Grande impresa dell’Otto. Per le Donne Aiguebelette è il cimitero dei sogni

 Un Mondiale a due facce. Quella gioiosa degli Uomini, in corsa ancora in 7 specialità per Rio de Janeiro. Quella segnata dalle lacrime delle Donne, tutte quante fuori dai giochi.  Nel complesso, Italia ancora in corsa per l’obiettivo minimo. 
Iniziamo dalla fine, dall’otto delle meraviglie. Un equipaggio così competitivo, forte ed affiatato non si vedeva da tempo. Un recupero da manuale. Avvio prudente, poi via lo scalpo ai francesi. Russia e Polonia si scambiano reciproche cortesie e gli azzurri iniziano a tessere la tela della qualificazione. Matteo Stefanini, Fabio Infimo, Andrea Tranquilli, Pierpaolo Frattini, Giovanni Abagnale, Domenico Montrone, Luca Agamennoni e Vincenzo Abbagnale (tim. Enrico D’Aniello), ridotto da due a un secondo e mezzo il distacco dal secondo posto ai 1500, mettono un favoloso paio di ali alla nostra Ammiraglia.  Polonia annientata,  Russia al sicuro per soli 91 centesimi. Italia in finale, laddove in tanti credevano non potesse mai arrivare. E’ un traguardo raggiunto da un gruppo di ragazzi con grande determinazione, la giusta dose di rabbia e tantissima voglia di dimostrare il proprio valore. Ne va dato atto anche allo staff tecnico, abile nel plasmare e motivare quest’equipaggio. Fuori dal Mondiale, tanto per intenderci, anche il blasone degli Stati Uniti e dell’Australia. In finale, oltre alle favorite per l’oro Gran Bretagna e Germania e ai russi, ci attendono anche Olanda e Nuova Zelanda. Per il pass olimpico, occorre battere una di queste nazioni.

Il 4 senza Pesi Leggeri conquista il successo nel recupero. Conferme importanti, dopo la pimpante batteria, per Martino Goretti, Stefano Oppo, Livio La Padula e Alberto Di Seyssel. Un’affermazione nettissima. Da questo scontro, è l’Austria a uscire, seppur barcollando, con il minor numero di lividi. Tre secondi e 83 centesimi. In semifinale, le maggiori insidie sono Svizzera, Francia e Gran Bretagna.

Nei quarti di finale, sono secondi sia il 2 senza sia il doppio Pesi Leggeri. Energie distribuite con la calcolatrice. Vincenzo Capelli e Niccolò Mornati ben risolvono la pratica nei primi 1000 metri. Poiché domani c’è una semifinale (contro le ostiche Nuova Zelanda, Serbia e Sudafrica) da affrontare, meglio non forzare troppo ed accontentarsi di seguire la Gran Bretagna al traguardo e di rifilare 78 centesimi al Canada (qualificata) e 1”07 alla Bielorussia (eliminata). Anche i pesi leggeri Pietro Ruta e Andrea Micheletti avranno una semifinale durissima. Ci sono i campioni mondiali “morali”, i francesi Delayre e Azou, e quelli “effettivi”, i sudafricani Smith e Thompson. Oggi, nei quarti, gli azzurri cedono il passo soltanto alla Gran Bretagna senza mai però rischiare nulla contro le inconsistenti Irlanda e Nuova Zelanda.

Avanza anche Miani, secondo nel proprio quarto del singolo Pesi Leggeri, mentre è disco rosso, soltanto sesto nel recupero, per il due con (Parlato, Liuzzi, tim. Riva).

canottaggiomania_aiguebelette_doppio_femminilePer le Donne, invece, è game over. Troppo presto fuori, addirittura nei quarti di finale o nei recuperi, quando concrete, dopo Lucerna, erano le speranze di qualificazione. Un tracollo certamente inaspettato, almeno nelle proporzioni. Per questa ragione, indipendentemente dai risultati della squadra maschile, non si potrà parlare complessivamente di grande Mondiale perché viene a mancare una parte importante della squadra. Mai in gara Gaia Palma nel singolo, sempre sesta e piuttosto staccata, e altrettanto si può dire del doppio leggero di Elisabetta Sancassani e Laura Milani. Due anni fa festeggiavano il successo ai Mondiali di Chungju, oggi si trovano di fronte a una cocente delusione. Addirittura cinque secondi incassati dopo i primi 500 metri dalla Nuova Zelanda, qualificazione (le canadesi, terze) lontana 10 secondi all’arrivo. Gran Bretagna e Bielorussia, ma anche Russia e Romania, sono fuori dalla portata dei generosi sforzi messi in campo da Sara Magnaghi e Laura Schiavone nel doppio. A completamento di questa triste giornata, anche l’eliminazione del 4 di coppia Pesi Leggeri di Nicole Sala, Greta Masserano, Valentina Rodini ed Eleonora Trivella.

A Rio de Janeiro si potrà comunque arrivare attraverso le regate di qualificazione di Lucerna 2016. Fortuna vuole che FISA e CIO abbiano notevolmente aumentato i posti a favore delle Donne. Ma ciò non cambia la sostanza attuale. Un grande impegno profuso in questi anni e un pugno di mosche rimasto in mano. A queste ragazze, capaci di lavorare in maniera seria, volenterosa e nella maggior parte dei casi portando avanti anche gravosi impegni universitari senza alcun tipo di sostegno economico, bisogna soltanto dire “grazie”. Alla Federazione, invece, bisogna chiedere di rivedere molto attentamente i propri piani e di attivare progetti dedicati allo sviluppo del Canottaggio femminile. Fatti e non semplice propaganda, anche perché, per le nostre Donne, Aiguebelette doveva essere il Mondiale della svolta e, invece, si è trasformato nel cimitero dei loro  sogni.

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2 pensieri riguardo “Grande impresa dell’Otto. Per le Donne Aiguebelette è il cimitero dei sogni”

  1. Mi dispiace molto per Claudio Romagnoli, che è un ottimo tecnico e per tutto il suo staff (anche se qualcuno, in camera caritatis, mi aveva confessato di essere solo degli avvitabulloni, responsabile di settore compreso) oltreché, ovviamente, per tutte le ragazze che hanno dato l’anima, ma credo che oggi come oggi il movimento femminile non sia ancora maturo per essere competitivo. Forse sarebbe il caso di parlarsi chiaro, al riguardo, finché sara la cenerentola del nostro canottaggio le cose non miglioreranno.
    Questa situazione, invece, rivaluta chiaramente l’operato di Josy Verdonkshot che, oltre a qualificare il due senza, aveva fatto crescere il movimento in maniera evidente. Poi, ovviamente ci sarà chi non è d’accordo ma ora ne sono ancora piu convinto di prima.

  2. Sergio focalizza benissimo il problema di tutti i capi settori ! Non hanno nessuna autonomia decisionale, tanto è vero che ogni richiesta anche la più semplice ,deve essere fatta con richiesta al Commissario Tecnico , e come spesso accade devono chiamarlo a Castellammare , vista la scarsa presenza durante i ritiri ! Rivalutare il lavoro di Josy non sta a me a dirlo, ma i fatti da tempo gli stanno dando ragione!!

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