La giovane Italia gioca a Poker e “spenna” il resto d’Europa

Image00128Ama il rugby, ha in Agostino Abbagnale il suo punto di riferimento ed è innamorato di paesi dalla profonda cultura sportiva come Australia e Nuova Zelanda. Ecco, in sintesi, il neocampione d’Europa nel singolo Junior. Per inquadrare Giacomo Gentili (Bissolati), prodotto del College Remiero Giovanile, tiriamo fuori dai nostri archivi un’intervista dell’aprile 2014. Sicuro, anzi intrepido. Non si spiega altrimenti il modo in cui il nostro singolista strapazza i suoi avversari: 7 secondi e mezzo al lituano Kelmelis, 10 al tedesco Runge. Roba da passare sotto il tavolo dopo una partita a calcio-balilla. 

E’ una delle tante note positive della trasferta di Racice, conclusa dai capi settore Antonio Colamonici e Claudio Romagnoli con la conquista di quattro ori (tre maschili e uno femminile)  e due argenti (uno maschile e uno femminile).

Vola Gentili e altrettanto fa il doppio di Andrea Cattaneo (Bissolati… ed è bis)  e Emanuele Fiume (Pro Monopoli), capace di strozzare le velleità di una rognosa Repubblica Ceca. Contenti soprattutto per Emanuele, costretto un anno fa a rinunciare al Mondiali pochi mesi dopo aver conquistato il trono europeo. Quindi ora siamo a due, complimenti! Lapo Londi (SC Limite), Leonardo Calabrese (Tevere Remo), Giovanni Balboni, Riccardo Peretti (CUS Ferrara) e Francesco Tassia al timone (CRV Italia): ecco il manuale del perfetto 4 con. Bielorussi, ucraini e turchi tutti con il fiatone e la lingua a penzoloni.  Piangi Francia, disperatevi cugine, perché il nostro quattro senza, formato da  Giovanna Schettino (CC Aniene), Sara Monte (Pro Monopoli), Chiara Cianelli (SC Arno) e Sarah Caverni (SC Limite), marcia verso la vittoria con intransigenza (5 secondi e mezzo!), autorevolezza e gran senso di squadra.

Argento, invece, per il quattro di coppia maschile, di Gabriel Soares (Marina Militare), Gergo Cziraki (SC Ravenna), Mirko Cardella (SC Telimar), Riccardo Jansen (Affari Esteri Roma). Con l’Ucraina rifaremo i conti a Rio de Janeiro…. Stesso risultato per l’otto femminile di Lara Maule, Claudia Destefani (Fiamme Gialle), Beatrice Millo (Nazario Sauro), Nicoletta Bartalesi (SC Varese), Ludovica Braglia, Elisa Mondelli (SC Moltrasio), Benedetta Faravelli (SC Esperia), Clara Guerra (Pro Monopoli) e Camilla Mariani al timone (SC Lario). Arrivare a due seconde dalle rumene, maestre di specialità, non è certamente poco.

Italia prima anche nel medagliere, con questo poker d’ori rimpolpato da 2 argenti e prove di qualità. Quarti 4 senza maschile e 2 senza femminile, quinto il doppio femminile.  Bravi ragazzi e ragazze, bravi anche Colamonici e Romagnoli assieme ai loro collaboratori. Il viaggio verso il Mondiale di Rio de Janeiro, davvero, difficilmente poteva iniziare in maniera migliore.

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14 pensieri riguardo “La giovane Italia gioca a Poker e “spenna” il resto d’Europa”

  1. Ottimo il risultato dei ragazzi,ma deludente quello delle ragazze!!
    L’ottimo lavoro della passata gestione ormai è terminato causa il cambio generazionale !!! E Il settore femminile è secondo me da rifondare al 90% !!! Hanno avuto oltre 2 anni per formare valide alternative!!! I risultati di questo Europeo ne sono stati la Prova!!! Meditate Meditate!!!

  2. Forse una cosa Semplice Semplice!!!
    Lavorare con più umiltà , e magari prendere insegnamento del metodo di lavoro di un ex!!! JOSY VERDONKSCHOT !!

  3. Giovanni ma per favoreeeee … Con Josy saremmo ancora lì a sperare in una magia che faccia camminare 4x improvvisati, con cambi di prodiere tra la batteria a la finale di un campionato del mondo. La soluzione è non privare le Società del capitale umano per poi sperperarlo in equipaggi strampalati. Il giovanissimo 2- del Gavirate dovrebbe aver insegnato qualcosa no? Chi va in raduno perde, chi rimane in società vince.

