Gaia Palma: “Impegno grande come il nostro obiettivo”

canottaggiomania_palma_GaiaAnche domenica scorsa, nell’evidenziare il suo successo in singolo alla D’Inverno sul Po, ho scritto che Gaia Palma è tesserata per la Sisport Fiat.  Lo stesso avevo fatto in occasione della regata dei Navicelli di Pisa… Chiamiamoli lapsus? No, diciamo che costituiscono l’occasione, lo spunto involontario, per una chiacchierata con una delle nostre più affermate azzurre . Sisport Fiat, perché qui è cresciuta e molto deve per i suoi successi.  Dopo la chiusura della sezione Canottaggio della polisportiva torinese, Gaia trova nella Canottieri Lario l’ambiente ideale per la prosecuzione della sua carriera.Una finale ai Mondiali Assoluti nel 4 di coppia nel 2013, due argenti ai Mondiali Under 23 (2011, 4 di coppia) e Junior (2008, 4 senza) più due medaglie agli Europei nel 4 di coppia e nell’otto. Parliamo di passato, di presente ma anche e soprattutto di futuro con lei, figlia (il padre Marco medagliato ai Mondiali Junior) e sorella (il fratello Jacopo campione mondiale Junior) di canottieri. 

Gaia, come sta precedendo, a livello personale e anche di squadra, l’avvicinamento alle qualificazioni olimpiche?
“Procede bene. Ci stiamo allenando tanto e, a mio parere,  abbastanza bene. Tre settimane al mese in raduno significano un impegno molto importante. Certo gli intoppi, come infortuni, ci stanno, visto e considerato il carico di lavoro, ma sono fiduciosa”.

Quale è il tuo giudizio sulle strutture di Pusiano? Quali i principali vantaggi rispetto alle precedenti location?
“Ci troviamo molto bene e non ci manca nulla. Abbiamo tutto a portata di mano e quindi è un posto ideale per allenarsi bene e dedicarsi al massimo sull’obiettivo.  Stando qua, mi sembra anche di essere più vicina a casa e alla mia nuova societá. Psicologicamente sto meglio rispetto a prima”.

canottaggiomania_Palma_ritrattoQuanto, invece, ti manca la Sisport Fiat? Tu e i tuoi ex compagni vi continuate a sentire?
“La Sisport Fiat mi manca e, con alcune persone, ho ancora un buon rapporto. Si dice però che a volte ‘se si chiude una porta si apre un portone’. Sono contenta della scelta fatta. La Canottieri Lario mi ha accolta subito come membro di una grande famiglia di splendide persone e, soprattutto, molto qualificate. Stefano Fraquelli è un ottimo allenatore e lo dimostrano tutti i risultati che è riuscito a raggiungere con i suoi atleti”. 

E l’Università, quindi con la Facoltà di Beni Culturali,  come procede?
“Stando così tanto via da casa, è difficile riuscire ad andare a lezione o comunque stare al passo. Scelgo alcuni esami da dare e, per adesso, ci sono abbastanza riuscita. Certo più si avvicina il periodo delle gare e più difficile sarà ma se l’obiettivo è grande allora alcuni sacrifici vanno messi in conto”.

canottaggiomania_Palma_Patelli_BertolasiIn molti altri sport, in Italia le donne ottengono risultati migliori degli uomini. Il Canottaggio femminile, invece, di cosa ha bisogno per decollare?
“Il canottaggio femminile sta crescendo sempre di più questo soprattutto grazie al movimento creato, nel passato quadriennio, da Josy. Non siamo famose per i valori fisiologici perciò dobbiamo puntare molto sulla tecnica, sull’economicitá del gesto e sulla mentalitá…”.

I Gruppi Militari investono poco nelle vogatrici di interesse nazionale. Eppure i posti olimpici, secondo la rimodulazione FISA-CIO, sono in crescita. Mancanza di coraggio o cosa d’altro?
“Non è nel mio interesse entrarci però non mi sembra normale che ci siano così tanti posti per gli uomini e praticamente nessuno per le donne. Sinceramente non ne comprendo proprio il motivo, quando invece occorrerebbe propria dare la possibilità anche alle promesse del canottaggio femminile di poter crescere”.

Esiste un modello, a livello di nazione, a cui dobbiamo guardare per l’attenzione rivolta alle vogatrici? Quale e perché?
Diverse nazioni puntano molto sul canottaggio femminile, come ad esempio gli USA dove remare significa unione, forza ed anche divertimento. Purtroppo in Italia il nostro è uno sport poco conosciuto quindi sarebbe molto difficile far passare questa mentalitá  Sportiva/universitaria”.

Verso Rio, hai già pensato a una rinuncia o un fioretto?
“C’è poco da aggiungere ai sacrifici che già facciamo, comprendendo appunto anche  gli impegni universitari.  Si potrebbe, al contrario, anzi dire che sono pronta a tornare a una vita normale perché quella che facciamo non lo è ahaha”.

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