Un argento e altri 8 motivi per esser fiduciosi

Selfie del 4 senza sul podio di Lucerna
Selfie del 4 senza sul podio di Lucerna

Da fonte di grande preoccupazione a segnale di forte speranza. Un argento a Lucerna, come un anno fa, nel medagliere olimpico ma una trasferta dal sapore decisamente più dolce. A saltar sul podio, questa volta, non il doppio leggero di Andrea Micheletti e Pietro Ruta ma il 4 senza di Marco Di Costanzo, Matteo Castaldo, Matteo Lodo e Giuseppe Vicino. Belle combattute le finali di domenica, con il cartone (quarti posti) accumulati  anche dai doppi maschili, i quinti posti di 4 di coppia e 4 senza, il sesto di Francesco Cardaioli. A catturar maggiormente l’attenzione, a dire il vero più le semifinali ed i recuperi del giorno prima. Già, perché da quelli ricaviamo la misura di una squadra competitiva su più fronti con, a finali B concluse, il dato delle 9 barche in corsa per la qualificazione olimpica con, in più, il doppio leggero femminile momentaneamente ai box da poter calare sul tavolo della prossima sfida. 9 barche qualificate, anche se non mi piace il gioco del “se fosse” mancando ad esempio colossi come Stati Uniti e Canada, se Lucerna fosse stata  Aiguebelette. In considerazione dell’obiettivo stagionale, il maggior numero (7-9 per Giuseppe Abbagnale) di pass olimpici, Lucerna decisamente meglio di Varese. 

Un commento alle finali, in attesa di meglio approfondire globalmente la situazione nei prossimi giorni. Il 4 senza è impressionante per la forza espressa negli ultimi 300 metri. Già, perché dopo i primi 1000 metri incredibili, al comando alla pari con l’Australia, sembra che non solo i canguri ma anche la Romania possa mangiarci in un sol boccone dopo il leggero calo della terza frazione di gara. Invece no, invece Vicino, Lodo, Castaldo e Di Costanzo chiudono con una progressione folgorante (45-46 colpi dopo i primi 1000 a 39-40). Autentici guerrieri della Luce!

La Croazia è sempre battistrada nel doppio, anche dopo l’atteso confronto con la Germania, seconda ma insidiata pericolosamente dall’Australia (8 centesimi) negli ultimi 500 metri. Francesco Fossi e Romano Battisti, quarti, incassano da Mc Rae e Belogonoff tre secondi negli ultimi 500 metri. Troppi, questa volta ci manca totalmente la chiusura che a Varese fu la nostra arma migliore per salire sul podio. Torna ad allargarsi il panorama degli avversari, perché anche la Nuova Zelanda, frenata dall’embardee, ha ambizioni importanti e la Lituania, dopo le Universiadi, si prepara per il Mondiale.

In larga parte, si può far lo stesso discorso per Andrea Micheletti e Pietro Ruta. Francia solita imperatrice, la Norvegia sembra poter pagare a caro prezzo il tentativo di detronizzarla con il sorpasso del Sudafrica ma l’Italia, negli ultimi 500 metri, anziché provare a sbranare i provati Brun e Strandli aggiunge ritardo (due secondi) al ritardo (due secondi). Nel complesso, naturalmente, i nostri doppi restano bocche da fuoco di portata notevole per Aiguebelette dove, come il 4 senza, sono tra i candidati alla spartizione dei metalli.

Al 4 di coppia, a Luca Agamennoni, Paolo Perino, Luca Rambaldi e Mario Paonessa, manca sostanza nella parte centrale ma gli ultimi 500 metri certificano i tanti passi in avanti compiuti sotto il profilo della convinzione nei propri mezzi e del carattere. Il quinto posto, con un centesimo di ritardo  dalla Russia campione d’Europa, è un punto di partenza importante per il Mondiale dove, oltre alla Germania (ieri prima), la Nuova Zelanda (seconda) e l’Estonia (terza) troveremo altre nazioni, prima tra tutte la Gran Bretagna, ma Lucerna non pone limiti alla crescita del 4, anzi 5 (l titolare Simone Venier assente e ben sostituito da Agamennoni) di coppia.

All’opposto del 4 di coppia, il 4 senza leggero di Martino Goretti, Livio La Padula, Stefano Oppo e Alberto Di Seyssel cerca l’effetto sorpresa con i primi 1000 metri ad alta intensità. Nuova Zelanda, Svizzera, Danimarca e Francia superano, con il passar dei metri, l’equipaggio italiano a corto di energie per affrontare soprattutto il serrate, momento dove spesso e volentieri si decide questa specialità. Anche qui, però, occorre ribadire l’importante cambio di marcia. Da troppo tempo, infatti, l’Italia non disputava una finale da protagonista.

Francesco Cardaioli? Arrivare ultimo nell’ultima gara del singolo maschile è un grandissimo traguardo. Giochi di parole a parte, anche qui c’è da evidenziare la maturazione, sotto ogni punti di vista, di un ragazzo molto serio e determinato. Che, naturalmente, non si sente con un piede in Brasile ma anzi si allenerà sempre di più, corroborato dal verdetto di Lucerna.

Sempre in chiave qualificazione olimpica, il decimo posto di Sara Bertolasi e Laura Schiavone, piuttosto vicine anche a chi le precede, è la conferma di poter contare su un doppio di buon valore. Così il due senza di Alessandra Patelli e Gaia Palma, undicesimo, continua a credere nel sogno olimpico. Certamente dopo l’argento di Varese, le aspettative per il 2 senza di Vincenzo Abbagnale e Giovanni Abagnale erano diverse dal decimo posto. Un momento di appannamento ci può comunque stare. L’otto maschile chiude dietro la Francia, vicinissimo, nella finale B.

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