Gli Oscar 2014 della FISA? Non sono i nostri…

Roger Barrow
Roger Barrow

Il Canottaggio ad altissimo livello, ormai si fa solo in Oceania. Così pare, almeno, dalle valutazioni della stanza dei bottoni. Mi chiedo perché se il “board” della FISA si è talmente innamorato di kiwi e canguri allora non sposta la sua sede laggiù, a Sidney o Karapiro… Va bene, qui si scherza, ma resto certamente sorpreso dai World Rowing Awards. Non sono così pazzo dal mettere in dubbio il valore del due senza (nel 2014 anche due con) Murray-Bond, della singolista Emma Twigg o del para-rower Eric Horrie ma il segnale che però lancia la nostra Federazione internazionale è unilaterale, non universale.

Murray e Bond ricevono questo riconoscimento per la terza volta in quattro anni. Stratosferici, certamente i migliori canottieri viventi, ma possiamo, per favore, porre un limite alla riconoscenza che, oggi come oggi, sconfina quasi nella genuflessione?  A volte, si deve ragionare con il cuore e non con il cronometro. Per me, quest’anno, il miglior equipaggio maschile è il doppio della Croazia. I fratelli Martin e Valent Sinkovic sono stati capaci di vincere in questa specialità scendendo in corsa dal treno del 4 di coppia a causa dell’infortunio di un compagno. Dopo il titolo mondiale vinto nel 2013 a Chungju, si sono ripetuti l’anno successivo ma in una specialità differente e in una situazione di emergenza.

Perplessità anche sulla scelta di Emma Twigg.  Padrona del singolo e brava nel “vendicarsi” dell’australiana Kim Crow, ma premiare il secondo titolo mondiale consecutivo nel quattro di coppia femminile della Germania (già vicecampione olimpico), con annesso record mondiale, non avrebbe certamente fatto gridare allo scandalo.

Lasciando da parte Gianni Postiglione, già incensato in due occasioni nel 2006 e nel 2009, avrei poi preferito vedere incoronato  Roger Barrow, il manager dell’alta performance sudafricana. Con un budget limitato, quest’uomo ha portato il suo Paese alla storica vittoria olimpica del quattro senza Pesi Leggeri e, quest’anno, a raggiungere sette finali (con otto barche iscritte!) ai Mondiali di Amsterdam vincendo il titolo mondiale (anche se con l’aiuto di Eolo…) nel doppio Pesi Leggeri ed il bronzo nel due senza. Invece  la FISA stende il tappeto rosso per il danese Bent Fransson e per il suo 4 senza PL…

Totale condivisione e massima stima per l’australiano Erik Horrie, al bis iridato ad Amsterdam e capace, in 4 anni (prima giocava a basket in carrozzina) non solo di porre definitivamente fine all’impero dell’inglese Tom Aggar nel singolo Para-Rowing ma anche di conquistare un bronzo all’esordio (2011) e poi l’argento a Londra 2012.

Non andava neppure sottoposto a votazione il  “World Rowing Distinguished Service to Rowing”. Denis Oswald, 25 anni di presidenza FISA e negli 11 anni precedenti Segretario Generale, riceve un giusto e meritato tributo. Interessante sottolineare come il numero di paesi aderenti alla FISA si sia più che raddoppiato sotto il suo regno: da 67 a 142.

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