Franco, va bene ma non esagerare…

Franco Cattaneo, il nostro head coach
Franco Cattaneo, il nostro head coach

“Quest’anno sei troppo generoso…”. No, caro impertinente seguace di Facebook. I buoni (complessivamente) giudizi espressi sul Memorial d’Aloja azzurro non cambiano. Complessivamente, perché naturalmente i distinguo, in un’analisi approfondita, vanno doverosamente fatti. E questo il nostro coordinatore Franco Cattaneo, nel suo report post Piediluco (clicca qui), non lo fa, limitandosi a far di tutta l’erba un fascio (ma è molto contento di tutto?) ed esagerando decisamente nell’esprimere il suo giudizio sulla qualità della competizione. 
Prima, però, le carezze. Personalmente sono molto contento (anche io) del 4 di coppia e della sua rapida ascesa, ancor meglio espressa nel successo domenicale contro Lituania e Svizzera (sesta ai Mondiali, anche se in formazione diversa a Piediluco). Bene 2 senza, considerando i secondi posti contro  temibili Sudafrica e Grecia due pareggi o sconfitte ai rigori, e anche il 4 senza. Strepitoso, poi, il doppio leggero  Ruta-Micheletti. Stato di forma, soprattutto per larga parte della squadra maschile, migliore del 2014 ed è importante sottolineare che anche le assenze non compromettono la prestazione d’insieme, anche perché le riserve, vedi ad esempio, Luca Agamennoni nella Coppia o Domenico Montrone nella Punta, sono  all’altezza della situazione.

Dal Franco, dal bravo meticoloso e appassionato Franco che conosco e stimo, non mi aspetto però il corposo fascio d’erba tutta uguale nell’inquadrare il momento della Nazionale. Per ora comunque lo accantono anche se trovo inspiegabile non spendere nemmeno una parola di riflessione per un settore Femminile in palese crisi dove, tra le pesanti sconfitte incassate, a spiccare è praticamente solo un due senza societario (Gavirate) di ventenni non facenti parte del Gruppo Olimpico. Così nella punta Pesi Leggeri appare quantomeno strano osservare che i migliori vogatori sono Giorgio Tuccinardi e Guido Gravina, atleti preparatisi a casa loro senza mai farsi vedere dalle parti di Piediluco o Sabaudia.

Ma voglio soffermarmi sul livello del Memorial d’Aloja. Ottimo è aggettivo estremamente impegnativo nonostante, per esempio, la presenza del cubano Fournier Rodriguez e le conferme (vennero anche nel 2014) degli iridati sudafricani nel doppio PL e dei lituani nel doppio pesante. Giovedì CanottaggioMania aveva effettivamente preso atto che la riduzione della quantità di nazioni (dalle 30 del 2014 alle 25 del 2015) non aveva avuto ripercussioni sulla qualità. Resta però il fatto che bene sarebbe stato potersi confrontare nell’otto con la Russia (finalista al Mondiale di Amsterdam e presente nel 2014), nel 2 senza con la Serbia (campione d’Europa 2013 e presente nel 2014) e la Spagna (quarta al Mondiale di Amsterdam e presente nel 2014). Non so poi quali occhiali indossi Cattaneo per vedere poi un’ “ottima caratura mondiale” per esempio negli avversari del nostro 4 senza “pesante”, una Spagna in finale C ad Amsterdam e una imberbe Svizzera, oppure nel 4 senza leggero (un altro equipaggio da finale C: la Russia).

La presenza ai tavoli (e forse anche alle tavole, quelle da pranzo o cena dove si formano le migliori amicizie…) internazionali dei nostri dirigenti lasciavano intendere (almeno a me…) anche il ritorno di nazioni che negli anni Ottanta e Novanta hanno fatto la storia del Memorial. Forse non subito la  Germania o Gran Bretagna, ma allora come mai la Francia e la Croazia, per citarne due di medio livello, hanno disertato Piediluco a differenza di altri anni in cui erano presenti?

