Emanuele Fiume: “Nella vita mai scoraggiarsi”

Emanuele Fiume
Emanuele Fiume

Dal tormento di un Mondiale non disputato per problemi fisici alla gioia della seconda vittoria agli Europei. La lezione di Emanuele Fiume, diciottenne vogatori della Pro Monopoli, è disarmante. “Tornare a casa, dopo quasi un mese di preparazione nell’estate 2014, è stata dura. Ma una cosa l’ho capita: mai scoraggiarsi, ecco la giusta carica per ripartire”. Così, da Hazewinkel a Racice, dal 4 di coppia al doppio, unendo le forze con Andrea Cattaneo (Bissolati Cremona), ecco una nuova ricetta vincente. Basata sul lavoro e sulla determinazione, rialzando la testa grazie anche ai preziosi consigli l’alleducatore Daniele Barone. A Fiume la vita sorride ed il suo merito è aver capito come far tesoro degli imprevisti. 

Emanuele, a chi va in particolare il tuo pensiero dopo il secondo successo europeo?
“Alla mia società: al presidente Sebastiano Pugliese e al mio allenatore Daniele Barone”.

canottaggiomania_fiume_baroneDaniele: più un fratello maggiore o un allenatore?
“E’ la mia guida tecnica nonché  motivatore, non solo mia anche  di tutta la nostra squadra”.

In cosa è uguale e in cosa è diversa Racice rispetto alla vittoria del 2014?
“Di uguale, rispetto allo scorso anno, c’è solo il posto in barca:  sia nel quattro di coppia e sia nel doppio ero a capovoga. Di diverso, avevo il mio compagno di barca”.

Come ti sei sentito durante il Mondiale scorso, mentre eri fuori per infortunio, e cosa ti ha dato la carica per ripartire con grande voglia?
“L’anno scorso ho avuto la sfortuna di non partecipare al Mondiale per problemi di salute. Tornare a casa, dopo quasi un mese di preparazione, è stata dura. Questa esperienza mi ha dato la carica giusta per allenarmi di più e soprattutto mi ha fatto capire che nella vita non bisogna mai scoraggiarsi”.

canottaggiomania_Fiume_CattaneoChe ricordo hai, a neanche 15 giorni di distanza della finale, e che puoi dirci del tuo partner Andrea Cattaneo?
“Ricordo il fatto di aver conquistato subito il primo posto, guadagnando poi una barca di vantaggio sui nostri avversari, gestendola bene per tutta la gara. Io e Andrea? Non sono stati importanti le nostre differenze ma aver avuto la prontezza e la forza di unirci per raggiungere lo stesso scopo prefissato”.

Il tuo sogno?
“Fare di questa passione un lavoro, quindi entrare in un corpo militare”

Quanto ami lo sport?
“Tanto, al punto tale che non rinuncio, nei pochi momenti liberi da allenamenti e studio, a giocare a basket, calcio o pallavolo con gli amici”

Foto Maurizio Ustolin

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