Lago Patria e Candia: FIC semplice spettatrice

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Candia durante il Festival dei Giovani


Lago Patria e Candia. Sostanzialmente due novità e, allo stesso tempo, l’occasione per riflettere ad alta voce sull’attenzione dedicata dalla Federazione Italiana Canottaggio all’organizzazione dei principali appuntamenti del calendario nazionale. CanottaggioMania, a seguito di molte segnalazioni, ha la sensazione che per chi opera attualmente nella stanza dei bottoni del nostro Sport ciò che soprattutto conta sia semplicemente che un evento, piccolo o grande che sia, abbia un inizio e una fine. Quel che accade prima, in sede di preparazione, durante o dopo, in sede di analisi di pregi e difetti, poco pare interessare. Non esiste più, infatti, una struttura federale, il Coex introdotto nel 2006 dalla gestione Nicetto, a servizio dei Comitati Organizzatori.  Andiamo per ordine.

I barchini a Lago Patria
I barchini a Lago Patria

Lago Patria ospita i Campionati Italiani Under 23, Ragazzi ed Esordienti. Intanto, lo ribadisco ancora una volta, grazie al Comitato Regionale Campania per l’assunzione dell’onere di una manifestazione che, a parte Lago Patria appunto, nessuno era disponibile a organizzare. Ben conosciamo poi le difficoltà che si affrontano nel momento in cui si va in un luogo senza presidio, inteso come assenza di Società che qui ha la sede o svolge continuamente attività.  Ho difeso dal volgare pregiudizio Lago Patria e la Campania ma devo comunque riconoscere che la questione dei furti, ahinoi parecchi (persino il busto di una bambina!) e verificatisi in misura superiore rispetto ad altri campi di regata,  è decisamente spiacevole. C’è chi riferisce di camper svaligiati, pulmini danneggiati e svuotati, remi spariti…

canottaggiomania_lagopatria_pontiliAnnoto e mi fermo perché, a parte prevedere un servizio di guardianaggio “rinforzato”, resto sempre dell’idea che non si possa puntare il dito contro il Comitato Organizzatore. Tra le segnalazioni ricevute, si parla di barchini alla partenza insufficienti,  gestione del programma molto complesso con un campo di regata a sole 6 corsie, spogliatoi carenti, pontili inadeguati, spazi esigui per carrelli e pulmini. Insomma, in generale, è parere comune che, al di là del generoso impegno degli organizzatori, ci sia stata una sottostima dei numeri.

Candia...
Candia…

Anche a Candia c’è da metter mano sul fuoco per l’attivismo della locale Canottieri ma anche in quel caso, probabilmente, mancava a priori la presa di coscienza di quanto lo staff avrebbe dovuto affrontare. Intanto, una trentina di volontari (a Corgeno, sempre per il Festival, erano 100) senza particolare esperienza, senza documentazione scritta e fotografica di altre organizzazioni… Pochi per soddisfare le esigenze di una manifestazione così complessa con l’arrivo di tremila persone e un centinaio di pulmini con attaccati i rispettivi carrelli.

Ancora Candia
Ancora Candia

Niente castelli per le imbarcazioni, niente tribune per seguire le gare, niente braciere per la cerimonia d’apertura, niente sorveglianza notturna. Parcheggio auto da dividere con la piscina… E poi, ancora, spazi e passaggi per le barche molto ridotti e premiazioni organizzate a notevole distanza dalla linea d’arrivo con conseguenti comunicazioni via radio e generale confusione nelle cerimonie di consegna delle medaglie (una gara ogni 3 minuti!) . C’è poi chi riferisce di un divanetto in plastica, con annesso sacco dell’immondizia, per l’area VIP.

I Comitati Organizzatori ce la mettono tutta, con dirigenti che dedicano il loro tempo libero in maniera appassionata, ma il “know how” lo devono ricevere da una Federazione che, passo dopo passo e giorno dopo giorno, ha il compito di offrire il massimo supporto, se non a livello economico almeno in termini di esperienza,  per prepararli a ciò che accadrà durante gli eventi.

Per carità, va bene che poi le gare sia a Lago Patria sia a Candia hanno avuto un inizio e una fine.  Ma non era certamente questo l’impegno preso da Giuseppe Abbagnale nel 2012 con le Società. Torniamo al famoso punto 6, quello già citato per la struttura di un Calendario “rivisto nei tempi e nei modi” (?), del suo programma. “Campi di regata all’altezza degli eventi ospitati con un livello adeguato di confort per il pubblico e per gli addetti ai lavori”. Possiamo definire raggiunto l’obiettivo, al terzo anno di mandato, dopo Lago Patria e Candia?

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2 pensieri riguardo “Lago Patria e Candia: FIC semplice spettatrice”

  1. Caro Marco
    Apprezzo questo tuo resoconto che apre, o meglio, Riapre il tanto discusso tema relativo all’assegnazione degli eventi.
    Mi sembra che di questo se ne sia parlato tanto, tantissimo ma … come troppo spesso, passato il temporale tutto torna nel dimenticatoio, almeno fino al prossimo temporale.
    Questa sordità, credimi, è davvero frustrante. Ti faccio un banalissimo esempio, al termine dei Campionati Italiani Master, dove dal punto di vista logistico e strutturale si è avuto un successo, mentre dal punto di vista regolamentare sono emerse delle lacune, mi sono permesso di fare una sorta di relazione pubblicata su Amoremare, con la speranza, di attivare spunti di riflessione per i responsabili della Federazione. Risultato? Il nulla, come il nulla continua a persistere su un campionato di fondo che si trascina con regolamento iniquo, assurdo e da lunghissimo tempo segnalato ai “teorici” responsabili.

    Ma torniamo ai campi gara.
    Il problema è di una semplicità quasi imbarazzante:
    • Esistono dei criteri valutativi generali dei campi di regata. Se ci sono dubbi in merito, basta consultare il manuale FISA
    • In base a questi criteri, FIC, onnipresente, può costruire una sorta di database classificatore, in poche parole, ci si può fare un’idea preliminare sui bacini del territorio e relative potenzialità. (valutazione preliminare non selettiva)
    • Definito il Calendario, FIC emette un bando per l’assegnazione, dove, per livello d’importanza della manifestazione, vengono chiaramente stabiliti quelli sono i requisiti minimi e indispensabili per poter partecipare. I comitati devo essere a tutti gli effetti garanti del rispetto dei requisiti.
    • Si raccolgono le candidature e si esegue l’assegnazione mediante valutazione oggettiva.
    • A un mese (o congruo anticipo da determinare) dall’evento, un delegato FIC esegue una visita ispettiva per valutare l’effettivo rispetto delle norme, e lo stato di avanzamento degli eventuali lavori tramite check list. Eventuali gravi mancanze devono poter originare azioni come lo spostamento della manifestazione o persino la cancellazione della stessa
    • L’esito dell’evento deve inoltre dare origine a feedback valutavi e aggiornamenti del database classificatore.

    Avendo partecipato in prima persona all’organizzazione di eventi, ritengo che un sistema di questo tipo possa essere di grande aiuto per avere sempre meno “sorprese” e per garantire manifestazioni soddisfacenti per tutti, atleti, organizzatori e pubblico.

    Aggiungo infine la mia disponibilità qualora si volesse creare un gruppo di lavoro in tal senso

    Un caro saluto

    Paolo Caprioli

  2. grazie Paolo per il tuo contributo prezioso, mi segnala Dario Venditti su Facebook che il servizio di guardianaggio a Candia era presente e quindi mi sembra doveroso darne notizia in rettifica a quanto sopra scritto.

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