Il 4 senza lucida le ali. Doppi di sostanza e lungimiranza. Cardaioli sfratta Tufte

Il doppio Fossi-Battisti (foto Perna)
Il doppio Fossi-Battisti (foto Perna)

L’Italia rispetta fedelmente il copione di Varese. Prima giornata a Lucerna e tre dei quattro equipaggi medagliati nelle nostre amate acque sono subito protagonisti ma la giornata è piuttosto  positiva anche perché la nostra flotta non perde alcun pezzo, grazie anche a un pomeriggio di felici recuperi.  

Romano Battisti e Francesco Fossi carburano molto in fretta e le ambizioni degli avversari vanno, sotto i colpi della loro potente palata, giù come castelli di carte. Semifinale conquistata in scioltezza, con Gran Bretagna e Polonia perse per strada, e secondo tempo complessivo delle batterie. Meglio la Croazia dei Sinkovic? No, signori, ecco il doppio della Nuova Zelanda di Manson (il canottiere celebre per il coming out) e Harris vincere il derby d’Oceania. Vince anche la Germania.

Marco Di Costanzo, Matteo Castaldo, Matteo Lodo e Giuseppe Vicino realizzano il miglior tempo delle eliminatorie. Più di tre secondi, a loro vantaggio, nella sfida a distanza con Gran Bretagna, in lotta con la Bielorussia, e Australia, duellante con l’Olanda. Nella loro gara, la Germania viene stesa dopo un provvidenziale attacco ai 1500. I mezzi a disposizione degli azzurri, tra forza, una tecnica in miglioramento, assieme e sana esuberanza, sono notevoli e trovano oggi il primo riscontro.

Vinta praticamente a occhi chiusi la batteria, il doppio leggero di Andrea Micheletti e Pietro Ruta supera anche i quarti di finale. E’ la più veloce delle 4 gare del pomeriggio: ancora Italia-Francia, dopo la finale di Varese, e sono ancora Delayre e Azou a spuntarla. Prima vittima illustre la Germania, sorpresa dall’Austria. Sudafrica, Norvegia e Gran Bretagna vanno abbastanza sul velluto, domani per Andrea e Pietro sarà ancora grande battaglia con sudafricani e inglesi.

Nel 2 senza Vincenzo Abbagnale e Giovanni Abagnale non reggono l’urto con il Sudafrica, bronzo agli ultimi Mondiali, e allora devono accontentarsi della porta di servizio, non del portone principale, per superare il turno classificandosi alle spalle dell’Australia ma senza mai soffrire gli attacchi della Croazia.

Martino Goretti, Livio La Padula, Stefano Oppo e Alberto Di Seyssel ben si esprimono nel 4 senza Pesi Leggeri. Secondo posto in batteria, dietro la quotatissima Nuova Zelanda. Una prova sicura, senza alcun tipo di sbavature. La Danimarca pesta subito sull’acceleratore, relegando la Gran Bretagna nel ruolo di comprimaria, mentre la Svizzera mette in riga la Spagna.

Francesco Cardaioli elimina il bicampione olimpico Tufte rifilandogli dieci secondi dopo aver fatto sfogare l’israeliano Fridman. Gara di grande intelligenza, ennesima testimonianza della propria forza mentale. Domani, nella sua semifinale, l’inglese Cambell, il lituano Griskonis e il sempre più sorprendente bielorusso Shacharbachenia mentre dall’altra parte si scanneranno il campione d’Europa (il croato Martin), il campione del mondo (il ceco Synek) e il campione olimpico (il neozelandese Drysdale).

Nuova Zelanda e Polonia appaiono fuori portata per Alessandra Patelli e Gaia Palma, brave nel gestire al meglio le proprie energie finalizzandole per un buon recupero che, con il terzo posto dietro Francia e Olanda, permette loro di raggiunger la semifinale. Recuperano bene anche Sara Bertolasi e Laura Schiavone nel doppio  facendo tanta legna nei primi 1000 metri. Seconde, dietro la Francia, ma ben staccando tutte le altre avversarie. In semifinale, nel singolo PL, anche Paolo Di Girolamo.

Il 4 di coppia (Luca Agamennoni, Luca Rambaldi, Mario Paonessa, Paolo Perino) disputa 1500 metri più che dignitosi, mentre al comando si alternano Australia ed Estonia,  ma non riesce a cambiar marcia nel momento clou della sfida. Il serrate degli avversari è più brillante. L’otto  (Emanuele Liuzzi, Domenico Montrone, Matteo Stefanini, Fabio Infimo, Luca Parlato, Pierpaolo Frattini, Niccolò Mornati, Vincenzo Maria Capelli, tim. Enrico D’Aniello) ha grande coraggio ma anche pochi chilometri d’assieme. Qualcosa che si sconta nella seconda parte del percorso, dopo un buon avvio, dove il distacco non solo dalla Gran Bretagna, ma anche da Francia e Polonia, diventa abissale. Dobbiamo recuperare anche nel singolo leggero femminile, con Giulia Pollini, e nel due senza leggero con Armando Dell’Aquila e Alin Zaharia

 

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