Aumenti contributi alle Federazioni. Il Canottaggio sorride poco.

canottaggiomania_Abbagnale_Fabbricini_MalagoL’annunciato aumento del contributo Coni alla FIC (clicca qui) c’è ed è confermato dal comunicato della Giunta Coni. C’è un calo nei fondi assegnati dal Governo per la parte Sportiva, da 150 a 139 milioni (-7%), ma la mannaia si abbatte sul Calcio: meno 25 milioni di euro (-40%) e quindi possono sorridere tutte le altre 44 Federazioni. 

In base alla nuova ripartizione, quindi ai nuovi criteri non più incentrati sul numero di tesserati e la visibilitàla Federazione Italiana Canottaggio vede crescere il suo contributo di 307.000 euro. Praticamente il 10%. Ma in rapporto alle altre discipline sportive possiamo ritenerci soddisfatti oppure no?  In attesa di meglio conoscerne i principi ispiratori di questa manovra, dobbiamo semplicemente osservare la  realtà dei numeri.

Prima, la “postilla” delle dichiarazioni di Malagò all’ANSA, secondo cui i contributi del Coni alla Federazioni poggeranno d’ora in avanti “su un criterio di produttività. Finora c’erano Federazioni che avevano troppo e altre troppo poco. Certo non si può dire che questo è un provvedimento uscito dall’oggi al domani. Ci saranno nuovi parametri che verranno di anno in anno rivisti sulla base dei risultati”. 

A vedere la tabella del Coni (clicca qui), la Federazione Italiana Canottaggio è al 30° posto nella classifica della percentuale di incremento e al 21°, invece, in merito alla maggiore quantità di euro per lei stanziati rispetto al 2014. Trentesimo e ventunesimo su quarantaquattro. Scivoliamo poi dal nono al dodicesimo posto nella graduatorie delle Federazioni Sportive Nazionali più sovvenzionate. Dal 2014 al 2015, con i nuovi criteri, ci superano Tennis, Pallavolo e Pallacanestro. Produciamo poco?

Torniamo alla domanda di prima.  Possiamo ritenerci soddisfatti? In base a questa tabella, sicuramente NO. La prima pagina del programma Abbagnale, il cui titolo è “Squadra Nazionale Vincente”, recita così. “Per il nostro sport , fatto di impegno,  lavoro e dedizione, il sogno olimpico deve essere al centro del progetto federale e deve essere il riferimento su cui parametrare le nostre  attività”.  I primi due anni della sua FIC sembrano proprio ben sposarsi con la nuova filosofia di assegnazione dei contributi ma, dati alla mano, non pare proprio godere del meritato riconoscimento da parte del Comitato Olimpico Nazionale Italiano.

 

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12 pensieri riguardo “Aumenti contributi alle Federazioni. Il Canottaggio sorride poco.”

  1. Se tra i criteri si valutano il numero dei tesserati è evidente il motivo per cui ci superano Tennis, Pallavolo e Pallacanestro; ma dopo i risultati di quest’anno possiamo veramente chiedere maggiore riconoscimento per quanto riguarda la “Squadra Nazionale Vincente” ?

  2. Credo che le dichiarazioni di Giuseppe Abbagnale circa la Squadra Nazionale Vincente e che “per il nostro sport , fatto di impegno, lavoro e dedizione, il sogno olimpico deve essere al centro del progetto federale e deve essere il riferimento su cui parametrare le nostre attività”. Quale è il progetto federale? Scivolare dal nono al dodicesimo posto nella graduatorie delle Federazioni Sportive Nazionali più sovvenzionate.e, infatti, dal 2014 al 2015, con i nuovi criteri, ci superano Tennis, Pallavolo e Pallacanestro. Forse non produciamo abbastanza nonostante il “Progetto Federale” il cui impegno coinvolge direttamente il Presidente Abbagnale, lo zio La Mura e l’intero Consiglio Federale che ha avallato tutte le scelte fin qui operate. E, infine, non sappiamo come la pensi la “Preparazione Olimpica CONI” di cui è autorevole membro Carlo Mornati che, a suo tempo, fece il diavolo a quattro per cacciare il Presidente dell’epoca.

  3. Franco e Sergio, non è così. Tennistavolo (12.000 tesserati) e Pallamano (24.000) sono rispettivamente prima (28%) e terza (27%) nella classifica dell’aumento dei contributi…. Insieme non fanno i tesserati della nostra FIC.

