Buono per remare e… per i tuoi risparmi: Morten Joergensen

Morten Joergensen
Morten Joergensen

Primo della classe. In Europa, nel Mondo e Olimpiadi, anche, se dopo l’alloro di Pechino, gli sono fatali 32 (Sudafrica) e 7 (Gran Bretagna) centesimi per la riconferma a Londra. Pazienza, vincere un bronzo olimpico non è comunque equivalente al contrarre la peste bubbonica, non deve far poi così male…

Morten Joergensen è una  delle “living legends” del canottaggio danese. A maggior ragione quest’anno, grazie anche al nuovo record mondiale (in semifinale ai Mondiali) nel quattro senza Pesi Leggeri. Vanno in frantumi i sogni di gloria neozelandesi ad Amsterdam nel giorno della riconferma, per il secondo anno di fila, del titolo iridato per la Danimarca.

Trenta ore d’allenamento settimanali, in più il nuovo “mestiere” di papà. “Da ragazzino, giocavo a calcio ma un infortunio durante un allenamento invernale, con un recupero completo previsto nell’arco dei successivi sei mesi, mi ha in pratica spinto verso il canottaggio, sport provato a scuola. Non mi è andata proprio male…”. La prima medaglia, nel suo caso vinta con l’otto leggero in Coppa del Mondo (Lucerna 2006), ma “ogni podio ha un sapore particolare, perché conquistato con compagni quasi sempre nuovi”.  Joergensen vince l’Olimpiade, rimpiazzando l’infortunato Bo Helleberg, senza passare dal successo iridato. Sul “cambio volante”, a Pechino, racconta. “Ho pensato di essere parte del gioco, mi sono concentrato sulla possibilità di dare il mio meglio per aiutare i nuovi compagni. Non salivo sul 4 senza da un anno e mezzo ma due settimane di prova sono state sufficienti per convincere l’allenatore”. 

Eskild Ebbesen, idolo o comunque punto di riferimento di molti Pesi Leggeri nel mondo. “Remare assieme a lui è un piacere, non avevo mai incontrato un atleta come lui. E’ profondamente innamorato di  tutto ciò che significa canottaggio”. Kasper Winter tiene “buona parte della chiave del mio successo, perché abbiamo capito come remare insieme”. 

Joergensen spiega sempre a WorldRowing (è l’atleta del mese di Ottobre) che il quattro senza leggero danese trascorre la maggior parte del tempo possibile sul proprio lago ma, remoergometro a parte, anche mountain bike e  corsa sono validi metodi di allenamento alternativo. Una sessione di dura? 18,5 chilometri a 24 colpi.

Morten si alza generalmente alle 6 quando termina, generalmente, la notte per il figlio Oscar. Alle 7 va al lavoro, fa il consulente finanziario 30 ore alla settimana. ed alle 15:30 fa il suo rientro a casa. Testa all’allenamento dalle 16:45 alle 19, a casa per cena alle 19:30 ed a letto alle 22. Ama anche pesca e caccia e, in merito al suo futuro, è sicuro che dopo Rio de Janeiro 2016 si prenderà una pausa.

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1 commento su “Buono per remare e… per i tuoi risparmi: Morten Joergensen”

  1. “That’s the outline of my day with a 30-hour workweek besides my training.” Non vuol dire 30 ore di lavoro d’ufficio più l’allenamento? Che però sembra molto poco, al massimo un paio d’ore al giorno, non arriva certo a 30 a settimana.

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