Tra grande ambizione e modestia

canottaggiomania_lamura_abbagnale_2Ci sono nazioni abituate a programmare e, quindi, a fissare gli obiettivi da raggiungere in funzione delle Olimpiadi, numero di barche da qualificare e numero di medaglie da conquistare, a inizio quadriennio. Obiettivi scritti e condivisi pubblicamente con la base delle Società aderenti a ciascuna Federazione. 
Ci sono quelle realtà remiere, ne abbiamo per esempio letto e raccontati gli annuali rapporti presentati in Assemblea, e poi c’è l’Italia dove il Direttore Tecnico, a ottobre 2014, dice una cosa e il Presidente, a giugno 2015, ne sostiene un’altra…

Nel documento presentato al Consiglio Federale dopo i Mondiali di Amsterdam, più precisamente nel post scriptum, La Mura così si esprime a proposito delle barche da qualificare in vista delle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016. “Ora (ottobre 2014 n.d.r.) posso dire che possono essere competitivi (cioè che possono lottare) per la qualificazione tre o quattro equipaggi femminili, i due equipaggi PL, quattro o cinque equipaggi maschili Senior”. Quindi, nella testa di Giuseppe La Mura, 9-11 barche. Un obiettivo che pare però esser ridimensionato dalle dichiarazioni di Giuseppe Abbagnale alla Gazzetta dello Sport. “Crediamo che il lavoro che abbiamo intrapreso ci consentirà di raggiungere di raggiungere gli obiettivi che ci siamo dati, cioè di qualificare ai Mondiali da 7 a 9 barche per l’Olimpiade”.

Se per l’analisi dei risultati di Amsterdam, quindi dei risultati della stagione 2014, Abbagnale  “copiaeincolla” la relazione di La Mura (clicca qui) oggi arriva addirittura a fargli lo sconto sul numero dei pass da staccare ad Aiguebelette in vista di Rio de Janeiro. Caro Presidente, fermo restando la stima per il lavoro che insieme all’area tecnica stai svolgendo per mettere Atleti e Atlete nelle migliori condizioni per i Mondiali, ti dico che il periodo della relazione del Direttore Tecnico da “copia e incollare” non doveva esser quello inerente la tua analisi politica (spetta a te e solo a te mentre quella tecnica tocca a La Mura), illustrata davanti alle Società nel dicembre 2014 in Assemblea, ma proprio quello degli obiettivi da raggiungere sulla strada di Rio de Janeiro.

Ci troviamo  davanti un Direttore Tecnico molto ambizioso  e un Presidente troppo modesto? Non lo sappiamo, ma comunque, nel fornire una chiave di lettura positiva (ormai abituati al fatto che non è italiana la lingua del programmare),  se la via di mezzo fosse rappresentata dalle 9 barche comuni alle due linee di pensiero a Genova, in via Coronata, si stapperà una bottiglia di spumante. Un bel passo in avanti, anche se oggi appare difficile da compiere.

 

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4 pensieri riguardo “Tra grande ambizione e modestia”

  1. Ma se le qualificazioni fossero molto poche anzi meno della passata gestione? Resteranno ancora al loro posto il Presidente e tutto lo staff?

    1. A mio avviso, al Mondiale di Aiguebelette, saranno in numero superiore sia a Monaco 2007 (5) sia a Bled 2011 (6). Ho una fiducia attualmente confortata dai risultati, soprattutto quelli maschili, delle precedenti gare. Chiaro che Varese, naturalmente, ci fornirà un quadro più aggiornato della situazione. In caso contrario, farei comunque attenzione a non gettare l’acqua sporca col bambino…

      1. E se le barche qualificate fossero,come penso, da otto a dieci, Giovanni faresti ammenda e smetteresti di rosicare e remare contro??
        chico

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