Ma quali cambiali?

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Giovanni Malagò e Davide Tizzano

Sulla Gazzetta dello Sport di ieri, nella sua rubrica “Palazzo di Vetro”, il vicedirettore Ruggero Palombo affronta ancora la questione dei contributi assegnati dal CONI alla Federazioni Sportive Nazionali. Nella classifica degli aumenti in percentuale, al primo posto c’è il Tennistavolo, al secondo il Golf,  al terzo la Pallamano, al quarto la Pesistica ed al quinto il Badminton.  A prima vista, effettivamente, si fa fatica a capire quanto la scelta di strizzare maggiormente l’occhio agli sport con maggiori prospettive olimpiche possa coniugarsi con il valore, presente e futuro, di queste cinque discipline. “Passi per il Golf – scrive Palombo – Per Tennistavolo, Pallamano, Pesistica e Badminton ci vuole una gran bella professione olimpica di fede per credere in un futuro migliore di un passato prossimo impalpabile. Ammesso e non concesso che a Rio tutte queste discipline riescano a esser in qualche modo rappresentate”. 

E quindi, a cosa pensare? “Rispunta fuori la chiacchiera delle cambiali che Malagò deve pagare con i sui piccoli grandi elettori”, scrive il vicedirettore della Gazzetta, elencando poi il ruolo svolto da alcuni di questi presidenti federali nella battaglia elettorale di Malagò.

Ma quali cambiali? Pensiamo, ad esempio, a quanto (poco) ha avuto il Canottaggio. Abbagnale e Tizzano sono due grandissimi sostenitori del nuovo corso del Coni e godono  di ottima considerazione presso colui che da due anni regge la barra del timone olimpico. Al nostro Vicepresidente, tra l’altro, è stato affidato il compito di rappresentare lo sport italiano tra i paesi del Mediterraneo e, a fronte di un compenso annuale di 40 mila euro, di supportare i centri di preparazione olimpica di Roma, Formia e Tirrenia sviluppando anche attività formative di Alto Livello.

Il nostro sport ha una  spiccata tradizione olimpica, grazie alle sue 36 medaglie, e in quanto a tesserati la nostra Federazione ne ha più di Tennistavolo e Pallamano messi insieme.

Ma poi, stringi stringi, nonostante quanto sopra elencato nella classifica degli aumenti il Canottaggio si trova addirittura al trentesimo posto  (10%, per il Tennistavolo il 28%) quando, invece, avrebbe avuto bisogno di ben altra spinta economica per affrontare la delicata stagione preolimpica.  Qualcuno può aiutarci a capire il perché?

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