La Nuova Zelanda farà en-plein?

new_zealand_rowing_oar__generic__N2L’obiettivo è chiarissimo, delineato dall’inizio del quadriennio e mai neppure leggermente modificato in funzione della successione degli eventi. La Nuova Zelanda vuole qualificare  tutte e 14 le barche per le OlimpiadiNon una di meno. Il Direttore dell’Alta performance kiwi, Alan Cotter, non si nasconde ed anzi preme, con forza, il tasto dell’ambizione.  “Confidiamo nella possibilità di vincere sei medaglie ad Aiguebelette e centrare il pass olimpico in tutte e 14 le specialità olimpiche. Il nostro sogno di schierare una barca neozelandese in ogni gara a Rio de Janeiro potrà diventare presto realtà”. 

Sono 46 gli atleti selezionati in occasione dei trials di fine febbraio. Non ci sarà l’iridata Emma Twigg, come già anticipato, ma RowingNZL potrà contare su un Mahe Drysdale per nulla sazio dopo il successo di Londra 2012. Sei volte campione nelle nove edizioni dei Mondiali a cui ha partecipato. L’ultima, Amsterdam 2014, conclusa alle spalle del ceco Synek.

Eric Murray e Hamish Bond sono reduci dal “doppio salto” olandese. Oro nel due senza (imbattuti dal 2009), oro nel due con.  Questa freccia centrerà il 10 nei bersagli di Aiguebelette e Rio de Janeiro. Molti dubbi ruotano attorno al doppio. Anche qui, come nel singolo e nel due senza, la Nuova Zelanda difenderà il titolo olimpico. Solo sbandate, nel 2013 (sesti) e nel 2014 (ottavi), con notevole difficoltà nel trovare  i sostituti di Cohen e Sullivan. Quest’anno toccherà ancora a Robbie Manson, noto alle cronache extrasportive per il suo coming out. Dopo Arms ed il fratello Karl, ecco un terzo compagno di barca: Chris Harris.  

Barche lunghe e qui si apre il cahier des doleances… Nell’autunno 2013, dopo i disastri di quattro senza (tredicesimo) e quattro di coppia (quattordicesimo), la rivoluzione. Tutti a casa i titolari, ai raduni ecco i campioni mondiali e medagliati Under 23 ma il quattro senza resta la croce della Nuova Zelanda, al punto tale che nel 2014 Cotter decide di non presentarlo ai Mondiali. I miglioramenti (due posizioni) del quattro di coppia, invece, non sono tali da far dormire sogni tranquilli. Anzi… Ultimo in finale B ad Amsterdam, quindi con la prospettiva olimpica somigliante a un vero e proprio miraggio. E allora? Nuovi cambiamenti, of course… Il quattro senza sarà composto da Finn Howard, Bobby Kells, Alex Bardoul e Anthony Allen. Howard, Bardoul e Allen, Under 23 campioni del mondo nel 2013. Linea verde per aumentare le proprie chance.  Per il quattro di coppia affondato in Olanda, il salvagente viene lanciato solo a Jade Uru e John Storey. Karl Manson, dopo il fallimento nel doppio, avrà un’altra chance. La scelta del quarto uomo ci fa, a dir poco, strabuzzare gli occhi. E’ George Bridgewater, a secco di gare, pensate un po’, da Pechino 2008! Allora fu bronzo nel due senza con Twaddle e, dopo sei anni, lo hanno  ripescato a Singapore dove lavorava nell’alta finanza!

Un otto neozelandese non si vede alle Olimpiadi da Los Angeles 1984. A dire il vero, neppure a Chungju 2013 e Amsterdam 2014 c’è l’ombra di un’Ammiraglia kiwi mentre gli Under 23 fanno saltare il banco vincendo prima a Linz e ripetendosi poi a Varese. Quindi toccherà a loro, spetterà a Michael Brake,  Caleb Shepherd, Stephen Jones, Brook Robertson, Alex Kennedy, Joe Wright, Isaac Grainger, Shaun Kirkham e Tom Murray il compito di provare a realizzare la grande impresa: uno dei primi 5 posti nella finale di Aiguebelette. Sarà alla portata di questi giovanissimi canottieri?

Peter Taylor e l’altalena. Già, perché dopo gli argenti iridati nel quattro senza PL, conditi da numerose vittorie in Coppa del Mondo, il trentunenne kiwi ritorna all’antico amore: il doppio PL, assieme ad Hayden Cohen.  Così, per il quattro senza PL, coach Dave Thompson avrà sempre a disposizione Curtis Rapley, James Lassche e James Hunter, con Alistair Bond in pista al posto di Taylor.

Di  Fiona Bourke al posto di Emma Twigg, in Italia per ragioni di studio e professionali e quindi assente all’appello selettivo, abbiamo già ampiamente detto. E chi affiancherà, quindi, sul doppio Zoe Stevenson nella difesa del titolo dopo il passaggio di Fiona al singolo? Eve Macfarlane.

Anche per il due senza femminile, si pesca a piene mani nella categoria Under 23: stagione internazionale da protagoniste, anche a livello assoluto, per le campionesse mondiali Kerri Gowler Grace Prendergast che si misureranno anche nell’otto assieme a Rebecca Scown, Genevieve Behrent, Kelsey Bevan, Ruby Tew, Emma Dyke e Kayla Pratt. Al timone Francie Turner

Quinte agli ultimi Mondiali, medagliate in Coppa del Mondo. Conferma in blocco per le atlete del quattro di coppia. Erin-Monique O’Brien, Lucy Spoors, Georgia Perry e Sarah Gray. Invariato, naturalmente, anche il doppio Pesi Leggeri iridato, sempre composto da  Julia EdwardSophie MacKenzie.  

Se l’en plein non riuscirà ad Aigubelette, si riproverà nell’ultimo round di qualificazione olimpica nel 2016. Passando, naturalmente, prima dai trials già fissati nel mese di marzo.

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1 commento su “La Nuova Zelanda farà en-plein?”

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