” scriveva dopo Londra in una lettera aperta all’allora Consiglio Federale. Era la sua terza Olimpiade. Doveva esser l’ultima ma non lo sarà perché Niccolò ha saputo rilanciare una nuova sfida e trovare le giuste motivazioni. Così la passione trionfa sulla delusione, il carattere sulla rabbia.

Già, il carattere. Ne ha da vendere Giacomo Gentili, studente al Liceo delle Scienze Umane e prodotto del College di Piediluco. Pensate.  A Rio de Janeiro, cantando l’inno di Mameli, il vogatore cremonese pensa a quanto sarebbe bello poter tornare a remare in Brasile nel 2016. E’ il giorno in cui vince il  Mondiale Junior in singolo. “Ora mi impegnerò ancora di più perché mi piacerebbe provare a entrare già dal prossimo anno nella squadra olimpica”. Sembra, in tutto e per tutto, una “spacconata”. E invece… Il sogno dura pochissimo, perché il “Canottaggio dei Grandi” diventa, in meno di una settimana, realtà. Su felice scelta di La Mura e Cattaneo, viene chiamato a disputare la selezione in singolo. Perderà contro Luca Rambaldi, ma rientrerà in gioco per il doppio in sostituzione di Paolo Perino. Compito svolto nel miglior dei modi. Ora è in semifinale, a un passo dalla qualificazione alle Olimpiadi. Merito suo, inappuntabile dal punto di vista della professionalità, e anche della sua “chioccia”: Romano Battisti.

Due belle storie azzurre di questo Mondiale, due esempi di grande carattere.

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1 commento su “Niccolò e Giacomo: due storie di carattere”

  1. Complimenti vivissimi a questi due atleti per il risultato ottenuto fino ad oggi in questo mondiale e per le emozioni che ci stanno dando, ma io penso che certe opportunità non vengono date a tutti gli atleti. Si smette di vogare, si prende una pausa, si lavora, poi si decide di riprovarci e basta presentarsi per essere accolti ad un ultimo raduno; SI RIESCE PURE A TROVARE UN BUON LAVORO vicino ; ora mi domando come sia possibile, ci sono atleti che ingoiano rospi tutto l’anno, accettano le varie decisioni senza poter dire niente, stanno tutto l’anno ai raduni e guai perderne uno…..dipenderà a quale società si appartiene? Oppure al cognome che si porta? Come si fa a non porci queste domande? Ben venghino queste situazioni, vedendo anche il valore atletico dimostrato nelle selezioni, stando a casa, ma allora queste opportunità vanno date anche a tutti gli altri.
    Bravissimo Giacomo, grande atleta che ci sta dando soddisfazioni ed emozioni, come a RIO., ti aspettiamo domenica davanti la TV.
    Complimenti comunque anche ai tecnici per il coraggio nel prendere certi decisioni di cambi barca, anche se penso che qualche barca è stata sottovalutata ed invece di mettere sopra “i resti” poteva essere migliorata. Complimenti ai ragazzi del pararowing, sempre in prima linea!. Buon mondiale a tutti e come sempre bravo Marco per le tue squisitezze di articoli. ..

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