Posillipo. Aiese replica a Di Mare

canottaggiomania_aiese_pasqualeDopo l’intervento pubblicato questa mattina di Giuseppe Di Mare, giovane vogatore del CN Posillipo, riceviamo un messaggio da Pasquale Aiese. Uno dei pochi pesi leggeri naturali capaci di affermarsi anche a livello Senior, ricorderete certamente il quinto posto in 2 senza con Marco Romano a Los Angeles 1984 e l’argento, sempre in questa specialità, ai Mondiali di Nottingham 1986 dietro ai Pimenov. Prima, nel 1982, il titolo iridato nel 1982. “Maestro di tecnica” secondo la notissima Enciclopedia Treccani.
Da pochi mesi Pasquale è dirigente responsabile della sezione Canottaggio del Posillipo. E’ proprio in questa veste a scriverci per rispondere a quanto evidenziato dal giovane Di Mare nel suo sfogo.

Aiese precisa subito la scelta tecnica del 4 con per i vogatori posillipini in vista della seconda Trio. “Mi dispiace per questi ragazzi ma arrivare 15 secondi dietro, nell’ultima gara regionale di domenica scorsa in 2 senza, non gli permette di fare una gara nazionale che segua volontà e aspirazioni tradite da forti limiti di preparazione. A nostro giudizio, il 4 con è maggiormente proporzionale al loro livello e più in sintonia con una scelta societaria di lottare per una medaglia in vista dei Campionati Italiani di settembre”.

Il dirigente si sofferma ancora sulla programmazione. “I ragazzi hanno loro stesso ammesso di essersi fermati per molto tempo nel periodo che precedeva il via alla stagione e, come sai, i risultati per l’anno successivo si costruiscono in estate. Non possono, quindi, disputare le gare nazionali senza un minimo di riscontro tecnico regionale. Figuriamoci, così rispondo anche al perché della mancata partecipazione, alle gare internazionali come il D’Aloja. Inoltre, dopo il risultato del 4 senza a Piediluco, appunto con Agrillo e Di  Mare  settimo a 26 secondi dal primo, come può pensare Beppe di poter pretendere di fare la barca che vuole lui?”.

Aiese parla dell’attuale situazione al Posillipo. “Esiste una sproporzione tra le aspettative dei ragazzi, potremmo definirla coscienza del se, e loro potenzialità. Abbiamo cercato di parlare con loro e con i genitori, affrontando riunioni su riunioni per far capire il nostro punto di vista”.

Un chiarimento va anche in merito alla scelta di privarsi della collaborazione di Mimmo Perna. “Non siamo stati noi a mandarlo via, intanto il problema è che Mimmo vorrebbe cifre importanti per uno sport amatoriale. Cifre che evidentemente non possiamo permetterci dato che il nostro budget per l’area tecnica serve anche per pagare altri allenatori al servizio di tutta la squadra dai giovanissimi in avanti. Aggiungo poi che in questi ultimi anni il livello agonistico del Posillipo è totalmente crollato. Nei nostri equipaggi ho visto che mancava anche la forza per lottare sino al traguardo e per tale ragione sono sicuro che questo cambia nell’area tecnica, a lungo andare, darà i suoi frutti “.

Infine Aiese si rivolge proprio a tutta la squadra. “C’è tanto lavoro da fare e se ai miei tempi mi fossi esaltato per una gara “di categoria” vinta  non avrei mai trovato gli spunti e gli stimoli da PL per vincere poi tra gli Assoluti. Questa è la mia esperienza, questo è ciò che voglio trasmettere in questa mia nuova avventura dirigente. Spero che in futuro ci possano essere questo stile da combattenti, unitamente anche alla dedizione allo studio, ho preso due lauree durante la mia attività agonistica, e allo scambio di culture anche tra i canottieri. Proprio come ai miei tempi…”

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12 pensieri riguardo “Posillipo. Aiese replica a Di Mare”

  1. Mi sento in dovere, sia per quanto riguarda, il non irrilevante particolare di essere la madre di Giuseppe, non si chiama Beppe esimio dottore Aiese e, sia per onestà intellettuale, spiegare che le sue motivazioni stanno a zero. Sa bene che non è una questione legata al loro allenatore “mandato via” (che poi di quelle motivazioni, poteva anche tenersele nell’ ambito di questioni di gestione del circolo) quanto di risentimento personale che avete “vomitato ” in maniera spropositata sui ragazzi. Avete domolito psicologicamente e costantemente, come si evince anche delle parole che usa, la loro preparazione “precedente” che comunque ha portato dei risultati. Certamente, come dice mio figlio, non è questione di sentirsi un “campione” o di averne la presunzione, ma l’atmosfera di costante avvilimento a cui state sottoponendo tutti i ragazzi. Mi complimento con lei però, che predica un ritorno al centrismo dell’individuo per il suo benessere psicofisico e, nei fatti opera diversamente, attuando una politica di sottile persecuzione.(ma queste sono questioni che saranno risolte in altre sedi) Sa bene che tenerli fuori per un anno, secondo un vostro programma, che mi dispiace sarà stato vincente negli anni 80, ma tecnicamente, anni 2000, fuori da tutte le vere competizioni internazionali, la rende solo ridicolo. Le auguro di volersi dedicare con dedizione al campo che le compete, cioè quella della medicina e, di lasciare un ruolo che non le si addice, nè per temperamento, essendo un grandissimo presuntuoso nè per simpatia, avendo dimostrato di non avere capacità empatiche.Il tempo potrà risponderle meglio di me…perchè come diceva un grande ” il tempo è galantuomo”…
    grazie per l’ ospitalità

