La trasparenza del kiwi

new_zealand_rowing_oar__generic__N2Alla nostra Federazione preme non far conoscere all’esterno quel che fanno le squadre nazionali in preparazione per i principali appuntamenti della stagione 2015. Non solo pubblicamente (Canottaggio.org), ma nemmeno dietro user e password (Canottaggio.net) è possibile leggere le Circolari emanate dall’area tecnica né il Piano Operativo con l’elenco di tutti i raduni preparatori e con l’indicazione di tutte le regate (in particolare quelle di Coppa del Mondo) dove vedremo all’opera gli azzurri. 

Naturalmente non stiamo parlando dei programmi d’allenamento, quelli italiani sono correttamente a disposizione degli interessati online tramite autenticazione, ma di tutte quelle informazioni che rendono una Federazione assolutamente trasparente agli occhi dei suoi tesserati.

“Ma perché dobbiamo far sapere, per esempio, alla Nuova Zelanda cosa facciamo durante l’anno? Loro fanno lo stesso?”.  E’ una considerazione fatta già da diversi allenatori federali e anche da qualche dirigente. L’ultimo, altissimo, domenica scorsa. Sentendomi stimolato da questa osservazione, ritengo opportuno condividere con i lettori un documento online su RowingNZ,  nella sezione High Performance, a disposizione di tutti. Non solo del canottaggio neozelandese.

La data di pubblicazione è  21 ottobre 2014, quindi le regole del gioco si conoscono per tempo in modo da organizzare, parlo di canottieri e tecnici societari, le proprie forze al meglio. Il titolo 2014-15 HIGH PERFORMANCE SELECTION GUIDELINES” (clicca qui) apre già il cuore. Quattro pagine comprendenti tutte le linee guida dei criteri di selezione degli equipaggi per i principali appuntamenti stagionali. Intanto scopriamo che la Nuova Zelanda (l’Italia ufficialmente ancora deve annunciarlo) parteciperà alle tappe di Coppa del Mondo di Varese e Lucerna.

Come avviene il processo di formazione degli equipaggi?  L’appuntamento più importante è a Lake Karapiro dal 28 febbraio al 5 marzo. Per esser ammessi occorre completare i test al remoergometro, sulle distanze di 5 (tra il 10 ed il 16 novembre) e 2 chilometri (tra il 12 e il 18 gennaio), nei tempi indicati e, inoltre, partecipare alla regata nazionale (una per il Nord a Karapiro dal 6 all’8 febbraio e una per il Sud a Ruataniwha dal 31 gennaio all’1 febbraio) in barca corta (singolo, doppio e due senza).

Volete conoscere i tempi? Per fortuna, in Nuova Zelanda, non occorre ricorrere ad alcuna Gola Profonda.

Men Elite Heavyweight 5:52 (min:secs)
Men Elite Lightweight 6:11 (+1.5Kg max weight)
Men Under 23 Heavyweight 5:59
Men Under 23 Lightweight 6:15
Women Elite Heavyweight 6:47
Women Elite Lightweight 7:08 (+1.5Kg max weight)
Women U23 Heavyweight 6:55
Women U23 Lightweight 7:15 (+1.5kg max weight)

Tempi certamente impressionanti. La strada per i Trials di fine febbraio-inizio marzo si può imboccare non solo con i tempi indoor ma anche vincendo le sopra citate gare indicate dalla direzione tecnica. E gli Junior? Selezioni pure per loro a Lake Karapiro dal 12 al 18 aprile con indicazioni sul percorso da intraprendere attraverso le prestazioni al remoergometro o in barca durante la stagione nazionale.

In Nuova Zelanda non esiste alcun timore nel rendere note a tutti (non a pochi, tramite login e password), tra l’altro con un congruo anticipo (21 ottobre 2014), le modalità operative dell’area tecnica federale. Poco importa se sono anche a uso e consumo dei loro avversari. E’ prioritario procedere in direzione di un sempre maggiore coinvolgimento delle Società. In Italia, possiamo dire altrettanto?

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8 pensieri riguardo “La trasparenza del kiwi”

  1. Mah, che dire, Marco.. Hai ragione però chi ci dice che i NZ dicano la verità?? Sarebbero degli ingenui a rivelarti tutto. Ognuno ha i suoi segreti 🙂 In questo caso, secondo me, hanno ragione i tecnici federali FIC. …una volta tanto non mi sento di criticarli.