  4. Critichi Josy ma non mi sembra che Claudio ed il suo staff (e sinceramente mi dispiace) abbiano fatto di meglio, in quanto a scelte degli equipaggi.
    Non pensate invece che il problema sia nel fatto che ormai sembra che l’unico criterio di selezione delle atlete sia il remoergometro, e quindi molti allenatori preferiscono fare allenare le loro atlete su questo attrezzo infernale invece di insegnare loro a “fare correre” la barca? perchè invece di scegliere le ragazze (ma a mio avviso andrebbe bene per tutti) in base alla media che tengono sui 4 x 2779 mt (o altra distanza) non si sceglie invece chi ad esempio riesce a tenere una velocità media ben definita sui 4 x 10 minuti in singolo e/o due senza, visto che le gare si fanno in barca a non al remoergometro? allora forse qualche allenatore dedicherebbe un po’ più di tempo a insegnare a remare invece che a controllare tempi al remoergometro

    1. aomame88 :infatti con Josy le ragazze junior erano le migliori al mondo ,e l’attuale migliore equipaggio femminile in assoluto ancora viene da Lui!! ( con l’ultimo Europeo due sole medaglie, in gare con quanti equipaggi?)
      Che Gavirate dimostri l’assoluta qualità è dimostrato ancora oggi con i risultati del duo Broggini Calabrese , e dalla singolista pl Cesarini!
      Con veri allenatori i risultati si ottengono!!
      A buon intenditor poche Parole!!

  5. il problema e purtroppo che abbiamo un livello agonistico nel settore che e piuttosto basso. Una soluzione sarebbe quella di incrementare il livello agonistico includendo per le ragazze gare e raduni fatti al di fuori dei confini Italiani dove non sarebbe piu possibile appendersi al collo delle medaglie facili. Inoltre cercare di incentivare la ricerca e l’acquisizione di nuovi talenti assegnando ulteriori fondi e con una certa campagna sui media che faccia conoscere di piu il nostro sport.

  6. Ciao a tutti. Ormai mi sono pensionato e non alleno, ma continuo a leggere di canottaggio.Ho dovuto farmi violenza per scrivere ma non ho potuto farne a meno leggendo le c…. scritte sull’argomento ” canottaggio ” femminile. L’unica parte dell’ articolo ,per me condivisibile, è quella di Marco . Ma vogliamo, una volta per tutte, capire che in Italia i talenti fisiologi (pochi) vanno a fare altri sport. Non per demerito dei nostri attuali o vecchi dirigenti, ma per un motivo culturale ed economico! Non girate mai per le città: tutte ragazze sotto l’1,70 spesso sovrappeso. Provate ad andare in una qualsiasi città del nord europa e vedere se la situazione è uguale alla nostra. Certo se mi avreste dato Cristina Chirichella,Valentina Djouf e Arianna Errigo a 14 anni ,insieme a Sara Magnaghi, ora avremmo un 4x potenzialmente vincente! Peccato che le prime due sono nazionali di…pallavolo l’altra campionessa di scherma. Questo per dire che la nazione , escludendo quelle grosse, Cina e USA, che ha una forte squadra di pallavolo o pallacanestro NON ha una forte squadra di canottaggio, perché la talentuosità è simile nei due sport . Dove sono le squadre di pallavolo della GB, della Germania,dove è quella della Romania, IN BARCA ma non lo capite??
    Il discorso di Josy e del suo club vacanze, poi lasciamolo stare! Quando a Racice ho visto un fantastico doppio femminile spegnersi tra la batteria e finale ho capito quanto vale la preparazione di questo allenatore che millanta un credito mondiale dietro ad un solo equipaggio formato da due donne eccezionali. Il discorso P.L . è diverso: abbiamo una serie di atlete che non sono ” ne carne ne pesce” sotto l’1,80 65 kg., non hanno insegnato nulla Lisa e Martina ????(Grandissime).
    Per concludere,potrei stare qui a parlare di canottaggio femminile una vita, con le atlete che abbiamo (purtroppo) e non può farci niente Claudio, siamo destinati a tentare la qualifica in due barche, le altre faticheranno ad andare in semifinale . Questo è il panorama italiano e l’unica soluzione,per me è un “club italia” mutuato dalla pallavolo, nel quale concentrare i VERI talenti fisiologici di 13/14 anni e investire su di loro .Oppure ,cosa impossibile, far si che a livello scuola media e superiore uno sport diventi materia scolastica come la matematica, la storia con tanto di valutazione. Chico