Franco, questo Memorial, pur confermandoti la mia buona impressione generale sulla nostra Italia, di ottimo livello non era. Magari lo sarà in futuro, ma oggi siamo sempre piuttosto distanti dalle edizioni del tempo che fu. Quelle, se il Memorial 2015 è stato ottimo, come avremmo dovuto definirle? “Eccezionalmente eccezionali”?

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6 pensieri riguardo “Franco, va bene ma non esagerare…”

  1. Ma davvero il mondo degli appassionati di questo meraviglioso sport si è sorpreso per il vergognoso risultato della nazionale femminile al memorial daloja? Uno sparuto gruppetto di atlete che da quasi 10 anni lavorano esclusivamente ad una oramai impossibile qualificazione in 4x, che dopo il deludente risultato di Amsterdam viene sbarcato per puntare a pochi mesi dalla qualificazione , alle barche corte dove conta assieme costanza tecnica e motivazione. Io non mi sono stupito che un 2- di giovani fresche, entusiaste, allenate da un tecnico bravo e motivato, con un forte legame con le sue atlete (-) abbia battuto un due senza federale grottesco messo insieme con gli scarti di una nazionale di coppia di sicuro non al vertice della classifica internazionale. Vi regalo una profezia. Vedremo Bertolasi in 2- con Magnaghi , Sancassani Milani in 2x pesante, Pollini in 2x leggero, un 4x alla disperata, magari capovoga l’inspiegabile Denich, per un ultimo disperato tentativo di qualificare qualcosa e guadagnare un inutile anno di speranze che saranno coronate da cocenti delusioni . Lo avevo detto dopo Amsterdam, ma io sono solo il personaggio di un libro e vivo in un mondo parallelo.

  2. Molto interessante Marco la tua osservazione su come Tuccinardi e Gravina nonostante dei cambi di formazione abbiano dominato entrambi i giorni il 4-, davanti all’equipaggio proposto dalla nostra federazione.
    Quello che incuriosisce sarà vedere se ora qualcuno si interesserà veramente ad inserire chi vince e chi fa viaggiare la barca sull’equipaggio titolare!
    Saranno convocati i due ragazzi, con chi saranno accoppiati?
    Finte prove per poi rimettere sempre gli stessi nomi, perchè amici o parenti, o di un corpo che ha un allenatore inserito nello staff della federazione?!
    Quando il nostro canottaggio sarà finalmente tutelato dai nostri allenatori federali e sugli equipaggi sarà messo chi merita di starci?
    Dobbiamo continuare a sentire di regole ad hoc come nella prima Trio in cui hanno cambiato il peso per favorire determinati atleti!?

    1. Finslmente dopo la prima giornata di trio a 70kg e 3 settimane di raduno a 71kg (grazie alle regole per favorire qualcuno) posso risponderti.
      Alcuni alteti (10) sono stati contattati dalla federazione, che richiedeva un impegno ai raduni di 3 settimane al mese alcuni hanno accettato ALTRI NO. Non ci é stato detto “voi sarete l equipaggio FIC” ma che avremmo lavorato duro x cercare di fare la migliore formazione… E NOI abbiamo lasciato TUTTO a casa…. E ci siamo fatti il culo…. E c’è lo stiamo facendo… Non per vincere una garrettina ad aprile o maggio… Ma per creare una barca competitiva per le olimpiadi!
      Ora chi ha deciso di non accettare lo ha fatto con la consapevolezza che rientrare non era facile… I nostri allenatori federali sanno che lavoro stiamo facendo… Sanno se siamo carichi di lavoro prima di una trio o di un memorial di scarso valore per la stagione internazionale. E sanno chi LAVORA tutti i giorni e In tutti gli allenamenti. Poi se uno per scelte personali (indiscutibili) decide anche se convocato di non venire al raduno come fa ad essere provato?
      Parlare a caso per far polemica contro la federazione sarà divertente, ma per chi si fa il culo tutte le mattine sentire cose come la tua CREDIMI non lo è!!!
      Per quanto riguarda il mio allenatore societario e federale, è quello che più mi chiede di dimostrare di essere il più forte… Persino sulla corsa mi chiede di vincere… Perché?? Perché come suo atleta devo dimostrare ancora di più di essere li.
      IO COME ALTRI mi sono affidato a questa gestione dato che sono anche pagato per fare questo… E non faccio le cose a macchia di leopardo. Se mi chiedono di fare così io lo faccio e mi alleno per RIO, non per essere il più forte in 2 gare su 16 in primavera.
      Poi Giorgio e Guido hanno scelto la loro strada, se vinceranno e si metteranno a disposizione gli allenatori avranno due grandi elementi in più per “PROVARE” a fare una barca competitiva.
      Ti prego di considerare tutti i fatti prima di parlare… Tu vedi 3 giorni di gare ad APRILE noi stiamo VIVENDO In raduno, la prospettiva é un po’ diversa
      Martino Goretti

