L’ultimo test

foto Detlev Seyb
foto Detlev Seyb

Mai come in inverno, stagione “povera” di appuntamenti agonistici, il nostro Sport si vive sui social network. Circolano tante informazioni che, in base alla nostra sensibilità, colpiscono (oppure no) la nostra attenzione. Ci sono gli stati d’animo ed anche considerazioni generali. Purtroppo anche intrise di negatività. “Cosa ci spinge ad andare avanti?” “Le medaglie non si mangiano” “Non si vive di solo Canottaggio”.  Fioccano i Mi Piace su Facebook, anche per messaggi ancor più aspri e pessimistici. “Ti alleni per anni alla ricerca di qualcosa che probabilmente non arriverà mai , come un piazzamento in un campionato Italiano o qualcosa di molto più grande. Allora perché ci alleniamo? perché ci spacchiamo tutti i santi giorni? La cosa non ha senso oppure lo facciamo perché cerchiamo quella sensazione di tranquillità e di serenità di quando si esce in barca? Lottando contro amici e partner che ti dicono “sei una sola!!!”. Allora cosa ci spinge ad andare avanti ???????”

Già, cosa ci spinge ad andare avanti? C’è chi vuole vincere le Olimpiadi, chi parteciparvi, chi vincere un Mondiale, chi indossare il body della nostra Nazionale, chi divertirsi, chi tenersi in forma, chi semplicemente raccontare. Lungi da me replicare a un quesito di carattere, allo stesso tempo, personale e generale.  Ognuno affronterà il delicato tema nella maniera a lui/lei più congeniale.

Nessun suggerimento, però condivido una conversazione di qualche sera fa. Messaggi che a rileggerli oggi mi provocano brividi di emozione. Lui è un canottiere azzurro, più volte medagliato, capace anche di salire sul gradino più alto del podio e, quindi, di consentirci di cantare l’inno di Mameli a un Mondiale.

La sua è una risposta indiretta alla domanda “cosa ci spinge ad andare avanti”, perché non stavamo parlando di quello, ma a maggior ragione ancor più calzante. Voleva smettere e, in occasione dell’ultimo test, si sentiva ormai sicuro di fare la scelta giusta appendendo i remi al chiodo. Eppure il destino ha voluto diversamente…

“Erano 4 intervalli dopo il primo mi sono fermato mi sono alzato dal remoergometro e ho detto tra me e me: ‘Io qui oggi smetto di remare, chi me lo fa fare di andare avanti’. Infatti non sono ripartito… Poi mi viene il mio allenatore vicino e mi chiede di farne uno solo.. Lo faccio. Viene fuori un tempone. Continuo a pensare tra me e me. ‘Tanto ho finito. Un altro non lo faccio…’ Avevo le lacrime agli occhi.  Il mio allenatore si riavvicina. ‘Scommetto 50€ che riesci a fare questo tempo. Io ci credo in te.” Allora salgo sul remoergometro e faccio addirittura 8 secondi meglio. 

Comincio a pensare che forse non è il momento di smettere. È il momento di venire fuori con tutta la rabbia che ho dentro. Tutta la rabbia di questi anni dove i tempi non venivano, dove le persone non credevano in me. È il momento di dimostrare che non si finisce mai di avere fame. Parto per l’ultimo. Parto pensando che di media totale è record di ben 10″ sul tempo totale.. Riesco a finirlo come forse non mi sarei mai aspettato… Non un tempo eccellente probabilmente, Marco, ma è un tempo che forse segna un nuovo inizio e non la fine”.

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