Letterina di Natale ai 2 Giuseppe

 In genere, per chiedere qualcosa a Babbo Natale, scrivere il 23 dicembre forse è tardi ma in questo caso non mi scoraggio. Niente carta e penna, solo questa consumatissima tastiera. Se è vero che al barbuto uomo vestito di rosso purtroppo non credo più da molto tempo, diversamente agli uomini che hanno fatto grande il Canottaggio qualche anno fa credo ancora visto che siamo solo al giro di boa di questa traversata quadriennale. Pazienza, quindi, se in questo Natale non troverò nulla sotto l’albero…
“Sei stato buono o cattivo quest’anno?”. Non lo so. Forse, potessi salire sulla Macchina del Tempo e tornare indietro, cambierei la forma di alcuni pensieri espressi, ma non una virgola della sostanza. Qui, oltre alla cronaca dei fatti ed al racconto dei personaggi, si vuole principalmente soddisfare la curiosità (sempre grandissima) dei lettori e CanottaggioMania cerca sempre di giocare d’anticipo basandosi, sia nel racconto sia nel commento, su vicende vere e mai su illazioni. Anticipando le domande con risposte inconfutabili. Bene, su questa linea si andrà avanti, così come la marcatura stretta ma quel che mi voglio rimproverare, in merito al momento più caldo (durante e dopo i Mondiali Assoluti) dell’anno, è aver lasciato emergere il lato tifoso presente in ognuno di noi.  Quel fattore che a volte ci fa eccedere nel tono della critica quando, probabilmente, si dovrebbe lasciar più spazio alla riflessione.

Detto ciò, però, i silenzi (area tecnica) e le parole di circostanza (dirigenti federali) non forniscono elementi utili a riflettere e anzi alimentano ulteriori perplessità. Per questa e molte altre ragioni, le tante critiche di quest’anno, a te Presidente ed anche a te Direttore Tecnico, restano. Le malattie ed i ripetuti infortuni dei nostri Atleti. Sono il solo frutto della sfortuna? Ci sono i risultati dell’ultimo Mondiale, triste epilogo di una stagione in calando con, pure tra Europei e Coppa del Mondo, poche luci e troppe ombre nonostante una squadra capace di applicare il programma d’allenamento alla lettera senza mai discutere i notevoli carichi di lavoro. Troppo semplice, poi, catalogare il 2014 come un anno di transizione quando, invece, altre nazioni crescono (e di molto) rispetto alla più serena stagione post olimpica. Possibile che l’ingenerosa Amsterdam sia solo figlia delle condizioni  meteorologiche? E i successivi silenzi, quell’atteggiamento di chiusura che si legge nella mancata pubblicazione delle Circolari o del Piano Operativo, vanno in direzione contraria rispetto ai nobili propositi del Progetto Azzurro. Si può infine, ancora adesso, continuare a temere che le nazioni leader (e non) si dedichino allo spionaggio, ovvero siano tutte interessate ad avere notizie non solo sulla tecnica di voga o sul programma d’allenamento dell’Italia ma addirittura pure sul numero delle giornate e sui luoghi dei raduni federali?

Mi fermo qui perché non voglio tradire lo spirito natalizio. Del resto, ci sono anche delle positività. Anche se l’intento è dichiarato solo a 11 persone (il Consiglio Federale), poi  rimbalzato da CanottaggioMania ai suoi lettori, mi piacciono sia il coraggio sia l’ambizione di Giuseppe La Mura.  Non mi piaceva quando, dopo Lucerna, dichiarava che “il comportamento della squadra a Lucerna (2014, una sola medaglia contro le 5 del 2013 n.d.r.) rispecchia le mie aspettative”. Decisamente meglio a ottobre, a poche settimane dalla chiusura di un infelice Mondiale, quando affermava la possibilità di lottare per qualificare 9-11 barche, ad Aiguebelette in previsione delle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016.

Sono incoraggianti anche tutti i correttivi posti in essere insieme a Giuseppe Abbagnale per favorire la crescita squadra, come l’inserimento di nuove figure di supporto (es. il motivatore) oppure lo spostamento dei raduni femminili nella più gradita Pusiano.

Questa lettera di Natale si conclude con alcune richieste a entrambi i Giuseppe. Guardare avanti, tenendo presenti gli errori commessi nel 2014 e isolandoli dai fastidi dell’Eolo olandese. Mantenere, per favore, ben distinti i ruoli ed evitare, in futuro, episodi come il “copia e incolla” sulla valutazione politica del Mondiale dove non si capisce più chi è, tra i due, il Presidente e chi il Direttore Tecnico. Tenere sempre d’occhio il Progetto Otto ed i famosi 75 sotto stretto monitoraggio, perché qualcuno di loro inizia a sentirsi abbandonato…  Si torni a parlare al Canottaggio italiano del Progetto Azzurro, non solo nelle stanze (anche se certamente non segrete…) del Consiglio Federale. E non abbiate timore di nuove tempeste, quelle che poi portano a ridurre o tenere prudentemente nascosti gli obiettivi e quindi evitare la strada del giudizio, perché come dice Paulo  Coelho, “se camminassimo solo nelle giornate di sole non raggiungeremmo mai la nostra destinazione”. 

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