Chi fermerà Peter Taylor?

canottaggiomania_taylor_peterLeggero e vincente il canottaggio sia in Nuova Zelanda. Eh si, basti pensare a Peter Taylor, l’atleta di Febbraio per WorldRowing. 189 cm d’altezza. Vorrei dire giovane canottiere ma forse non posso. Almeno per poche ore però, sino alla prossima mezzanotte, posso dire che con i suoi 31 anni compiuti il 4 gennaio è più vecchio del sottoscritto.

Che storia, Peter! Vincevi il doppio PL ai Mondiali Under 23 di Hazewinkel, con tale Oberlin-Brown, precedendo i nostri Miani e Danesin di 3 secondi e mezzo. Nei successivi 2 anni, ti esponevi alla graticola di ben 3 finali C prima di conquistare, a Lucerna, il pass per Pechino 2008. Si, con Storm Uru, con il felice compagno d’avventura con cui l’anno successivi vinci il Mondiale di Poznan. Bronzo nella tua Lake Karapiro (“liquidato” dai nostri Bertini e Luini), argento a Bled e Londra 2012. Ancora doppio PL? No, altro giro di valzer. Eccoti sul quattro senza PL vincere tre tappe di Coppa del Mondo nel 2013 prima di conoscere la sconfitta a Chungju per mano dei soliti perfidi danesi. Il 2014? Stagione fotocopia. Nuova Zelanda leader in CdM, ma poi costretta a chinare la testa ad Amsterdam a Joergensen e compagni.

“La mia avventura nel Canottaggio prende il via grazie al mio fratello maggiore Simone, al Wellington College. Cercavano un timoniere, a 13 anni iniziai così e poi, qualche stagione dopo, cambiai posto in barca…”.  Peter salta poi subito al cruciale 2008. “Se non avessi conquistato la qualificazione per le Olimpiadi di Pechino avrei gettato la spugna. Quella regata di Lucerna è stata decisiva per il proseguimento della mia carriera ed è arrivata dopo una serie di grandi delusioni in Coppa del Mondo”. Il passaggio al 4 senza è una conseguenza allo stop del compagno Uru, visto in questo biennio a bordo di Oxford come prodiere. “E’ stata una sfida importante, principalmente lanciata a me stesso. Ho dovuto trattare il 2 senza come se fosse il mio singolo e questa scelta ha pagato perché io e il mio nuovo partner, nelle prove, siamo stati più veloci di tutti, tranne Hamish ed Eric naturalmente.  La nostra crescita così veloce, parlo di me e dei miei amici del 4 senza, mi ha colto davvero di sorpresa. Questa barca doveva rappresentare l’esperimento di una sola stagione, ora però tutto sta andando troppo bene per mollare”.

Parole al miele per Dave Thompson. “Il nostro allenatore è, da un lato, accomodante ma dall’altro sa tirare fuori il meglio che è dentro di noi. Non ha paura di farci andare oltre i nostri limiti ma capisce al volo quando è necessario concederci momenti di riposo”. E Taylor quando si riposa? “Non sono il tipo che si concede il pisolino dopo il pranzo, io ho bisogno di esser sempre in movimento…”. Si professa amante delle piccole cose. “Nulla mi fa star meglio di una passeggiata, senza telefono, con mia moglie ed il nostro cane Rudi”.  Laurea in Economia e Commercio, non vede l’ora, una volta appesi i remi al chiodo, di metter il naso tra gli affari. “Si, sarà la volta per buona per mettermi alla prova ancora una volta. Prima, però, voglio chiuder nel migliore dei modi il mio percorso da canottiere”. 

 

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