  2. Senza entrare nel merito di chi ha ragione e di chi ha torto, voglio portare ad esempio queste due lettere come maniera civile di fare una discussione online.
    Troppo spesso anche su questo Blog di Marco si devono assistere a degli scambi poco civili di opinioni, offese, e minacce.
    Ammiro la chiarezza e la presentazione dei fatti del dottor Aiese e la lealtà verso l’allenatore di molti anni espressa da Giuseppe Di Mare. A Giuseppe suggerisco evitare di farsi prendere dallo sconforto momentaneo, se veramente hai delle ambizioni datti da fare: prova (ma veramente con tutto il cuore) a seguire il nuovo allenatore e vedere che succede. Siediti con lui metti giu degli obbiettivi chiari e misurabili sia per te che per lui e vedi se ci sono dei miglioramenti, prima di buttare via opportunità che in pochi hanno nella vita.
    Un cordiale saluto a tutti.
    Marco

  3. Non conosco nessuna delle “parti” ( ovviamente a parte il successo mediatico del dirigente quando atleta a suo tempo ) ma di “un po di canottaggio” ne ho idea ( ricordo alla madre del giovanissimo atleta, che negli anni 80 e 90 D.C. se arrivavi 7° in un meting nazionale beccando pure quasi 30 secondi, al di la delle “fanfare” e degli “squilli di tromba”, eri un “signor nessuno”……… non c’era bisogno di attendere la modernità degli “anni 2000” per capire che anche nel 2015 questo discorso sarebbe rimasto identico al passato ).
    Ad ogni buon conto confrontarsi con un atleta “triste”, è un dovere per un dirigente che si definisca tale ( chiunque sia e quindi anche quello in questione che ha il palmares menzionato negli articoli ) e spero che dei tentativi siano stati fatti per trovare un soluzione ( se poi la soluzione non sta bene, comanda la società e chi la dirige, le regole della democrazia dicono questo fino al rinnovo societario….. così come le mamme comandano solo ed esclusivamente a casa loro con la fortuna di non dover essere rielette dopo “tot” anni………. ).
    Inoltre con 15 secondi di distacco in una regata regionale ( e magari pretese di “azzurro et similia” ) sono sempre più convinto che l’atleta debba reagire al meglio ( ottimi gli interventi plurimi per stimolare Giuseppe e io mi associo al coro ), e che prendere decisioni su “tali dati” ( quelli decisivi e non contestati nel mare magnum delle “motivazioni che stanno a zero” ) saprebbe districarsi “qualsiasi dirigente della porta accanto” su come fare, cosa fare, come farlo………… ed infatti la soluzione c’è e non mi stupisce troppo sia proprio quella prospettata.
    Invece indagherei meglio sul “passaggio di società” perchè li qualche inghippo forse c’è ( la mia miserevole esperienza porta a pensare a concause di entrambe “le parti” con il sopetto che un “dirigente ex campione” rispetto ad un “momentaneo triste atleta” poteva osare di più nella gestione risolutiva dell’inghippo…..).

    N.B.
    D.C. = Dopo Cristo………..

  4. Good morning,
    I’ d like to express my opinion in view of this blog, a modest opinion from an average canottiere del Posillipo club in the 90s.
    Those were years of great and honorable names, like Mimmo Perna, Sergio Caropreso, Andrea Coppola, Walter Molea, Antonio Colamonici, Pasquale Marigliano….. All people with amazing leadership and technical preparation who set a moral example for us young athletes, we learnt pretty soon three things:
    1) the coach and management are always right.
    2) decisions are always taken on performance and financial results.
    3) Parents should not be involved in club decisions and let their kids to handle the situation( man up!).

