La grande marcia di Cesare

Cesare Gabbia
Cesare Gabbia

Il titolo mondiale Under 23, il bronzo agli Europei e la partecipazione ai Mondiali Assoluti. I primi due risultati in 4 senza e poi l’esordio iridato nell’Ammiraglia azzurra. Addirittura una doppia finale, B e C, in Coppa del Mondo a Lucerna, prima da titolare con Domenico Montrone e poi da riserva con Francesco Fossi, subentrando a Romano Battisti. Poteva esser stagione migliore per Cesare Gabbia? Difficilmente…  Genovese, lo scrivo con orgoglio, e genoano, quindi ne evidenzio l’abitudine alla sofferenza…  Nasce alla Canottieri Sampierdarenesi, papà Giuseppe è campione d’Italia con i colori rossoneri, e cresce alla Canottieri Elpis. Approfondiamo il Cesare-pensiero e le sue ambizioni in questa intervista.

Cesare, è vero che prima di remare rincorrevi un pallone?
“Sino a 15-16 anni ho giocato a calcio e poi sono passato al Canottaggio, sia su caldo consiglio di papà sia perché mi serviva una disciplina come questa per rimettermi in sesto dopo un incidente motociclistico”. 

Cosa hai trovato, in queste ultime stagioni, all’Elpis?
“Una seconda casa, anzi una famiglia che regolarmente  mi accoglie quando non sono in raduno a Sabaudia o Piediluco. Qui passo la maggior parte del mio tempo ad allenarmi e sono molto legato anche ai miei compagni”.

Belgrado. Ricordi qualcosa, in particolare, della tua prima medaglia?
“La vigilia. Ero riserva e, una volta capito che la febbre del mio compagno Mario Paonessa non sarebbe passata in fretta, mi è stato comunicato che sarebbe toccato a me. E’ stato un po’ come se mi fosse crollato il mondo addosso, ma ho saputo regger bene la pressione del momento”.

Il grande salto del 4 senza a Varese
Il grande salto del 4 senza a Varese

Cosa si prova nel fornire una dimostrazione di grande prontezza?
“Soddisfazione. I sacrifici sono stati ripagati nel migliore dei modi e lo stesso posso dire del Mondiale Under 23, con in aggiunta la grande gioia di poter festeggiare il successo a Varese davanti a un foltissimo pubblico azzurro”.

Su su, inquadraci gli altri tre campioni del mondo. 
“Sarò breve. Enzo Abbagnale? Cazzuto. Giovannone Abagnale? Instancabile. Marco Di Costanzo? Determinato. Un bel team, anche molto affiatato fuori dalla barca”. 

Quale lezione, invece, hai appreso dal Mondiale di Amsterdam?
“Occorre allenarsi sempre  di più perché i nostri avversari vanno come treni”.

E’ vero, il 2015 sarà una stagione fondamentale.
“Abbiamo ripreso i raduni, stiamo lavorando più e meglio degli anni passati. Io non mi nascondo, voglio conquistare un posto su una importante barca olimpica e qualificarla per Rio de Janeiro”.

Idee chiare. Allora ti provoco. Meglio la Stella (decimo scudetto) sulla maglia del Genoa 2016-2017 oppure un accredito olimpico, da Atleta, a nome Cesare Gabbia?
“Sicuramente la prima… No, dai sto scherzando! Meglio andare a Rio 2016 e, oltre a gareggiare, vivere anche le emozioni della cerimonia d’apertura. Poi chiaro che se arrivasse anche la Stella…”. 

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