Nuova Zelanda e Gran Bretagna insieme non fanno l’Ital-Junior

canottaggiomania_riodejaneiroI Mondiali Junior di Rio de Janeiro ci offrono ancora importanti conferme. La Germania, innanzitutto. E’ sempre la potenza numero 1 del medagliere, anche se rispetto ad Amburgo cede qualcosa sotto il profilo della qualità, scendendo da sette a cinque titoli iridati, ma aumenta il valore complessivo della sua squadra: da 9 (7 ori e 2 bronzi) a 11 medaglie (5 ori, 4 argenti, 2 bronzi).  L’Italia, invece, cresce sotto entrambi i punti di vista: più ori (da 1 a 2) e più medaglie (da 3 a 5). Più equipaggi maschili (3 a 2) sul podio, ma complessivamente più donne (11 a 8) con la medaglia al collo. Seconda, scavalcando la Romania (scivolata al quarto posto), vincitrice del 4 senza maschile, e la Cina (sparita dal medagliere!). Otto maschile e singolo femminile permettono all’Olanda di decollare: due ori per il terzo posto nella classifica per nazioni. Un oro (4 senza femminile), un argento e tre bronzi: trasferta positiva anche per gli Stati Uniti, certamente. 

La Gran Bretagna migliora il proprio rendimento: due argenti e un bronzo ad Amburgo, un oro (4 di coppia maschile) e due argenti a Rio de Janeiro. Proprio un paio di notti fa, prima di addormentarmi, riprendevo tra le mani un numero della rivista dell’ANAC comprendente un’interessante intervista ad Angelo Savarino, head coach dell’Università di Newcastle. “Gli atleti Junior selezionati per i Mondiali pagano un contributo di sino a 1000 euro. Se vogliono abbigliamento extra se lo pagano”.  A titolo informativo, naturalmente… Da inizio quadriennio, la Nuova Zelanda investe maggiormente nel settore Under 23. Prova ne è l’otto, giovanissimo, che presenterà ai nastri di partenza del Mondiale di Aiguebelette per la qualificazione olimpica. Diversamente, come per gli inglesi, il settore Junior è quasi esclusivamente lasciato all’iniziativa societaria. Sette barche a Rio de Janeiro. La migliore, il 4 senza femminile, arriva terza. Poi tre piazzamenti in finale (un quarto e due sesti posti) e due in semifinale. Meglio per esempio una piccola nazione come il Cile, con l’argento del 2 senza femminile. In definitiva, sia per numero di medaglie sia per qualità dei risultati, tra gli Junior  GBR+NZL < ITA.  A livello assoluto, invece, inglesi  e neozelandesi hanno l’abitudine di mangiarsi un terzo del medagliere… 

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4 pensieri riguardo “Nuova Zelanda e Gran Bretagna insieme non fanno l’Ital-Junior”

  1. Caro Callai, complimenti per il sito, i tuoi commenti e considerazioni. Bravo! Una cortesia: potrei conoscere il tuo pensiero sulla contro prestazione della squadra francese ai recenti campionati del mondo junior 2015 di Rio? Ho una mia idea, legata soprattutto alla preparazione fisica ed all’allenamento programmato durante l’anno, ma vorrei avere una tua opinione. Grazie e scusa il disturbo.
    Giuliano Spingardi.

    1. grazie per i graditissimi complimenti, Giuliano. In merito alla Francia, i risultati parlano di un quarto posto del 4 di coppia femminile ed altre 4 barche in finale B. Investimenti concentrati maggiormente in altri settori: dall’assoluto all’Under 23 (due ori e un argento). Comprensibile, anche perché la trasferta di Rio de Janeiro era piuttosto costosa ma credo che dall’anno prossimo torneranno, in linea con le stagioni precedenti, a dare più attenzione agli Junior. A presto!

  2. Ciao Marco dal tuo articolo magari traspare ma , senza voler nulla togliere ai nostri fortissimi atleti a cui va un ringraziamento di tutto il movimento per la loro dedizione, non pensi che il canottaggio nostrano sia troppo stressante per atleti ancora troppo giovani? Da noi non pensi che gli atleti da quindici anni in poi lavorino troppo rispetto agli atleti di altri paesi anglosassoni blasonati? Questo enorme lavoro fatto in età giovanili non pensi che possa produrre alla lunga disaffezione verso questo sport in età olimpica con la conseguenza che mentre negli altri paesi da 20 anni in poi si incomincia a lavorare su atleti non usurati , da noi si lavora si lavora su atleti già parzialmente usurati mentalmente dalla fatica? E’ stato un piacere poterti risentire anche se solo via web. Sergio Cuollo.

    1. ciao Sergio, piacere risentirci anche da parte mia… Secondo Colamonici, per il nostro DT il settore Juniores “è una scuola di alta specializzazione che costruisce giovani atleti in prospettiva olimpica”. Altre nazioni, lo dimostra il confronto tra i risultati giovanili e olimpici di NZL e GBR ad esempio, seguono altre vie. E’ indiscutibile. Probabilmente, per quantità (GBR) e qualità (NZL) dei vogatori a disposizione, in quei paesi è possibile iniziar più tardi rispetto all’Italia e lasciar la categoria Junior maggiormente all’iniziativa societaria e, allo stesso tempo, concentrare le risorse sull’attività assoluta/olimpica.

      Ma è chiaro che in Italia il problema della disaffezione, come sottolinei giustamente tu, esiste e va affrontato in maniera seria. La questione dell’abbandono nel Canottaggio italiano resta eternamente irrisolta ma chiediamoci, poi, anche come mai ci sono pochi, pochissimi ragazzi/ragazze che iniziano a remare all’età di 16/17 o anche 18/20 anni. E’ essenziale per comprendere il perché di una “Federazione a imbuto”. Da un lato si cerca di costruire subito gli atleti del domani, ma dall’altro non ci rendiamo conto di quanti, potenzialmente utili alla causa se sappiamo dargli il giusto tempo per crescere, ne perdiamo per strada.

      Dopo 2 anni e mezzo, forse Giuseppe Abbagnale si è accorto della gravità del problema, ha capito che non si può risolvere con gli spot (“creare ambiente vincente”) ed ha deciso di creare una commissione per tracciare le linee guida di un progetto con, tra gli obiettivi, il mantenimento dei giovani canottieri. “Contenere l’abbandono precoce dell’attività remiera al passaggio dalla categoria ragazzi a quella junior” (Consiglio Federale maggio 2015). A Mimmo Perna, Dario Crozzoli e Luciano Magistri i migliori auguri di buon lavoro. E’ chiaro che non basterà la filosofia ma serviranno anche fondi per progetti mirati. Qualcosa di più facilmente realizzabile nei primi 2 anni di mandato, non a ridosso delle Olimpiadi con l’attenzione tesa a soddisfare le aspettative del Coni. Ma mai dire mai…

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