    1. In realtà io ho parlato solo di tennis, pallavolo e pallacanestro………
      Per il resto condivido pienamente quello che dici anche sull’ultimo articolo.
      Ci sono tanti modi per “pagare le cambiali”, e non è necessario coinvolgere tutta la federazione…………

    2. Ok Marco, ma non si possono fare i conti in questa maniera, è fuorviante. E’ vero che il tennistavolo ha avuto un aumento del 28% ma su un milione e mezzo, meno della metà del contributo di partenza del canottaggio. Può anche essere comprensibile: al netto di altre motivazioni a noi sconosciute si può parlare di un piccolo intervento di riequilibrio delle risorse. Diverso sarebbe stato se il 28% di aumento l’avesse avuto chi prende 4 milioni di contributo.
      E’ verissimo ciò che sottolinea Franco, invece, nel suo intervento, non è necessario coinvolgere tutta la federazione nelle operazioni di pagamento della cambiale elettorale: mi pare che l’operazione “paghetta” ai presidenti di federazione (carica che sino a due anni fa era totalmente onorifica, mentre ora non lo è piu) e ad altri altissimi gradi federali, con un incarichi lautamente compensati, lo dimostrino. O penso male?

      1. Ciao Sergio, in merito ai tuoi presunti “cattivi” pensieri, i lettori hanno elementi per giudicare i fatti raccontati, sinora mai confutati, e farsi una bella opinione! Sul fatto che faccio conti in maniera fuorviante, ti ribadisco il mio pieno (e aggiungo orgoglioso, così ti arrabbi un po’…) disaccordo e ripeto ancora. Ma per quale ragione poi si annunciano nuovi criteri più vicini a chi ha davanti concrete ambizioni olimpiche e poi si avvantaggiano, invece, altre FSN che forse neppure vedremo a Rio? Aggiungo poi che se esiste un riequilibrio di risorse non lo ritengo affatto comprensibile, alla luce del fatto che esistono sport molto costosi (il Canottaggio è tra questi) ed altri molto meno!

  4. Una cosa sono le ambizioni, altra cosa la realtà dei fatti. Per ora di concreto c’è molto poco. Che le cambiali siano già state pagate in in altre forme, più private? Certo, siamo ben lontani dagli orgogliosi proclami di due anni fa.
    Il fatto, poi, che il canottaggio sia uno sport più costoso del tennistavolo è un problema che riguarda principalmente il canottaggio, che mi pare non ne voglia sapere di trovare strade meno dispendiose e più lungimiranti, a danno delle società, che da due anni in qua devono arrangiarsi senza aiuti di sorta. Una politica miope, tutta tesa a consumare il consumabile senza investire realmente sul futuro. Mah, chi vivrà vedrà.

    1. Caro Sergio, ho letto e riletto il tuo commento più volte e non sono riuscito a comprendere il senso della frase…..”mi pare non ne voglia sapere di trovare strade meno dispendiose e più lungimiranti” …., puoi essere più chiaro ? Ovviamente è pura curiosità, scevra di qualsiasi intento polemico o dettata da mero campanilismo !!!!!