    I may sound a little archaic here but to be honest this young man( Giuseppe di Mare) should do a couple of runs from Lago patria to Posillipo for physical and attitude adjustment.
    Kind regards
    Francesco from New Zealand

    1. thank you so much Francesco for these basic concepts , I hope to meet you soon … you are welcome in Naples and the C.N. Posillipo
      🙂
      grazie mille francesco per questi concetti fondamentali, spero di fare presto la tua conoscenza … sarai il benvenuto a Napoli e al C.N. Posillipo

    2. Buon Giorno “caro Francesco”
      inutile parlare in Inglese, perchè conosce molto bene l’ italiano ed anche il dialetto napoletano…
      (chi vuole intendere intenda)
      La ringrazio dei consigli e, a mia volta voglio consigliarle, per il suo stato “di rabbia repressa” di correre tutti i giorni dalla Gaiola fino al
      Lago, ma di Piediluco.
      cordialità Sara

  5. Concordo con Andrea.
    Purtroppo il problema spiace dirlo, deriva dalla Signora. Con tutto il rispetto, volendo solo prendere in esame l’oggettività della vicenda, se suo figlio ha preso la bellezza di 15 secondi in una regionale, a Piediluco più di una finalina non riuscirà a combinare.

    E’ da sempre risaputo che il Posillipo punti ad ottenere quanti più risultati possibili spesso purtroppo a discapito delle volontà dei loro allievi.

    Onestamente ritengo che la polemica in sè sia sbagliata alla base, perchè capisco lo sfogo di Giuseppe ma Signora lei dovrebbe pur rendersi conto che sto ragazzo è ora di farlo uscire da sotto l’ ala e mammà e che mammà arrivata ad un certo punto deve anche darsi il pizzico sulla pancia ed evitare di intervenire in faccende che non la riguardano.

    Ora se lei è competente di canottaggio tanto di cappello, ma viceversa, la invito ad analizzare il teatrino che sta causando su questo forum con i suoi commenti. E’ un pò come dire: vado dal dottore ma se non mi piace la terapia la cambio come meglio credo. Non ha alcun senso 🙂

    Io stesso mi sono trovato in una situazione simile e mi creda, l’ esperienza in sè mi ha aiutato a maturare e a crescere ma mai, mia madre si sarebbe permessa di andare da Mimmo a dire: ma Lei come si permette? Mio figlio deve fare doppia gara, sia 4+ che 8+ così vince sicuro almeno un campionato italiano!

    Non conosco Giuseppe ma visto ciò che ha scritto il Dott. Aiese in questo post ritengo che siano per lo più lacrime dovute a immaturità e forse a una scarsa conoscenza dei propri limiti. Suo figlio dovrebbe imparare a tirare fuori il meglio di sè proprio in momenti come questi, a dare schiaffi morali, a sconvolgere completamente le regole del gioco invece no, si deprime magari ne parla con Lei ed il risultato sono un adolescente deluso e depresso e una madre incazzata come una iena.

    Non La biasimo, per amor di Dio però la invito a riflettere sulla sua posizione in questa vicenda. E’ suo figlio che rema e che dovrebbe collaborare con il Dott. Aiese e non Lei ed è suo figlio che deve ricevere incoraggiamenti e non è Lei a dover avviare una crociata online quando sarebbe di gran lunga meglio sedersi a tavolino con il Dott. Aiese e discuterne in privato o incoraggiare Giuseppe al fine di spronarlo e inculcargli l’ idea di rivalsa del

    Ranc o schiaff moral a chist!

    Saluti da un ex canottiere.

  6. guardi, che le cose non sono affatto così come il dott.Aiese a fatto intendere, così come io non sono Mai, entrata nel merito ” tecnico”, nè con Mimmo Perna e prima ancora con Marigliano, ed adesso con Aiese.La Polemica scaturita, nasce esclusivamente dallo
    dal fatto che mio figlio ha semplicemente espresso le sue ” emozioni” al Dott.Callai…apriti cielo…Il Dott.Aiese ha ritenuto, da sua ” coda di paglia” di dover replicare, praticamente si è dato la zappa sui piedi da solo.Tra l’ altro, come si evince da un post di FB,
    riportando una polemica “interna al circolo” già dal 4 Aprile, subito dopo aver allontanato Mimmo Perna…è lui che ha coinvolto tutti noi, famiglie comprese ( perché non è solo mio figlio coinvolto) Sono sempre stata una madre poco chioccia, avendo ricevuto
    un’ educazione di tipo germanica, dunque massima autonomia a mio figlio, che ha una sua dignità di uomo con pensiero autonomo.Il mio intervento è stato motivato, solo ed esclusivamente per frenare il dott.Aiese, che è personaggio manipolatorio oltre che vendicativo.Capisco la sua posizione, non biasimo il suo commento, perché forse abituato a queste dinamiche psicologiche, e avrà ” specchiato” nei mie interventi quello che per lei è stata la sua educazione alla vita.Per quanto mi riguarda la polemica è finita…dunque con serenità mi auguro che la smettiate tutti.
    cordilmente Sara Di Mare

      1. Complimenti al nostro 4con juniores una bellissima medaglia d’argento alle regate nazionali di Piediluco ..a pochissimo dall’oro
        La formazione:
        Nugnes Raffaele
        Monfrecola Salvatore
        Franzoni Carlo
        Dicolandrea Nunzio
        Molinari Tommaso -Timoniere grazie ragazzi…ad maiora!!

        è questo il Canottaggio che ci piace…buona vita a tutti 🙂

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