Così ho visto la Conferenza (terza parte)

canottaggiomania_plateaAltri due Tecnici raccolgono l’invito di CanottaggioMania fornendoci la loro chiave di lettura della Conferenza di Terni. Così, dopo aver letto i pensieri di Federico Peluffo (Can. Varese-Lombardia), Ernesto Berretti (Can. Civitavecchia-Lazio), Giulio Basso (Rowing Club Genovese-Liguria) e Alberto Boccuto (CUS Bari-Puglia), ecco gli interventi di Gioia Sacco (Can. Firenze-Toscana) e Alessandro Polato (Can. Caprera-Piemonte). 

GIOIA SACCO

canottaggiomania_Sacco_Gioia“Ogni anno sembra una magia, ritrovare numerosi allenatori “vecchi e giovani” riuniti in una sala, senza la tensione di mettere a posto una barca, correre nel campo gara da una parte all’altra per vedere cosa fanno i nostri atleti ecc. Anche se non eravamo tutti, quest’ampia partecipazione ci fa capire che ci sono tantissime persone che ci tengono a questo sport e che ci tengono a fare il loro lavoro nel miglior modo possibile. E visto che ciò accade una volta l’anno forse dovremmo utilizzare al meglio questo tempo. E forse strutturare un po’ meglio il programma perché per certi aspetti sembrava quasi di essere a scuola seduti ad ascoltare la lezione, senza avere il tempo di poter aprire un dibattito. Forse non si poteva aprire un dibattito perché ovviamente eravamo in ritardo sulla tabella di marcia, un rincorrere il tempo per cercare di far parlare tutti i relatori. A parte i saluti iniziali la conferenza la apre Cattaneo che ci spiega cosa è accaduto nella conferenza FISA. Ci porta gli esempi della Nuova Zelanda e l’esperienza di Gary Hal, ci fa vedere una bozza del calendario Neozelandese e di quello che stiamo facendo noi. Per quanto riguarda l’esempio della Nuova Zelanda rimango sempre affascinata dalla semplicità con cui riescono a fare le cose, Franco ci ha mostrato un esempio di campionati scolastici di canottaggio e loro quest’anno sono riusciti ad avere un numero record di iscrizioni.  2000 e qualcosa, noi ci arriviamo forse nella manifestazione dei C. I. Ragazzi o al Festival. Questa semplicità ci fa capire come il sistema scolastico sposa la filosofia di “mente sana in corpo sano”, questo da noi è quasi impossibile. Cattaneo ci dice che i vari campionati neozelandesi finiscono tutti a febbraio in modo tale da poter allenare al meglio la squadra assoluta per la preparazione dei mondiali. Questo esempio dovrebbe far aprire gli occhi un po’ a tutti, io credo che forse il nostro calendario dovrebbe essere strutturato meglio, anche perché i ragazzi di oggi non sono quelli del passato. È una vita che l’ANACC cerca di anticipare i vari campionati, ma viene ascoltata forse il giusto perché, come si può vedere, i C.I. assoluti sono a settembre una settimana dopo il mondiale e i C.I. Parà-rowing sono dopo 3 settimane. I nostri ragazzi avranno voglia di mettersi al confronto?
La parola passa a Molea. Ci spiega la strada che percorre un allenatore, secondo me poteva incorporare anche una sintesi del nuovo Codice delle Regate, visto che lo hanno affrontato nei corsi di 2 e 3 livello. Non ci poteva essere una parentesi anche nella conferenza? E quindi aprire un dibattito per vedere cosa ne pensavamo?
Poi la parola passa ai vari relatori che ci hanno illuminato-rinfrescato alcuni concetti importanti. Ho apprezzato moltissimo l’intervento di Villari, che ha spiegato cose difficilissime in un linguaggio molto semplice senza mai entrare nello specifico di termini medici.
E questa prima giornata si conclude con la parola a Galtarossa che in un tempo ristretto ci ha portato alcuni suoi personali aspetti della sua lunga esperienza di atleta e chi meglio di lui ci poteva far capire la mentalità di un atleta di alto livello.
La mattina seguente si riparte con il saluto di Ciuffetti e con l’interventi di Di Mario e Melelo che ci illuminano o rinfrescano su vari aspetti della forza e nutrizione degli atleti, per arrivare al momento del dottor. La Mura che si contraddistingue per la sua calma (forse un po’ troppa) e semplicità iniziando a parlare della gradualità dei carichi abbracciando un po’ tutte le categorie dai piccoli ai grandi. Si allungano i tempi o forse, come ci ha fatto notare, che c’era stato già un ritardo da parte dei relatori.  Quindi, nel momento forse il più interessante di tutta la conferenza, quello del video del gesto tecnico, si trova a rincorrere il tempo e combattere la tecnologia dei video del 2004. Non si sa per quale problema tecnico ma non riescono a farci vedere la parte rallentata del gesto del doppio di Alessio e Rossano. Forse è stata una brutta chiusura di questa giornata perché la maggior parte delle persone, prima dei video, ha deciso di iniziare il viaggio verso casa. La parte che ci riguardava da vicino (video delle gare di quest’anno) non è stata affrontata con l’attenzione necessaria. 
Ritorno a casa con qualcosa in più e con qualche dubbio che sono stati a sua volta un ulteriore dibattito in pulmino per il viaggio verso casa, in modo tale da confrontarci su cosa è accaduto in questi giorni.
Concludo dicendo che anche se sono argomenti che ho già sentito è importante ri-ascoltare per cercare di capire quel dettaglio che caso mai mi è sfuggito la prima volta. Sono  più consapevole della strada che ho deciso di affrontare, per essere un domani una brava allenatrice”.

