Sabrina Noseda: “No alla chiusura del College di Pavia”

canottaggiomania_noseda_sabrina_brestDopo aver letto il commento di Luca Ghezzi, anche Sabrina Noseda decide di intervenire su CanottaggioMania ed esprimere la sua opinione in merito al non rinnovo della convenzione FIC-Università di Pavia.  Otto partecipazioni ai Mondiali, un’Universiade e un titolo iridato Under 23 conquistato nel 2010 a Brest nel 4 di coppia Pesi Leggeri. L’atleta della Canottieri Lario, a Pavia, si laurea anche in Scienze Motorie.

“Se penso a Pavia penso a un gruppo di atleti/studenti che si fanno forza a vicenda per migliorarsi in entrambi i campi, al grande Toio , all’Università, al Ticino in piena , a tanto sudore buttato su quel remergometro, al fiume controcorrente in singolo, ad un oro mondiale, il MIO oro mondiale, alla laurea triennale e alla mia quasi laurea specialistica (speriamo tra poco…) , ad una grande famiglia… Cinque anni di College per me fondamentali, fondamentali per la mia crescita nella vita come nello sport. Fondamentali per imparare a cavarsela da soli, per crescere e per vincere. La mia esperienza al College è stata positiva, non sempre facile ma POSITIVA. L’obiettivo prefissato dal College, portare avanti Università e Canottaggio contemporaneamente e nel migliore dei modi, l’ho raggiunto”.

Sabrina lancia un appello molto chiaro. “Non sono d’accordo con la decisione di chiudere un College che per anni ha portato avanti atleti e studenti di vertice e continua ancora a farlo, lo dimostrano gli argenti conquistati da Mulas e Buoli negli ultimi Mondiali, e a cui non manca assolutamente nulla. In quest’ambiente, grazie allo strettissimo rapporto tra College Remiero e Università di Pavia, gli atleti/studenti sono supportati dai professori e questo rende la vita agonistica molto più semplice spronando i ragazzi a non smettere di studiare. Per questa, per molte altre ragioni dico il mio  NO ALLA CHIUSURA DEL COLLEGE DI PAVIA”. 

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3 pensieri riguardo “Sabrina Noseda: “No alla chiusura del College di Pavia””

  1. Se viene chiusa l’unica opportunità di poter essere studenti atleti in Italia ogni atleta di livello sarà presto costretto a muoversi verso le Università Americane al di fuori del controllo della nazionale italiana rendendo ancora più difficile la crescita di questo sport in Italia. Spero che non sia quello che la federazione vuol incoraggiare

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