Nessuno vi può giudicare?

canottaggiomania_lamura_cattaneosabE’ un messaggio molto forte quello lanciato dal presidente dell’Associazione Nazionale Allenatori. “La Comunicazione questa sconosciuta” è il titolo di un Editoriale di Maurizio Ustolin e il riferimento è ai “responsabili di settore, sollecitati dal sottoscritto (Ustolin n.d..r.) nei mesi passati ad un intervento su I Quaderni, sollecitazione che non ha sortito gli effetti da noi sperati”. Un’altra occasione mancata, già, per una lucida analisi dell’attuale situazione del canottaggio azzurro.

Ustolin, molto gentilmente, chiedeva “come procede la preparazione della squadra olimpica, la reazione dei ragazzi alle giornate con il triplice allenamento, da dove inizieranno i prossimi impegni del CT degli junior, se si sta facendo qualcosa di nuovo per la promozione del canottaggio femminile, come si muoveranno gli universitari la prossima stagione, se studenteschi e CNU saranno nella stessa manifestazione”. Una ghiotta chance da cogliere al volo ma, a parte Cristina Ansaldi (Para-Rowing), non è arrivato nessun contributo dai responsabili di settore.

Racconti, spiegazioni e magari anche sincere condivisioni. Si, in molti tra addetti ai lavori ed i semplici appassionati si aspettavano questo dall’area tecnica azzurra e ciò non è avvenuto. Né sulla rivista dell’ANAC, né sul sito federale. Ma quindi come può La Mura pretendere un maggior supporto dai suoi colleghi operanti nelle Società, nel seguire la preparazione degli Atleti a casa, quando i suoi Federali non si curano, in oltre novanta giorni, di trovare il tempo per soddisfare una cordiale richiesta dell’Associazione Nazionale Allenatori inerente proprio l’attività degli Atleti stessi durante i raduni?

Comunicazione intesa come “un esporsi negativo con le proprie affermazioni alle critiche della gente”? Si, Maurizio, probabilmente ha ragione. Nessuno si vuole più esporre, neppure il nostro DT. Lo dimostra anche la non pubblicazione della relazione, molto ben dettagliata, presentata al Consiglio Federale quasi due mesi fa.

Chiariamo subito un concetto. Dei professionisti La Mura e Cattaneo, della loro storia e anche del generoso lavoro svolto in questi due anni, non si può che esser soddisfatti e orgogliosi. Il valore del nostro Direttore Tecnico va oltre le sue vittorie: è un pozzo di sapere da cui in ogni Conferenza, lo confermano gli interventi di questi giorni su questo blog, uomini e donne di tutte le età hanno il piacere di abbeverarsi. Franco è un giovane coach che, a soli 43 anni, può vantare tre medaglie olimpiche in altrettanto Olimpiadi ed altri preziosi successi internazionali.

Ma non possiamo, proprio in virtù dei ruoli che attualmente ricoprono, astenerci dal chieder pubblicamente conto delle loro azioni e, anche, delle loro dichiarazioni.  Luglio 2013. Cattaneo dopo Lucerna. “Questi risultati di oggi, di tutta la compagine, e quindi dal 1° al 12° posto, confermano anche che il canottaggio italiano, facendo le cose per bene e lavorando seriamente, può ritornare subito ad essere una grande nazione temuta e rispettata”. Settembre 2013. La Mura dopo Chungju. “Considerata la giovane età della maggior parte degli equipaggi, e lavorando ancora con la giusta mentalità e con il generoso impegno riscontrato quest’anno, si può ragionevolmente essere certi di ottenere il miglioramento delle posizioni ottenute in questo mondiale”.  Dopo la mancata crescita della squadra azzurra, si passa dai proclami ai silenzi. Ma perché? Per tener lontana l’incombenza di una valutazione che, in un verso o nell’altro, comunque le Società italiane opereranno tra 2 anni?

La Mura, Cattaneo e tutti i capi settore hanno le spalle sufficientemente larghe per sopportare ogni tipo di critica o pressione, quindi non sono spiegabili questi atteggiamenti che, purtroppo, non vanno in direzione del maggiore e proficuo dialogo con la base richiamato dal Progetto Azzurro di Giuseppe Abbagnale. Ma dove è il confronto, richiesto anche a gran voce da molti Tecnici societari durante la Conferenza e, a quanto pare, negato con la motivazione (?) dello scarso tempo a disposizione? L’arricchimento culturale e la maturazione professionale (anche se parliamo quasi esclusivamente di volontari) non si possono raggiungere soltanto attraverso una serie di lezioni ex cathedra.

Il timore, sempre più fondato, è che “Nessuno mi può giudicare” non costituisca soltanto il titolo della canzone di Caterina Caselli ma che diventi presto anche il leitmotiv di questa gestione federale.

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1 commento su “Nessuno vi può giudicare?”

  1. Marco, scusa, ti segnalo un piccolo refuso: nell’ultima riga del pezzo, hai scritto “diventi presto” invece di “ritorni ad essere presto”. Una piccola svista, certamente. La tua, non la loro.

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