Ivan l’incredibile

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Ivan il capovoga del 4 di coppia dell’Ucraina (foto WorldRowing)

La vittoria agli Europei di Belgrado, il successo iridato ad Amsterdam, il nuovo record mondiale in 5:32.36. 193 cm per 85 kg , originario di Kiev. Una carriera internazionale iniziata proprio 10 anni fa, quando il 16enne Ivan Dovgodko chiudeva al terzo posto il Mondiale Junior nel 4 di coppia. Si, proprio lei. La barca del destino. Il vogatore ucraino vincerà ancora, da Brandeburgo 2005. Il bronzo, sempre Junior (ma nel doppio), a Pechino 2007. Un argento (Racice 2009), un bronzo (Brest 2010) e finalmente l’oro (Amsterdam 2011), ancora nel 4 di coppia ai Mondiali Under 23. Gli inizi tra i BIG sono promettenti: Ivan e soci sono terzi agli Europei 2010 in Portogallo, ma il Mondiale preolimpico di Bled 2011 vede il nostro personaggio scaraventato su un “doppio lumaca”, addirittura ventiduesimo. Torna a tessere la nostra Penelope, ancora sul 4 di coppia quarto agli Europei di Plodviv, ma l’anno olimpico è da serie B, concluso con la prematura uscita di scena, a Londra 2012, in semifinale. 

Non si scoraggia Ivan, neppure dopo l’anno (2013) delle medaglie di cartone (sempre quarto tra Europei e Mondiali) del 4 di coppia ucraino. Cartone tramutato in oro l’anno successivo, prima a Belgrado e poi ad Amsterdam sotto l’ala protettrice del tecnico Nikolai Dovgan. Il capovoga ucraino, campione d’Europa e del Mondo, è l’uomo di maggio secondo WorldRowing.

Ai remi dal 2001, per merito di una famiglia remiera di buona tradizione. Papà Viktor Dovgodko è bronzo, in singolo, ai Mondiali Junior di Tampere 1977. Anche mamma Valentine veste la maglia della Nazionale russa nelle categorie giovanili.

Personaggio razionale, anzi quasi “schematico”. “Il nostro equipaggio? “Ogni membro della squadra è come una parte del tutto. Siamo molto bravi a comunicare e siamo amici. Ognuno esegue il suo compito, al fine di raggiungere un obiettivo comune”. I suoi punti di forza? “Perseveranza e ambizione: senza queste qualità, non sarei qui”. 

Germania, detentrice del titolo olimpico, e Gran Bretagna (seconda ad Amsterdam) gli daranno la caccia ad Aiguebelette. Ivan non si  scompone. “Lo sport insegna che nessun risultato si può prevedere: nemmeno i nostri un anno fa”. Già e gli inglesi avranno masticato amaro nel veder interrotta la propria rimonta a soli 9 centesimi dal titolo mondiale.

Amsterdam nel destino. “Vinsi già nel 2011, anche in quel caso nel 4 di coppia e anche lì stabilendo un primato di categoria”. In Ucraina il cambio di governo non porta miglioramenti. “La situazione del Paese influisce notevolmente sullo stato di salute dello sport. Non c’è stabilità e di conseguenza non abbiamo certezze sui finanziamenti”.  Pertanto, alla domanda su dove si vede tra 10 anni, Dovgodko risponde così. “Difficile da dire. Ma spero che in dieci anni tutto sarà cambiato in meglio per noi. Vogliamo vivere con dignità , senza fare i conti con i disastri di una guerra. E io, umilmente, spero di condividere le mie  esperienze con le future generazioni di vogatori ucraini”. 

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