    1. Vorrei fare una precisazione. La pallavolo non compete con il canottaggio per talenti. In teoria un talento per il canottaggio sarebbe negato per la pallavolo e viceversa. L’unica cosa che avrebbero in comune sono le misure antropometriche, fisiologicamente sono 2 bestie diverse. Il problema e che la pallavolo e piu attraente per una ragazza italiana media. Non si deve essere esposti alle intemperie e non ci si rovinano le mani, in piu c’e il discorso di immagine. In TV le pallavoliste vengono sempre presentate tutte truccate attraenti e a scodinzolare di fronte ad un pubblico ipnotizzato dai loro lati B. Difficile competere con quello ma si puo. Sta a noi mostrare il lato piu bello del canottaggio che molto spesso sfugge.
      Un altro grosso vantaggio della pallavolo e che ci sono ventimila diversi livelli di gioco. Cosi anche quelle non talentuose (che potrebbero avere successo nel canottaggio) riescono a trovare uno spazio. Il canottaggio ha solo 1 livello. Quello dell’agonismo piu estremo. Se non sei al cento per cento tutto il tempo non hai spazio. Cosi alla fine molti dei talenti vengono persi per strada per via di 1 anno no oppure di problemi di personalita con un allenatore/dirigente/atleta. Non ci sono molti altri club che sono in grado di accogliere l’atleta che non e riuscito ad integrarsi nel giusto ambiente.
      Altro fattore importantissimo e la scarsa integrazione tra scuola e sport. I tempi e i ritmi richiesti dal canottaggio richiedono una perfetta coordinazione tra scuola e sport che manca assolutamente in Italia. Come dimostrato da statistiche le donne ci tengono agli studi molto di piu dei maschi (che tra l’altro hanno il vantaggio di godere del beneficio che lo sport maschile e piu accettato socialmente di quello femminile). Se vedono che i loro risultati accademici ne risentono tendono a trascurare piu lo sport degli uomini.
      Teniamo in considerazione tutti i fattori e cerchiamo di concentrarci sui i commenti costruttivi piuttosto che su quelli negativi.

  7. Sono assolutamente e pienamente d’accordo con le cosiderazioni di Marco, non possiamo mettere sullo stesso piano pallavolo e canottaggio, e non condivido per niente quelle di Chico, a parte il fatto che dovremmo anche noi creare un college femminile, ma sicuramente da non situare a Piediluco. L’unica volta che è stato fatto abbiamo portato un 4 di coppia di 18enni alle olimpiadi. Per anni l’unica immagine del canottaggio che siamo stati in grado di produrre e proporre è stata quella degli Abbagnale, o comunque di uno sport fatto di immensa fatica e poca considerazione e remunerazione, economica e sociale. Considerato che, come dice Marco, le donne – e sono convinto che sia giusto – hanno maggiori “aspettative” sociali (sono pochissime quelle che ambiscono a fare canottaggio per entrare nei gruppi sportivi militari) è difficile proporre loro programmi di attività che richiedono impegno totale.
    Va benissimo un progetto “club italia”, ma chi lo deve gestire non può farlo con la stessa mentalità di chi gestisce una caserma, e dobbiamo offrire propsettive serie.
    Inoltre, senza entrare nel merito specifico dei programmi di Josy o di Claudio, continuo ad essere convinto che le donne devono lavorare in modo diverso ed in un ambiente diverso da quello degli uomini, puntando soprattutto alla qualità più che alla quantità.

    1. Sia Marco che Franco non hanno fatto altro che confermare le mie teorie. Quando parlo di talenti ,io intendo tutto il complesso atleta,che per le senior non può prescindere dalle misure antropometriche. Non venitemi a dire : ma la Valciukayte non è alta, ma Bond non è un gigante ecc.Quelli sono fenomeni rari ai quali non si può ricondurre una regola. Sintetizzando quello che volevo dire io è che NON abbiamo atlete senior,tranne una, di livello internazionale e per quanto si giri la metodologia dell’ allenamento, la sostanza non cambia.Ricordo a Franco che quel 4x non aveva fatto le qualificazioni e mi pare che non sia andato benissimo….Poi non è vero che nelle società si faccia unicamente l’alto livello:in quelle che conosco le atlete possono decidere che tipo di impegno dedicare. E’ ovvio che poi non entreranno in Nazionale se non raggiungeranno un alto livello. Già attualmente,per me ,ci sono atlete che non meriterebbero la maglia azzurra distogliendo fondi per quel progetto “club Italia” di cui parlavo e che utopizzo fin dal 1999 con relazioni alla Federazione che sono rimaste lettera morta. L’avevo chiamato “Progetto per un canottaggio femminile di alto livello”. Comunque meditate gente,meditate…Dove sono le squadre di pallavolo o pallacanestro di Nuova Zelanda o Australia ???Per me sono in barca!!!Per concludere: voi credete seriamente che il secondo voga del 2X femminile dell’Inghilterra,che è arrivato terzo ai recenti europei,se fosse stato in Italia avrebbe remato??

  8. mio caro Chicco, giusto per onor di cronaca, quel 4 di coppia nel’83 fu 3^ ai mondiali Junior, vinse la Coppa Europa SeniorB e si classificò 11^ ai Mondiali senior, nell’84 vinse di nuovo la Coppa Europa e andò in finale alla regata internazionale di Lucerna, e grazie a questi due risultati si classificò per le Olimpiadi, dove fu 6^.
    Fino a che la FISA non stabilì che i Mondiali valevano come prova di qualificazione per le Olimpiadi, il criterio stabilito dal Coni e dalla FIC era appunto l’accesso in finale alla gara di Lucerna, quindi in qualche modo più restrittivo di adesso.
    Però permettetemi una considerazione: ci stiamo “scannando” tra noi maschietti mentre chi dovrebbe essere interessato di più al problema – le nostre ragazze – è drammaticamente assente e silente.
    Possibile che nessuna di loro sia in grado di esprimere un parere?

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