Pietro e Andrea: Oscar per la Tenacia. Rabbia ed energia per il 4 senza PL verso Lucerna

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Ruta e Micheletti (foto Cavazzin)

Il capitolo Pesi Leggeri, l’ultimo di quest’analisi post Coppa del Mondo a ormai due settimane dalla prossima tappa di Lucerna. Ripartiamo, per il terzo anno di fila, da Pietro Ruta e Andrea Micheletti. Resta la miglior coppia e sembrano esser, sempre più, fatti l’uno per l’altro. Umiltà e semplicità, non ci stancheremo mai di ripeterlo, perché ragazzi di pochissime parole e di straordinaria volontà, con la capacità di offrire una dedizione al lavoro difficilmente uguagliabile. 8,5 è il voto assegnato alla loro prova: è vero, Delayre e Azou sembrano esser un palmo (almeno) sopra tutti e ad Aiguebelette, giocando pure in casa dopo le disgrazie pre-Chungju (l’infortunio di Stanley) e Amsterdam (la corsia-autostrada degli amici sudafricani per il folle vento), vogliono finalmente godersi la Marsigliese sul gradino più alto del podio. Ma gli azzurri danno l’impressione, mai come quest’anno, di esser estranei alla sofferenza: vedere l’1-1 con gli iridati Smith e Thompson al Memorial oppure la “strozzatura” degli inglesi Chambers e Fletcher, domenica scorsa, prima superati e poi abilmente ricacciati indietro. Un’Oscar, in questo caso, per la tenacia.

Dal campione del mondo Marcello Miani (voto 5) ti aspetti certamente molto di più di un quinto posto nel singolo mentre il giovane Under 23 Francesco Pegoraro (voto 6,5) strappa un soddisfacente settimo posto. Certo, il loro obiettivo a Varese era gareggiare come alleati, in un’altra specialità, e non avversari… Questo fatto ne avrebbe senz’altro incrementato la motivazione.

Il 4 senza PL
Il 4 senza PL

Nella punta, c’è rabbia per Martino Goretti, Livio La Padula, Stefano Oppo e Alberto Di Seyssel per la mancata conquista della finale. Mancata per un paio decimi, quindi per un soffio dopo aver per quasi tutta la gara mantenuto la terza posizione prima di diventar bersaglio delle “pallottole cinesi”. E’ energia positiva, vuol dire possiamo contare gente che non s’accontenta ed i ragazzi lo dimostrano con la vittoria della finale B. Non c’è dubbio sul fatto che sia questa la miglior barca azzurra, confermata anche per Lucerna dal caposettore Antonio La Padula. 6,5 a loro, 5,5 a Guido Gravina, Paolo Di Girolamo, Alin Zaharia e Giorgio TuccinardiGenerosi nel loro impegno ma poco efficaci nella loro azione.  Per Armando Dell’Aquila e Piero Sfiligoi poco assieme, ancora, prima di un giudizio definitivo e allora aspettiamo Aiguebelette dove, dopo il terzo posto, speriamo vendichino il bicipite mostrato dal vogatore francese sul podio di Varese. Veramente incauto.

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