Il 4 senza PL incoronerà la NZL? Il “conto aperto” di Ruta e Micheletti

Micheletti e Ruta, terzo Mondiale assieme
Micheletti e Ruta, terzo Mondiale assieme

Aiguebelette si avvicina ed anche CanottaggioMania desidera proiettare i suoi lettori, sempre di più, verso questo Mondiale.  Giorno per giorno, a piccoli bocconi, iniziando dall’analisi delle sfide dei Pesi Leggeri. E’ un settore di alti e bassi per l’Italia, decisamente di più gli “alti” per il doppio rispetto al 4 senza ma proprio in questa specialità possiamo prender volentieri atto di un cambio di passo avvenuto tra Varese e Lucerna. Prima una finale sfiorata per pochi centesimi, poi una finale raggiunta con caparbietà e affrontata con coraggio e buona dose di intraprendenza. Buon quinto posto. 

Il 4 senza PL
Il 4 senza PL

Rispetto a un mese e mezzo fa, una variazione nella posizione dei riconfermati uomini, precisamente tra  Livio La Padula e Stefano Oppo. Alberto Di Seyssel capovoga, Martino Goretti prodiere. Ne esce un bel mix tra l’esperienza dei trentenni Livio e Martino e dei ventenni Alberto e Stefano. L’obiettivo sarà quello di centrare nuovamente la finale. Ci sono 23 avversari, non sarà semplice. In Coppa del Mondo, da sottolineare l’impresa realizzata in semifinale con l’eliminazione della Gran Bretagna, terza forza dopo i Mondiali di Amsterdam. La Danimarca, campione del mondo, si presenta senza il plurititolato Joergensen. In questa stagione, meglio dei danesi sicuramente la Svizzera, capace di vincere il titolo europeo e di raggiungere il secondo posto a Varese e Lucerna. Meglio di tutti, invece, la Nuova Zelanda che pare proprio non soffrire il ritorno di Tayolor, sostituito da Lassche, sul doppio. Sempre vincente in Coppa del Mondo, ora ardentemente alla ricerca della vittoria iridata. Da tener d’occhio, naturalmente, anche i francesi e ovviamente anche la voglia di rivalsa degli inglesi.

Se il 4 senza PL punta alla finale, il doppio di Andrea Micheletti e Pietro Ruta guarda alla possibilità di vincere una medaglia. Meglio a Varese (argento) che a Lucerna (quarti). Due volte ai piedi del podio tra Chungju e Amsterdam, pagando dazio prima all’inesperienza (Corea) e poi alla malasorte (il campo di regata di Amsterdam). Andrea e Pietro sulla strada della consacrazione, quindi, ben consapevoli di dover fare i conti con “i soliti”. I soliti francesi, Delayre e Azou, che smaniano dalla voglia di cancellare la maledizione mondiale. Sono i favoriti alla luce delle nette affermazioni maturate anche nel 2015 ma niente Corea in doppio (solo Jeremie in singolo), a causa dell’incidente in bicicletta dell’occhialuto Stanley, e niente vittoria ad Amsterdam per un pugno di centesimi. Così, ad Aiguebelette, il peso della difesa del titolo sarà tutto sulle spalle dei sudafricani Thompson e Smith:  un pari con Ruta-Micheletti al Memorial d’Aloja, l’argento a Lucerna dopo la sgambata a Henley.  Anche i norvegesi Brun e Strandli, campioni mondiali 2013, bronzo 2014 e terzi pure un mese e mezzo fa, non scherzano e mantengono inalterato il loro valore.

Per gli azzurri, c’è un “conto aperto” dopo Amsterdam soprattutto con sudafricani e norvegesi, peggio piazzati in semifinale ma poi agevolati in finale dalla strada spianata dal vento. Buttiamo poi nel mezzo anche gli inglesi Chambers e Fletchers, fuori dalla finale nell’ultimo Mondiale ma quest’anno sempre in lotta con gli azzurri (terzi a Varese, quinti a Lucerna). Chi mancherà? I campioni olimpici, naturalmente. Dopo le figuracce di Varese e Lucerna, altolà a Rasmussen e Quist. Il doppio della Danimarca sarà così rappresentato dal record-man indoor Stephansen e dal più giovane Nielsen. E’ sempre triste veder ammainare una bandiera, in questo caso il glorioso (anche bronzo a Pechino 2008) doppio leggero danese, anche quando non è la nostra…

Nelle barche non olimpiche, schieriamo  Marcello Miani neò singolo, Josè Casiraghi, Matteo Mulas, Francesco Pegoraro e Federico Gherzi nel 4 di coppia,  Alin Zaharia e Armando Dell’Aquila nel 2 senza, Piero Sfiligoi, Lorenzo Tedesco, Davide Gerosa, Leone Maria Barbaro, Elia Luini, Vincenzo Serpico, Francesco Schisano e Paolo Di Girolamo (tim. Gianluca Barattolo) nell’otto.

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