Si può fare

L'otto azzurro ad Amsterdam (foto Perna)
L’otto azzurro ad Amsterdam (foto Perna)

Prima le novità e poi una riflessione. Niccolò Mornati, come da CanottaggioMania anticipato e auspicato, stacca i remi dal chiodo e, in prossimità del via alla sua nuova avventura federale come consulente marketing, riprende l’attività con i colori del CC Aniene. In questi giorni, infatti, rieccolo alle prese con il due senza. Un bronzo (Bled 2011) e un quarto posto (Lake Karapiro 2010) ai Mondiali, un argento agli Europei (Plovdiv 2011) e l’amara chiusura a Londra 2012 dietro Nuova Zelanda, Francia e Gran Bretagna.

Da Lorenzo Carboncini a Vincenzo Capelli. Per il Progetto Otto-Rio 2016, per il gruppo in allenamento tra Sabaudia e Roma, Il DT chiama nuove forze: i giovani Filippo Mondelli (Can. Moltrasio) e Alessandro Mansutti (CC Saturnia), anche perché da qualche settimana manca all’appello, per ragioni legate alla sua professione, Andrea Palmisano (CC Aniene). Affiancano gli esperti finanzieri Simone Raineri e Matteo Stefanini,  Pierpaolo Frattini (CC Aniene), Fabio Infimo (RYCC Savoia), Emanuele Liuzzi (Fiamme Oro) e Luca Parlato (Marina Militare).

La Federazione, puntando su un tecnico giovane, bravo e motivato come Vittorio Altobelli, investe importanti risorse per allestire l’otto in previsione di Rio de Janeiro 2016. Fa bene anche se la strada è veramente strettissima. Cinque posti in palio ad Aiguebelette, due nel 2016 nell’ultimo round preolimpico.

L’obiettivo, più volte ribadito da Giuseppe Abbagnale, è qualificare il maggior numero di barche. 9-11, secondo la relazione tecnico-programmatica di Giuseppe La Mura. Vien da se che nell’appuntamento-crocevia del quadriennio, l’occhio andrà più ai pass per il Brasile che alle medaglie nelle specialità olimpiche. Ci sta ed allora noi ci aspettiamo che nella punta Senior, per la specialità sicuramente più difficile (solo 5 posti per Rio, contro gli 11 a disposizione nel 2 e 4 senza), si prediliga l’impiego dei migliori uomini del settore. Giusto così: il compito più difficile, sempre in previsione delle dirigenziali aspettative, deve essere assolto da chi ha maggiore qualità.

In prospettiva olimpica, ballano dai 6 ai 14 “carrelli” (più il timoniere). Non qualificare l’otto, alla luce del grandissimo impegno che stanno generosamente profondendo gli Atleti per soddisfare i carichi di lavoro del nostro programma d’allenamento, sarebbe un fatto negativo sotto il profilo della motivazione. Staccare subito il biglietto nell’Ammiraglia, diversamente, provocherebbe grandissimo entusiasmo in vista dell’appuntamento brasiliano.

Il Memorial d’Aloja, sperando nella presenza ad esempio della Russia, ci potrà fornire i primi riscontri. Niente Europei per noi, ma le tappe di Coppa del Mondo (Varese e Lucerna) saranno preziose per valutare l’andamento del Progetto Otto-Rio 2016  

Più barche, quindi più canottieri azzurri alle Olimpiadi nell’ottica di favorire un processo di crescita generale. Poi, chiaro, ognuno sarà là per ragioni diverse: vincere la medaglia, arrivare in finale, fare esperienza e l’otto, a Rio de Janeiro, potrà anche esser funzionale a quest’ultimo obiettivo.  Il 2015 è anno cruciale, lo ripetiamo, ma i “metalli” hanno valore relativo. Chiaramente, sempre seguendo questa logica,  da ottobre si tornerebbe a ragionare in funzione del medagliere dando probabilmente priorità, come nel 2013 e nel 2014, all’allestimento di 2 senza e 4 senza da finale o medaglia olimpica.

Ma pensate al significato, agli occhi di tutti, dell’aver riportato in auge l’Ammiraglia che manca alle Olimpiadi da 12 anni.  Portare a Rio de Janeiro  l’intero settore di punta, anche con un quinto e due undicesimi posti, sarebbe segnale di grande svolta.  Occorre però crederci veramente e puntare in maniera decisa, senza troppi tentennamenti. I migliori dovranno, giocoforza, andare incontro alla sfida più impervia. L’otto. Quanto proposto è un azzardo? No, un rischio e dove non c’è rischio non può esserci gloria. Dottore e Pres, voi questo lo sapete…

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1 commento su “Si può fare”

  1. Personalmente penso che la qualificazione dell’8+ non sia un rischio. La il livello della competizione al di fuori delle nazioni più forti e piuttosto basso, in quanto son ben poche le nazioni che finiscono con il mettere gli uomini migliori nella specialità. Quello che mi piacerebbe vedere dall’Italia sarebbe un bel cambio di tattica e che per una volta provassimo a mettere tutti gli uomini migliori in questa disciplina in cui non abbiamo mai vinto un oro (un po’ come ha fatto l’Olanda in Atlanta). A questo punto mi sembra ovvio che sia molto difficile a livello assoluto puntare ad una medaglia d’oro in qualsiasi altra disciplina (e con questo faccio tutti gli scongiuri possibili e i più bei auguri a tutti i nostri atleti che mi possano smentire). Un cambio di rotta potrebbe sia motivare i presenti atleti ad una prestazione fuori del comune, che metterci come nazione al centro della scena internazionale raggiungendo il rispetto meritato in una disciplina rispettata da tutti. Quella si sarebbe una vera scommessa!

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