4 senza non ci svegliare, 4 di coppia continua a crederci

Il 4 senza ad Aiguebelette
Il 4 senza ad Aiguebelette

Ben-venuti a Rio. Va sottolineato il “ben”. “Ben”, come il 4 senza.   Anzi, in questo caso “molto ben”. Non fatevi ingannare, please, dal pesce rallenta-Canada: Peppe Vicino, Matteo Lodo, Matteo Castaldo e Marco Di Costanzo, partiti come schegge ed astuti controllori nella parte centrale del percorso, stavano rinforzando la loro palata, pronti a ricacciare indietro, come abili spadaccini, il possibile ritorno della barca dalla foglia d’acero. Ad approfittare dell’incidente, sicuramente, la Gran Bretagna, piombata così al secondo posto ma staccata di un secondo e sei decimi agli azzurri. Avanti questi 3, avanti anche Olanda, Australia e una rimontante Germania (ai danni della Russia). Miglior tempo Italia, i guerrieri della luce ci danno appuntamento sabato alle 14:15. Il 4 senza azzurro è una barca da sogno, ragazzi non svegliateci…
Luccica la nostra Punta, qui ad Aiguebelette ottimamente diretta da Andrea Coppola. Solo Olanda e Gran Bretagna vantano l’en plein dei finalisti. Altro che Linus, ormai: qui ora la nostra coperta ce la invidiano in molti. Gli Stati Uniti, per esempio, costretti tristemente ad assistere a tutte le finali A (2 senza, 4 senza e otto) dalla tribuna.   Nel 2 senza, la “colpa” è di Niccolò Mornati e Vincenzo Capelli. Viaggiano sereni sui loro binari per mille metri. Studiano e lanciano l’attacco nel momento giusto. La terza piazza, male occupata in quel momento dagli americani Di Santo e Aghai, è sgombra e tutta per loro. Italia, anche qui, a Rio 2016 e, sabato alle 13:30, in finale assieme a Nuova Zelanda e Serbia, davanti a noi in semifinale, Gran Bretagna, Australia e Olanda.

Il terzo colpo di cannone, direzione Brasile, lo spara il doppio leggero. Lineare. Costante. Imperturbabile, quindi saggio. Si, Pietro Ruta e Andrea Micheletti seguono Delayre e Azou per circa mille metri come ombre. Cedono qualcosina ai francesi dopo metà percorso ma, allo stesso tempo, aumentano il loro vantaggio sui sudafricani Smith e Thompson. Terza finale iridata consecutiva, timbrata da questa collaudata coppia azzurra. Con loro appuntamento alle 13:45, al via pure con Gran Bretagna, Norvegia e Germania.

Tre barche azzurre in finale sabato 5 settembre nel giro di 45 minuti. Niente pronostici, avendo già illustrato le aspettative  di CanottaggioMania prima del via a questo Mondiale, ma solo un pensiero personale sulla data.

Tre barche azzurre alle Paralimpiadi. Al 4 con, oggi quarto alle spalle di Gran Bretagna, Stati Uniti e Canada, ed a Eleonora De Paolis, sesta, si unisce un immenso Fabrizio Caselli. Rimonta stratosferica per il singolista fiorentina, operazione compiuta in finale B con il consueto mix di forza fisica e cuore. Avranno ancora una chance, in primavera, Anila Hoxha e Daniele Stefanoni  nel doppio.

Poi, tornando alle barche olimpiche, Romano Battisti e Giacomo Gentili compiono un passo da gigante verso Rio. Sono in semifinale, tra i primi 12 equipaggi del mondo. Come l’otto, finalista, basterà lasciarsi alle spalle un solo equipaggio per timbrare il pass. Ma, giustamente, perché accontentarsi dopo essersi ben districati, oggi, in quarto difficile? Bravi Merlino e Semola, capaci di ridurre gli Stati Uniti a immagine e somiglianza di una brutta Maga Magò. Domani, alle 10:37, ce la vediamo con Azerbaigian, Norvegia, Croazia, Nuova Zelanda e ancora Australia, oggi seconda dietro la Lituania nella gara degli azzurri. Semifinale, poco dopo, anche per il 4 senza leggero di Martino Goretti, Stefano Oppo, Livio La Padula e Alberto Di Seyssel.

Non si demoralizzi il 4 di coppia. Francesco Fossi, Francesco Cardaioli, Mario Paonessa e Simone Venier perdono la battaglia della semifinale, la guerra non è finita. Ci sono due posti in palio per Rio nella finale B. Ritroveremo l’Ucraina, la prima delle eliminate nella nostra gara odierna, vinta dalla Lituania davanti ad Australia e Svizzera, e poi ci sarà un’ostica Nuova Zelanda, fuori per 2 decimi. Un bel braccio di ferro.

Va in finale una straordinaria Giulia Pollini nel singolo Pesi Leggeri. Che grinta, che foga nel castigare l’australiana Presbitt. Missione compiuta anche per il 2 senza Pesi Leggeri di Zaharia e Dell’Aquila. Secondi e pronti a lottare per una medaglia. Sfortunato Marcello Miani. Sfugge alla fine, al vantaggio dell’americano Trojan, la possibilità di difendere il titolo iridato.

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