  2. Mio caro Andrea, ma vivi ancora con la convizione che esistano dei segreti? Anni fa qualcuno mi ha insegnato che da una mano chiusa non scappa niente, ma anche non entra niente, da una mano aperta “vola via” tutto, ma puoi farci entrare tante cose.
    Per anni il programma di allenamento dei tedeschi dell’est era pubblico, bastava leggere “Rudern”, e quando Koerner venne in Italia molti allenatori dissero che il suo programma non andava bene.
    A mio avviso non è il programma che conta, ma come lo applichi, e come sai adattare la tecnica di voga che usi alle caratteristiche fisiologiche che riesci a sviluppare con l’allenamento.
    Puoi essere forte e resistente quanto vuoi, ma se poi non sai applicare in acqua le tue potenzialità non serve a niente.
    Da quel poco che so, e mi auguro di sbagliare, non mi risulta che facciamo molto per valutare biomeccanicamente il gesto tecnico dei nostri atleti.
    Però poi il Direttore Tecnico lamenta che gli atleti lo scorso anno “vogavano male”, dimenticando che la maggior parte di quegli atleti, quando non sono in raduno, si allenano nelle società nelle quali lavorano i tecnici federali.
    Per anni i russi sono venuti ad allenarsi a Piediluco, e addirittura accettavano di fare i test di valutazione che il Centro di Piediluco offriva loro.
    Da anni molte squadre straniere vengono ad allenarsi in Italia, e nessuno di loro ha paura che noi “guardiamo” cosa fanno, e magari cerchiamo di copiare.
    Il loro segreto, a mio avviso, è in una diversa cultura, nella consapevolezza che ci sono regole precise ed obiettive alle quali tutti devono attenersi.
    Se sono chiari in partenza i valori che vengono richiesti, io potrei per assurdo rimanere ad allenarmi a casa mia e presentarmi al test, se lo supero bene, altrimenti me ne torno a casa con la coda tra le gambe.
    Lo so in partenza e lo accetto.
    E se mi alleno a casa mia posso avere una normale vita sociale che mi permette anzitutto di curare i miei interessi personali – lavoro, studio, rapporti sociali, ecc – ma anche sicuramente di recuperare più facilmente qualsiasi carico di lavoro, sia fisiologico che psicologico.
    Che mi sembra sia quello che hanno fatto gli Abbagnale quando facevano il due con.

  3. Marco, non ho detto che siano falsità. Forse mi sono spiegato male. Credo magari che abbiano “OMESSO” certe cose. Daltronde uno che ti dice tutto.. secondo me è un pò fesso. A Franco invece rispondo che conosco bene la metafora della mano aperta e che senz’altro la loro cultura è più aperta e limpida della nostra. Insomma concordo su tutto ma… rimango sempre della convinzione che nessuno ti dice esattamente e totalmente quello che fa 😉

  4. Devo dire che per esperienza personale tu puoi chiedere a quasi tutti gli atleti delle diverse nazionali maggiori e ti risponderà francamente su cosa sta facendo. Ovviamente si ci sono 2 o 3 tecnici nel mondo che preferiscono tenersi i loro segreti, ma poi alla fine sono dei segreti di pulcinella. Riguardo alle diverse nazionali ci sono dei diversi tipi di attitudine. La maggioranza mantiene (almeno parzialmente) i loro siti protetti. I neozelandesi si ti danno molte informazioni ma i risultati dei test ti dicono ben poco se poi non sai come sono arrivati a quei valori. Detto questo non c’e ragione di coprire date dei raduni, risultati dei test e criteri di selezione, perche veramente non serve a niente.
    Quelle sono informazioni che si riescono a sapere facilmente su FB o Twitter senza neanche sforzarsi.

    Riguardo alla trasparenza dei programmi di allenamento il discorso e piu difficile ma in generale posso dire che alla fine se sei trasparente impari sempre piu di quello che insegni. E da sfatare comunque il mito che le altre nazionali siano li che aspettano di copiarci. Prima di tutto perche adesso non siamo una nazione vincente quindi nessuno ci vuole copiare. Secondo perche la maggioranza degli allenatori federali di altre nazioni hanno i loro programmi ben precisi e non si sognerebbero mai di ammettere che stanno copiando qualcun altro perche questo li renderebbe vulnerabili al licenziamento (se copiassero noi cosa li fermerebbe dal assumere uno degli allenatori italiani invece?)

    1. Sono perfettamente d’accordo con te Marco, per fare una metafora, è come se la Fiat Panda mantenga segreti i suoi test per paura che la McLaren li copi. Ma poi mi chiedo: possibile che nessuno sappia come ci alleniamo noi italiani da vent’anni??? Non è cambiato nulla, a parte qualche breve parentesi!

  5. Bisogna anche però dire che non e che ci siano dei sistemi di allenamento innovativi o rivoluzionari. Piu o meno quello che c’era vent’anni fa è quello che c’è adesso. Quello che cambia e la precisione, l’affidabilità e disponibilità dei controlli e l’abilità degli allenatori di manipolarli e rispondere ai cambiamenti fisiologici in maniera più efficace. Le idee del Dr. La Mura una volta erano rivoluzionarie adesso stanno diventando mainstream visto che diversi paesi ne stanno facendo uso in maniera più o meno estensiva.

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