4 senza azzurro alla pari con i migliori. Cattaneo promuove l’otto a pieni voti

L'otto
L’otto azzurro verso Aiguebelette

Di Franco Cattaneo, storicamente, mi fido e la sua recentissima previsione, con cui apro la riflessione sul settore Punta Senior, è fonte di grande speranza. “Anche l’otto ci può regalare soddisfazioni. Abbiamo un equipaggio che ritengo tra i migliori degli ultimi 20 anni” riporta Enrico Capello su Tuttosport dopo la presentazione ufficiale di ieri al Bioparco Zoom. Più cauto, Giuseppe Abbagnale, su Latina Oggi. “Un sogno, ma secondo me realizzabile, sarebbe dieci (barche qualificate alle Olimpiadi n.d.r.). Questo vorrebbe dire che, dopo tanti anni, anche l’otto, l’ammiraglia del remo, tornerebbe alle Olimpiadi. Non sarà impresa facile. Intanto perché bisognerà andare in finale ai mondiali e poi arrivare tra i primi cinque, ma noi ci proveremo”.

Tra i migliori degli ultimi 20 anni, significa che l’equipaggio attuale, composto da Matteo Stefanini, Fabio Infimo, Andrea Tranquilli, Pierpaolo Frattini, Giovanni Abagnale, Domenico Montrone, Luca Agamennoni e Vincenzo Abbagnale (tim. Enrico D’Aniello) non sfigurerebbe nel confronto con l’Ammiraglia di Sidney 2000 (quarto), di Milano 2003 (settimo e qualificato ad Atene 2004), Gifu 2005 ed Eton 2006 (sempre argento)? Non sfigurerebbe, chiariamoci, significa che a dispetto di quelli visti negli ultimi 9 anni brillerebbe per maggior spessore e competitività nel panorama internazionale. Prendiamo atto che ci saranno 13 pretendenti ai 5 posti olimpici. Manca una grande potenza come il Canada, oro e argento alle ultime due Olimpiadi, che concentra le sue forze sul 4 senza. Tuoni, fulmini e saette per la sfida tra Gran Bretagna, dal 2013 detentrice del titolo iridato, e Germania, oro olimpico a Londra 2012. Dopo il bronzo agli Europei, la Russia è sparita. Niente Coppa del Mondo. Diventa, invece, particolarmente interessante la crescita della Nuova Zelanda. Tutti molto giovani, sono i campioni mondiali Under 23 nelle stagioni 2013 e 2014: quarti a Varese, terzi a Lucerna… Gli Stati Uniti scoprono parte delle loro carte a Varese, piazzandosi subito alle spalle di inglesi e  tedeschi. Poi ci sono equipaggi border-line, oscillanti tra la finale A e la finale B (che di consolatorio avrà ben poco visto che non assegnerà pass per Rio). Ci mettiamo l’Australia, partita lancia in resta per il 4 senza, assieme a Olanda, Polonia e Francia. 

Selfie del 4 senza sul podio di Lucerna
Selfie del 4 senza sul podio di Lucerna

Ricorre quest’anno il ventesimo anno dalla conquista dell’ultimo titolo mondiale dell’Italia nel 4 senza. Lo dico come promemoria, non per creare un’aspettativa. Con ciò, non si può non credere alla forte possibilità di conquistare una medaglia iridata. Anche del più nobile dei tre colori perché, dopo diversi mesi trascorsi assieme e dopo le prime soddisfazioni, ragionando con la testa e con il cuore non esiste obiettivo che sia precluso a priori. Ma attenzione, perché il livello è altissimo e allora sia chiaro a tutti che da Aiguebelette, anche dando il massimo, si può uscire con tutto il bottino ma anche con il sacco vuoto. I particolari, senza dubbio, faranno la differenza quando 3-4 barche, almeno, sono alla pari.  Ripartiamo da Lucerna e dal secondo argento in Coppa del Mondo vinto da Marco Di Costanzo, Matteo Castaldo, Matteo Lodo e Giuseppe Vicino. 72 centesimi di ritardo per i guerrieri della Luce da un’Australia oggi diversa: parecchi problemi dopo quell’ormai famosa caduta in bici, giù Lyoyd e su Dunkley Smith. Australiani sempre in prima fascia, assieme agli statunitensi leader a Varese. Se la Gran Bretagna proprio non ci convince, tale è l’ansia di vincere l’otto e poco importante invece difender l’onore nella barca Regina (ma non Elisabetta, evidentemente), al contrario si può pensare che per il Canada (4 centesimi dall’Italia a Varese) sia l’unica, grandissima, cosa che conti. La Romania, terza a Lucerna, è sempre gradevole come la sabbia nelle scarpe dopo una bella giornata di mare. L’Olanda, bisogna capire… Due senza, 4 senza e otto tutti e tre competitivi. Tutti e tre quarti a Lucerna: quale sarà la barca più forte? Le può qualificare tutte senza mai salire sul podio e non credo sia propriamente un male.

Vincenzo Capelli e Niccolò Mornati
Vincenzo Capelli e Niccolò Mornati

Da Murray-Bond, dai futuri campioni mondiali 2015 nel 2 senza, in avanti cosa accadrà? Intanto salutiamo il ritorno di Niccolò Mornati, ora che si è sbarbato per il Mondiale gli chiederanno i documenti per certificarne la maggiore età,  assieme a Vincenzo Capelli. Assistere alla finale B del 2 senza sapendo che l’Italia si è già qualificata per Rio de Janeiro sarebbe un traguardo di grandissimo valore. Ma se tale verdetto dovesse arrivare  anche nel corso della finale B saremmo ugualmente felici… Tutto questo, in considerazione della lontananza dai campi di regata internazionali dei nostri atleti. Chiaro che 26 equipaggi non sono pochini… Vero che tra Nuova Zelanda e gli altri c’è un abisso ed è in quell’abisso che occorrerà lanciarsi. Gli inglesi Foad e Langridge, secondi a Lucerna e ad Amsterdam, partono in pole position per la vittoria del Mondiale degli umani. Il Sudafrica, gratificato dalla corsia un anno fa (bronzo), è barca da finale. In determinanti frangenti, come a Lucerna, la Serbia sa esser tagliente come un foglio di carta A4. Olanda e Australia possibili outsider per il podio e non dimentichiamoci Chardin e Mortelette. Vicecampioni olimpici, anche se un po’ ricoperti dalla polvere….

Nel 2 con, al via i nostri Emanuele Liuzzi e Luca Parlato con al timone Andrea Riva.

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