Sorrisi PL e 4 senza. Punta femminile fuori. Otto coraggioso ma beffato

canottaggiomania_Under23_duesenzaPLSe l’obiettivo del DT, per questi Mondiali Under 23, fosse lo stesso (allora pienamente raggiunto) di Varese 2014 allora, in ottica Plovdiv 2015, potremmo dire che delle 18 barche iscritte ci piacerebbe piazzarne 12 in finale (i due terzi) e 6 in medaglia. Va sempre tenuto naturalmente presente che, rispetto a un anno fa, non disponiamo della rosa completa, poiché alcuni pezzi da novanta sono in allenamento a Piediluco per il Mondiale Assoluto di Aiguebelette. 
La situazione, dopo le prime 3 giornate del Mondiale, è la seguente. Abbiamo 6 barche in finale e 8 in semifinale, quindi 14 barche in corsa. Salutano anzitempo il Mondiale 4 equipaggi azzurri. Nota di merito per il giovane e combattivo otto, fuori per soli 13 centesimi.

Oggi raddoppiamo la nostra presenza nel rettangolo di battaglia per le medaglie. Al 4 senza pesi leggeri (Gerosa, Barbaro, Sfiligoi, Di Girolamo), al 4 di coppia pesi leggeri femminile (Rodini, Sala, Masserano, Lo Bue) e al 4 con (Maestrale, Pagani, Mondelli, Mansutti, t. Natali), aggiungiamo il 2  senza pesi leggeri (Gerosa, Ficarra) il 4 di coppia pesi leggeri maschile (Quaranta, Gherzi, Buoli, Magni) e il 4 senza maschile (Carcano, Zileri Dal Verme, Lovisolo, Borsini).

Il duello ingaggiato con la Turchia si risolve a vantaggio dei coriacei Gerosa e Ficarra. Vittoria, miglior tempo delle semifinali e guanto di sfida lanciato alla Grecia. Ci vuol ben altro che l’arrembante Canada per spaventare il quadruplo leggero, vincitore del recupero e qualificato per la finale assieme al Belgio. Il 4 senza riscatta la batteria di ieri, imponendo da subito il proprio ritmo e, una volta subito il sorpasso del Canada, ben difende la posizione dal disperato attacco della Germania.

Con doppio maschile (Garibaldi, Mumolo), 4 di coppia maschile (Evangelisti, Laino, Mancini, Ciccarelli) e singolo pesi leggeri maschile (Pegoraro), ecco in semifinale anche Vicino e Galano. Nel doppio, gli azzurri procedono di conserva con la Spagna con la Bielorussia, anch’essa avanti, piuttosto staccata. Così, con la Romania, fanno anche le azzurre Cesarini e Pelloni nel doppio Pesi Leggeri, una volta liberatesi della Polonia. Anche le singoliste, prima Carmela Pappalardo e seconda la leggera Federica Molinaro, staccano il pass per la semifinale.

Grande gara per l’otto maschile, grande ma non abbastanza per centrare una finale che per l’aggressivo atteggiamento iniziale, per il carattere ed il cuore Guanziroli, Biolcati, Morganti, Giulivo, Gaetani Liseo, Dini, Brezzi e Muccini (tim. Crippa) avrebbero meritato. Fuori per 13 centesimi  a vantaggio della Francia. Disco rosso per Pietro Cattane nel singolo, dove proprio non riesce a inserirsi nel discorso tra Usa, Norvegia e Kazakistan. Le non buone condizioni fisiche di Calabrese pregiudicano il compito del 2 senza (con Broggini) e allora sono Francia e Norvegia ad avere la meglio. Anche ll 4 senza femminile (Arcangiolini, Ondoli, Barderi, Terrazzi) deve alzare bandiera bianca. Undici secondi dalla Nuova Zelanda, seconda ed ultima a esser promossa per la finale, sono un’enormità.

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