      1. In molti sport e in molte nazioni e tu sicuramente lo saprai bene, non basta essere a disposizione, e lasciare tutto a casa per essere sull’equipaggio che rappresenta la propria nazione.
        Lodevole il fatto che vi dedichiate con tutte le vostre forze al vostro lavoro, questo ti fa sicuramente onore, ma poi conta chi va più forte e ad oggi guardo ai mondiali e non solo al memorial, è da un bel pezzo che non vediamo un 4- degno di rappresentare l’Italia alle olimpiadi.
        Speriamo che in Coppa del mondo a Varese, finalmente i vostri sforzi vengano premiati, o che in alternativa, lo staff tecnico pensi ad una buona strategia alternativa.
        Anche l’esperimento dell’8 è un’ottima idea, ma se poi i risultati non corrispondono al bel progetto, capirai anche tu che non basta impegnarsi e dedicare tutte le proprie forze per far parte del gruppo olimpico, ma alla fin fine, quello che fa la differenza è chi va più forte!

      2. Buongiorno a tutti , volevo prendere le parti di Martino dietro al lavoro federale ci sono un infinita’ di sfumature che solo chi é dentro conosce e vive , il programma d’allenamento è discutibile per me a causa dei miei problemi di schiena , ma fondamentalmente è un mio pensiero in quanto avrei bisogno di differenziare piccole cose . Io sono due anni che lavoro con il gruppo e il 2013 secondo me è stato un buon anno dal mio punto di vista e veloce per quanto riguarda il 4senza con Irka Livio e armando . A gennaio avevo ricevuto una chiamata dalla federazione per il raduno olimpico ma come dice Martino ho preso la mia strada , decisione presa esclusivamente per i miei problemi di schiena ,detto questo io e guido a casa per raggiungere questi risultati abbiamo lavorato tanto , ci siamo spostati più volte sul lago di Candia per lavorare ancora meglio ci siamo pagati fisioterapisti benzina e autostrada tutto per ottenere quei risultati con grande sacrificio . Bisogna imparare a capire che lavorare a casa è bello e molto difficile c è bisogno di molta volontà per ottenere quei risultati e non essere uno dei tanti. Purtroppo come temevo la seconda trio non siamo riusciti a farla , causa mia e della mia salute, il raduno non è , si vede, adatto a me o meglio non è adattabile , allo stesso tempo la federazione ha trovato un modo per venirci incontro e darci la possibilità di esprimerci preparando il nostro 4- per la coppa del mondo , e li ringrazio . Ci sono delle cose che non quadrano ogni tanto ma fa parte della vita , bisogna prendere atto delle decisioni e dimostrare sempre. La mia speranza è di poter dimostrare che quando vinciamo è merito nostro e non demerito degli altri. Martino ha ragione chi vive in raduno fa tanti sacrifici e va tutelato allo stesso modo di chi vince .

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