ALESSANDRO POLATO 

canottaggiomania_Polato_Alessandro“Conferenza ben organizzata, con interventi competenti. Ho apprezzato particolarmente Villari e Di Maio. Tutte le testimonianze erano coerenti tra loro ed hanno toccato, nel loro insieme, tutti i temi dell’attività sportiva. Psicologico, tecnico e fisico. Mi è parso un pò sottotono l’intervento di Romagnoli, in quanto, più che sul metodo di lavoro generale, mi è parso concentrato sul suo approccio specifico al lavoro. Il Dottore, per sua stessa ammissione e scelta, è rimasto legato al passato ed ha proiettato numerosi lucidi, spesso ritoccati e impreziositi di sua stessa mano. Anche se non ha più la verve di una volta, La Mura sa sempre come catturare l’attenzione grazie alla sua competenza. A causa del prolungarsi degli interventi dei relatori precedenti, non ha avuto a disposizione tutto lo spazio che avrebbe meritato. Poche ore a disposizione, però ora noi Tecnici abbiamo la possibilità di approfondire il nostro percorso”.

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1 commento su “Così ho visto la Conferenza (terza parte)”

  1. A mio modesto parere credo che la tecnica La Mura abbia la stessa Verve di venti anni fa, ha dimostrazione di questo basta vedere i campioni olimpici Neozelandesi che remano esattamente come Il Dr. La Mura insegna.

    Riguardo il tecnico Romagnoli noto con dispiacere che non abbia avuto l’opportunità di continuare a migliorare quegli atleti campioni del mondo junior di quache anno fa.

    La storia e le statistiche dimostrano che per avere dei campioni olimpici bisogna crescere ed affermare le leve giovanili.

    Romagnoli lo ha fatto, ottenendo risultati nel settore maschile junior invidiabili dai paesi ormai non più esistenti come la DDR.

    Non capisco come un tecnico delle sue capacità possa essere costretto a ricominciare tutto di nuovo da capo con il settore femminile.

    Il fatto di non vedere un tecnico come Romagnoli alla guida di un 8+ Senior maschile mi lascia stupito e credo dispiaccia a molti colleghi allenatori.

    Un uomo che per la prima volta nella storia ha vinto un campionato del mondo junior si sarebbe meritato delle opportunità in più.

    Non entro in merito ai successi della DDR supportata dal centro LIPSIA e al presunto doping di stato in quanto il commento si allungherebbe troppo….

    Saluti,

    Daniele Panicucci.

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