L’eredità di Giuseppe d’Amico

canottaggiomania_Aniene_DAmicoCi lascia un profondo innamorato del Canottaggio, dello Sport e della Vita. Giuseppe d’Amico, socio e Master del CC Aniene, era tutto questo e molto di più. Lo ricordo emozionatissimo, nel 2012 a Mercatale, dopo aver gareggiato assieme a Massimo Romiti.   Diventammo amici l’anno prima, dopo un’intervista sullo Spirito Master nell’aprile 2011, e nonostante l’interruzione della mia attività federale, anche nelle ultime due stagioni, abbiamo continuato a sentirci. Per condividere idee, esperienze o anche per farci qualche semplice risata. Ogni parola mia in più sarebbe superflua, quindi preferisco lasciare i lettori entrare a contatto con i suoi pensieri sul Canottaggio Master. Eccone qualcuno, tratto dall’intervista pubblicata (in due parti) su Canottaggio.org. Consideriamoli un’eredità da tramandare ai posteri. 

1) “Quando entri a far parte dei canottieri Master è come entrare in un altro mondo e se lo fai tramite un Circolo blasonato godi anche le atmosfere che la storica tradizione ti offre. E’ soprattutto uno sport nobile che ti aiuta nella vita: per la disciplina, la concentrazione e soprattutto la tenacia”.

2) Dobbiamo essere una cosa sola, noi Master, in barca! In poche parole i nostri allenatori devono poter amalgamare noi Esordienti con altri che invece lo hanno fatto da giovani e semmai con qualche grande campione. La barca cammina con determinazione e per gioco. Quando poi prendi un impegno per una gara allora è ancora più bello. Sfidi poi la pazienza delle mogli che vorrebbero a casa presto il maritino e, invece, ti alleni per essere pronto in gara. Allora solo in quel giorno assapori il gusto di essere stato in grado di dare tutto quello che individualmente sai”.

3) “Sarei un pari ma vogo anche a sinistra, mi piace la ‘sala macchine’ nell’otto:  faccio due senza e quattro e il magico singolo, come vuole Carlo Mornati che ha avuto un importante parte nel mio percorso. Ringrazierò sempre lui e Lello Leonardo”

4) Come si vince la tensione della partenza? “Con l’orgoglio dell’appartenenza, devi guardare il tuo body, dove c’e’ lo stemma sociale, e in quel momento rappresenti il tuo Circolo. Capisci tutto. Il segreto in gara non lo dico a nessuno perché è segreto di circolo: è una cosa magica che ti fa spingere sempre ogni colpo fino alla fine, semmai aumentando  nell’ultimo tratto ed è allora che gli altri mollano”.

5) “Per noi master è basilare conoscere le nostre caratteristiche fisiologiche personali per “giocare” entro i limiti cardiaci di ognuno. Mai fuori soglia. Forza ragazzi, dopo ogni colpo le cosce devono bruciare”.

 

 

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