    2. Caro Marcello, nel quadriennio 2009-2012, il tentativo dell’allora Consiglio federale fu quello di perseguire un’armonizzazione fra costi, investimenti per il futuro ed aiuti alle società affiliate. I costi li conosciamo: sono principalmente quelli che hanno a che fare con la preparazione olimpica, atteso che quelli per il funzionamento sono poco comprimibili (gli stipendi vanno paganti e l’organizzazione federale, molto piu complessa di quanto si creda, ha costi difficilmente emendabili). Creare una pletora di capi settore senza responsabilizzarli direttamente nella gestione dei badget, moltiplicare i tecnici e fare una politica di ampliamento del numero di equipaggi in gara prescindendo dalla qualità, ha sicuramente diversi significati e dei vantaggi (anche politici) ma anche dei costi che sono ormai difficilmente sostenibili senza andare a intaccare le (limitate) risorse disponibili per altri ambiti della vita federale. Purtroppo i tempi delle vacche grasse sono irrimediabilmente lontani e non torneranno, ragion per cui è prioritario mettere in campo una politica di oculata gestione delle risorse disponibili.
      Nel contempo una federazione lungimirante non può non tenere conto che esiste una base che va incentivata ed aiutata. In che modo? A puro titolo di esempio ti cito un provvedimento di allora: creare, in accordo con il cantiere sponsor tecnico della nazionale, un sistema di acquisto e relativa scontistica delle imbarcazioni federali che dopo 4 anni potevano essere rivendute alle società rientrando quasi totalmente delle spese sostenute e dando nel contempo la possibilità alle società di acquistare a prezzi pari a 1/3 di quello di listino le stesse imbarcazioni, pressoché nuove (a titolo di esempio la mia società acquistò all’asta federale il 4 senza pl Empacher di Pechino 2008 a meno di 7000 euro. Risparmio per la Federazione che rientrava dei costi sostenuti per gli acquisti e nel contempo aiuto alle società che rinnovavano il parco barche a costi molto ridotti. Ma questo non piacque all’attuale gestione che ha immediatamente censurato un sistema ormai a regime, ma non premetteva una gestione privatistica e clientelare delle risorse. Lo stesso vale per i contributi a fondo perduto e per le scontistiche messe in atto per l’acquisto da parte delle società delle barche per il Coastal.
      In un’altra lettera su questa rubrica si parla di debiti della Federazione. Debiti? Non mi risulta che la Federazione abbia debiti, semmai ha (o aveva) ammortamenti in corso derivanti da investimenti, che sono cosa ben diversa dai debiti, lo so anche io che non sono un economista.
      Sarebbe un discorso lungo e complesso da affrontare in questa sede e mi fermo qua, ma ti posso garantire che tutta la precedente gestione si è impegnata in una politica tendente a incentivare la crescita e la ricerca di qualità. Non tutte le ciambelle sono riuscite col buco, ma diversi settori ne hanno giovato, uno per tutti quello giovanile, che ha creato allora le attuali nuove leve olimpiche. Il tutto con un’attenzione quasi maniacale la spesa da parte del Presidente e dei dirigenti addetti.
      Non mi pare che l’ attuale gestione – che fa confusione fra debiti e deficit – sia partita da concetti analoghi: abbiamo assistito ad una riversamento di tutte le risorse nel settore tecnico, con danno per le società che sono tornare a doversi arrangiare senza alcun aiuto di sorta. Nel contempo scopriamo che alti dirigenti prendono somme notevoli (per il nostro sport) dal CONI a vario titolo. Legittimo, per carità ma non molto bello, anzi, sicuramente molto poco edificante, perfettamente in linea con l’immagine dell’Italia di oggi.

  5. …Butto lì un po’ di spunti per una riflessione un po’ più ampia (lasciando al bravissimo Marco il compito di svilupparli, se ne avrà voglia).
    – Per quanto riguarda la FIC: pur condividendo le riflessioni di Marco, io guardo il bicchiere mezzo pieno, e sinceramente, in un bilancio generale in cui i contributi CONI 2014-2015 hanno subito una riduzione di oltre 10 milioni e mezzo di Euro, io avrei già ritenuto una buona notizia la mancanza di tagli alla nostra Federazione. E guarda un po’, non solo non ci sono stati tagli, ma addirittura un aumento di oltre 300 mila Euro. In questo senso, trovo che un taglio di oltre 25 milioni alla FIGC sia un buon segnale da parte del Coni (personalmente io sono per contributi ZERO alla FIGC, ma comprendo anche la “Realpolitik” di Malagò e non me ne lagno; è comunque un discorso che non è il caso di affrontare qui).
    300 mila Euro in più per la FIC sono troppo pochi rispetto alle altre FSN? Forse sì, e su questo concordo con Marco, ma la mia preoccupazione è semmai quella di SPENDERE BENE i maggiori contributi del Coni. Come utilizzeremo questo denaro? E’ chiedere troppo che una parte di questa maggiore entrata (facciamo la metà?) la si impieghi per ridurre l’indebitamento e la restante parte per il Settore Tecnico? E’ questo l’aspetto che mi preoccupa di più e sul quale attendo di sapere come la pensa il nostro Consiglio Federale.
    Più in generale: come direbbe il compianto John Lennon “you might say I’m a dreamer”, ma quello che mi aspetterei dal Coni è un indirizzo più generale teso anche ad aumentare la resa dei contributi annuali.
    Mi spiego meglio: premesso il massimo rispetto per TUTTE le discipline sportive, che all’intero movimento dell’Atletica Leggera vadano 5 milioni, e che tra Tennis, Badminton, Tennis tavolo e Squash ne vadano in tutto oltre 5 milioni e mezzo, mi pare un’autentica follia. Abbiamo davvero bisogno di tutte queste Federazioni? Abbiamo davvero bisogno della Federazione Medici Sportivi, di una Federazione Hockey su prato scissa da quella di Hockey-pattinaggio e di una Federazione Judo-Lotta-Karate-Arti Marziali separata dalla Federazione Taekwondo? Se ne può almeno ragionare? Grazie a tutti per l’attenzione è scusatemi, sono prolisso…

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