Sudafrica-sprint, Lituania in gran forma nel doppio ma l’Italia è solida

canottaggiomania_DAloja_Castaldo_DiCostanzoSudafrica champagne al Memorial d’Aloja, dopo la prima giornata di finali nelle specialità olimpiche. Buone prestazioni per l’Italia nelle barche corte (in particolare doppio PL e due senza maschili ma siamo abbastanza soddisfatti anche del doppio Senior), dove incrociamo avversari di buon livello internazionale, mentre si registrano sorprese nel 4 senza PL (Tuccinardi, Gravina, Oppo, Di Girolamo) e nel due senza femminile (Broggini, Calabrese).  Vediamo tutto nel dettaglio. 

Terza stagione assieme per Marco Di Costanzo e Matteo Castaldo. Il loro due senza non delude mai le nostre aspettative sotto il profilo della combattività e della cattiveria agonistica. Inizio in salita, ma sul passo i Matador vanno progressivamente a infilzare la Svizzera e le due Grecia. Il Sudafrica di Hunt e Keeling (bronzo ai Mondiali di Amsterdam) deve sudare non sette ma quattordici camicie per difendere la leadership maturata sin dai primi metri. Tre barche in un secondo e due decimi, perché i greci Tziallas e Angelopoulos non mollano. Argento per Marco e Matteo, a soli sei decimi dai sudafricani.  Nessun problema, anche nell’emergenza dovuta all’assenza forzata di Peppe Vicino (sostituito da Domenico Montrone, capovoga Vincenzo Abbagnale). Con Matteo Lodo e Giovanni Abagnale è poco più di un allenamento la gara contro una blanda Spagna e gli inesperti maltesi. Chiudiamo il capitolo della Punta con l’otto. Vicinissimi per 1500 metri gli uomini del Progetto Otto (Ferrarese, Martini, Raineri, Infimo, Liuzzi, Frattini, Parlato, Mansutti, tim. D’Aniello) e gli Under 23 (Maestrale, Giulivo, Gaetani, Pagani, Mondelli, Dini, Biolcati, Muccini, tim. Crippa), poi stanchezza ed esperienza fanno la differenza a favore di chi si sta allenando in direzione Rio de Janeiro. Quattro secondi e due decimi per Raineri e compagni.

Tra Lituania (quarta ai Mondiali) e Italia (argento ad Amsterdam), nel doppio maschile, oggi ci sono otto secondi? Ok facciamocene una ragione ma non preoccupiamoci oltre misura. Un anno fa, per l’infortunio di Battisti, il confronto non ci fu. La partenza è buona ma la palata di Romano e Francesco Fossi non è ancora bella ed efficace.Top Players ancora troppo contratti mentre forma e ritmo di Mascinkas e Ritter sono già buoni. Italia al lavoro sulla tecnica e sull’assieme. Fidiamoci di loro. Quarto Francesco Cardaioli nel singolo. Il padovano batte l’azero Alexandrov ma viene sorpreso dal messicano Cabrera. Là davanti, come previsto, il cubano Fournier Rodriguez, bravo a infliggere quasi tre secondi al lituano Griskonis.

Niente Memorial per l’influenzato Mario Paonessa, sostituito dal sempre pronto Luca Agamennoni. Con Simone Venier, Luca Rambaldi e Paolo Perino, rotonda vittoria (cinque secondi) ai danni della Lituania, insidiati dai giovani Tiziano Evangelisti, Stefano Morganti, Federico Garibaldi e Jacopo Mancini. Buon assieme e ulteriore segnale di crescita della Coppia Senior, sulla strada della qualificazione olimpica. C’è grande voglia di riscattare le ultime opache stagioni in questa specialità. Venier, ai microfoni RAI, dice di attendere le prossime regate internazionali per capire quanto questa barca azzurra possa esser lontana o vicina dal podio. Intanto già ricominciare a vederla in finale non ci dispiacerebbe affatto…

La sfida Italia-Sudafrica si ripropone nel doppio Pesi Leggeri, sicuramente la specialità di maggior interesse di questo Memorial d’Aloja vista la caratura dei contendenti. Pietro Ruta e Andrea Micheletti non si spremono troppo nella prima parte del percorso, anzi riservano a Thompson e Smith il proprio meglio negli ultimi 500 metri dove li vediamo belli aggressivi. E’ un confronto serrato, tra sorpassi e controsorpassi, sino al traguardo e, per soli 4 decimi, gioiscono i sudafricani. Ottimo test per gli azzurri contro i campioni del mondo Smith e Thompson. Affonda, imprevedibilmente, il 4 senza di Livio La Padula, Alin Zaharia, Andrea Caianiello e Martino Goretti. I protagonisti della Trio cedono così al passo ai più ispirati Stefano Oppo, Paolo Di Girolamo, Guido Gravina e Giorgio Tuccinardi. Podio tutto italiano, con Sfiligoi-Barbaro-Gerosa-Di Seyssel a preceder Tedesco-Dell’Aquila-Schisano-Serpico. Quali conseguenze avrà questo risultato, nell’individuazione dei titolari che affronteranno la stagione internazionale a iniziare dalla Coppa del Mondo, lo capiremo presto.  

Deludente giornata per le  Donne del Gruppo Olimpico. Peccato per Sara Magnaghi. La nostra singolista non riesce a schiodarsi dal sesto posto e, quindi, almeno a inserirsi nella lotta per il podio. Così, per l’oro, se la giocano Asoumanaki e Gmelin.  Sempre avanti la greca di Postiglione, ma il serrata della svizzera è tracimante. Vince così l’atleta rossocrociata, in rimonta. Neppure il doppio di Sara Bertolasi e Laura Schiavone riesce a offrire una prestazione convincente: d’accordo, impensabile battere le lituane Vistartaite e Valciukaite (iridate 2013 e quarte nel 2014), forse pure avvicinarle  ma venti secondi, come quelli incassati anche dalla Magnaghi, sono francamente troppi. Roba da gara oceanica. Il due senza sorride all’Irlanda ma immediatamente dietro, per la seconda sorpresa della giornata dopo il 4-PL, non ci sono Gaia Palma e Alessandra Patelli bensì le giovanissime Ilaria Broggini e Veronica Calabrese. 

Senza Betta Sancassani e Laura Milani, l’attenzione nel doppio Pesi Leggeri è tutta per Valentina Rodini e Giulia Pollini. Miglior barca azzurra, a sei secondi dalle sudafricane Mc Cann e Grobler, con Federica Cesarini e Denise Zacco al quarto posto.

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