Piccole vele contro l’uragano

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Sara Bertolasi e Laura Schiavone (foto Denise Cavazzin)

Il settore femminile cresce leggermente rispetto alla primavera piedilucana ma stenta tremendamente a decollare. “Piccole vele contro l’uragano”, tratta da “Se non te” di Laura Pausini ascoltata questa mattina in coda sulla sopraelevata, mi sembra pienamente calzante. 
La prova varesina di Coppa del Mondo è indicativa di uno stato di salute in miglioramento ma ancora troppo precario. Prendiamo il doppio Pesi Leggeri. La nostra punta di diamante, oro a Chungju 2013 e quarta ad Amsterdam 2014, è ancora tutta da ricostruire. Laura Milani non recupera pienamente e, salvo sorprese, non si vedrà neppure a Lucerna. Non si può mal giudicare l’undicesimo posto (voto 6) che Betta Sancassani ottiene assieme a Giulia Pollini in un momento di emergenza. Due settimane insieme per preparare la prossima tappa di Coppa del Mondo e poi, dopo Lucerna, cosa accadrà? Le incognite sono sempre legate alla condizione di Laura Milani. Non sono purtroppo pienamente competitive a livello internazionale, soltanto quarte in finale C, Eleonora Trivella e Valentina Rodini (voto 5) mentre Federica Cesarini, appena diciannovenne, merita un 6,5 per il suo coraggioso percorso nel singolo Pesi Leggeri.

Diamo la sufficienza abbondante (voto 6,5) a Sara Bertolasi e Laura Schiavone perché a Varese rappresentano la nona forza internazionale nel doppio facendosi apprezzare, per la loro voglia di lottare, anche in finale B. Resta da chiedersi quanto potranno crescere ancora. Sulla strada per Aiguebelette (11 posti per Rio de Janeiro) devono presentarsi ancora delle avversarie (Lituania in testa). Il quindicesimo posto di Sara Magnaghi, sotto le aspettative (voto 5), lascia intendere che le difficoltà per arrivare al pass olimpico sono davvero tante nella specialità del singolo. E allora? Visto tutto questo, non sarebbe da pazzi provare la moltrasina, in singolo almeno 10 secondi più veloce di Schiavone e Bertolasi nelle Trio di Piediluco, a rinforzo del doppio. In questo “puzzle”, non dimentichiamo che la Sara della Canottieri Lario, invece, già sa come si qualifica un 2 senza… In questa specialità Alessandra Patelli e Gaia Palma (voto 5,5) sono dodicesime: anche loro, rispetto a Piediluco, in crescita (a differenza di Ilaria Broggini e Veronica Calabrese, paganti un eccessivo dazio all’esordio internazionale) come il doppio ma in finale B sono meno brillanti. Come per doppio PL e doppio, occorre almeno l’undicesimo posto iridato per timbrare il biglietto per il Brasile.

Insomma, serve che tutti si ragioni assieme (dal DT La Mura al coordinatore Cattaneo passando per il caposettore Romagnoli e i suoi collaboratori) per individuare tutti gli accorgimenti  necessari allo scopo di andare incontro alla più grande delle occasioni. CIO e FISA strizzano l’occhio al Canottaggio femminile, con il significativo aumento delle quote rosa olimpiche e noi non possiamo non farci trovare pronti. Quattro anni fa, i risultati ottenuti a Varese avrebbero lasciato davvero pochissime speranze ma oggi, invece, tengono aperte le porte in tre specialità. In questi due mesi non si può sbagliar nulla. Le piccole vele, per l’uragano di Aiguebelette, devono trasformarsi in affidabili velieri.

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