Plovdiv 2015 in linea con Linz 2013

Bianca Pelloni e Federica Cesarini
Bianca Pelloni e Federica Cesarini

Dieci su diciotto. Più della metà. Resta confortante il dato delle barche azzurre finaliste ai Mondiali Under 23. A Varese 2014 tredici su ventuno, un risultato eccezionale, ma l’anno prima, in Austria, perfettamente in linea con oggi: dieci su diciannove. Mettendo a confronto Linz 2013 e Plovdiv 2015 allo scopo di verificare il cammino del settore, vediamo anche il dettaglio. 
Undici barche maschili e sette femminili iscritte in Bulgaria, undici barche maschili e otto femminili questa settimana. In finale 7/11 a Linz e  8/11 a Plovdiv per gli uomini, 3/8 a Linz e 2/7 a Plovdiv per le donne. Mi sembra corretto effettuare il paragone 2013-2015, perché nel 2014 la Nazionale Under 23 poteva contare sull’intera rosa, ovvero anche su quei 6-7 elementi attualmente (e nel 2013) a disposizione del DT La Mura per la squadra olimpica a Piediluco.

Complessivamente soddisfacente, a ora, il bilancio delle barche lunghe Senior B maschili: a 4 con e 4 senza, con l’otto fuori per soli tredici centesimi, aggiungiamo anche la qualificazione del 4 di coppia (Tiziano Evangelisti, Alessandro Laino, Jacopo Mancini, Stefano Ciccarelli). Terzi nella semifinale più lenta dietro Nuova Zelanda e Ucraina. Costanti e sicuri. Fuori prematuramente il singolista Pietro Cattane, non iscritto il 2 senza ed ecco anche uscire il doppio di Davide Mumolo e Federico Garibaldi, mai in grado di impensierire le prime tre forze (Germania, Lituania e Ungheria).

Oggi applausi per i doppi Pesi Leggeri, autori di semifinali molto intelligenti dal punto di vista dell’interpretazione del compito da assolvere. Dopo metà gara, sia gli uomini (Antonio Vicino, Lorenzo Galano) sia le donne (Bianca Laura Pelloni, Federica Cesarini) si staccano dalla quarta piazza mettendo alle corde i rispettivi avversari. Diversamente, al doppio di Cecilia Bellati e Ludovica Serafini  sono fatali le tante energie spese nella prima parte del percorso per poter contrastare efficacemente, negli ultimi 500 metri, l’avanzata dell’Olanda. Quarte, dietro anche Nuova Zelanda e Bielorussia.

Disco verde per Francesco Pegoraro, disco rosso per Carmela Pappalardo (molto vicina alla qualificazione, brava!) e la leggera Federica Molinaro.

Dieci barche finaliste possono trasformarsi, per metà, in barche medagliate?  A Linz e Varese, più del 50% delle barche finaliste sale poi sul podio: 6/10 in Austria e 7/13 in Italia.

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