La Mura al Consiglio Federale: “9-11 barche competitive per la qualificazione a Rio”

canottaggiomania_lamura_giuseppeNon l’abbiamo dimenticata, né volutamente oscurata. Piatto forte del week end romano, tra Consulta e Consiglio Federale, è stata senz’altro la relazione di Giuseppe La Mura, sintetizzata in un comunicato stampa federale (clicca qui). CanottaggioMania pone la sua lente di ingrandimento su alcuni passaggi molto importanti. Finalmente, almeno per il Mondiale pre-olimpico, scopriamo gli intenti dell’area tecnica federale. Ma,  prima,  ci soffermiamo sulla sua analisi dell’ultima rassegna iridata. 
“I risultati del Mondiale di Amsterdam sono stati pesantemente influenzati dal vento e in maniera determinante anche dalle decisioni della commissione addetta alla regolarità delle competizioni, decisioni non sempre eque e a volte non tempestive”. E’ questo il parere del DT, contenuto all’interno del resoconto presentato al nostro “board”. Per rafforzare il concetto in merito all’impossibilità di effettuare una corretta valutazione del Mondiale, ecco anche la citazione di Wittgenstein. “Su ciò di cui non si può parlare si deve tacere”.  Non torniamo più sull’argomento  ma, ci perdoni il cattivo pensiero, ci pare quasi che ad Amsterdam le barche azzurre siano state prese di mira dalla celebre nuvola di Fantozzi.

L’analisi della stagione 2014, con i punti di forza e debolezza della squadra azzurra, è accurata e, come piace a noi, maniacale sotto ogni punto di vista. Aspetti della preparazione fisiologica, tecnica, tattica e psicologica. Attenzione, poi, anche all’apporto dello staff medico-scientifico e, ancora, alla capacità di superare gli eventuali traumi da sconfitta in modo tale da rafforzare il carattere dei nostri Atleti e delle nostre Atlete. Come gli ha chiesto un mese fa anche CanottaggioMania, La Mura conferma che sarà anche più vicino alla Squadra, intervenendo maggiormente nel corso dei raduni.

E’ condivisibile anche il restringimento della rosa, dato che anche noi eravamo del parere che i primi due anni dovevano coincidere con la maggiore apertura possibile ai giovani e all’inserimento di nuovi elementi nella squadra azzurra. Mai, a differenza di altri, abbiamo criticato i maxi-raduni. Mai abbiamo scritto che la Federazione ha buttato via i soldi puntando su spedizioni extralarge per i Mondiali. Qualche dubbio, semmai, ce lo porta la volontà di dividere Atleti ed Atlete in poli decentrati anche perché quest’area tecnica ha sempre messo in evidenza la necessità di vivere tutti (Senior, PL, Donne) sotto lo stesso tetto perché tramite il confronto c’è il progresso. Anche in questo caso, come è nostro costume, aspettiamo i risultati senza voler assumer le sembianze di Cassandra.

E gli obiettivi? Se le linee guida federali sembrano volutamente tese a generalizzare, “raggiungimento di alti obiettivi comuni che coincidono con il raggiungimento del massimo risultato possibile”, La Mura almeno tocca l’argomento Olimpiadi. Il DT sottolinea  che fare previsioni sul numero delle medaglie olimpiche “sarebbe esercizio di preveggenza magica”.  Non solo oggi, “ma nemmeno dopo l’ultima gara dell’anno olimpico”, è impossibile pronunciarsi. Ma consentiteci un’osservazione, cari La Mura ed anche Abbagnale. Nessuno vi chiede di indicare con precisione cosa porteremo a casa dal Brasile ma almeno di render note, come fanno le maggiori potenze remiere (voi giustamente collocate l’Italia tra quelle), le vostre aspettative (insieme alla strada da percorrere) e condividerle con il movimento remiero. Troppo?

Se il Presidente, in ogni luogo, si chiude a riccio “lavoriamo per qualificare alle Olimpiadi il maggior numero di barche” (potrebbero essere 2 barche come tutte e 14, chi lo sa!)  La Mura è senz’altro molto più preciso. In chiusura di relazione, infatti, parla di “tre o quattro equipaggi femminili, i due equipaggi PL, quattro o cinque equipaggi maschili Senior”. Quindi, a suo avviso, possono lottare per la conquista del pass olimpico dai 9 agli 11 equipaggi.

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2 pensieri riguardo “La Mura al Consiglio Federale: “9-11 barche competitive per la qualificazione a Rio””

  1. Se non altro, dobbiamo dare atto al nostro DT di avere espresso (almeno lui) una linea programmatica, che è già un buon punto di partenza per capire dove siamo e dove vogliamo arrivare. Mi lascia un po’ perplesso la sua lamentela sul vento (che ci può anche stare, ma non mi si venga a dire che il risultato complessivo della Squadra è stato stravolto dai capricci di Eolo…) ed ancora più perplesso quella sulle “non sempre eque” decisioni della Giuria di gara. Fosse vero, sarebbe interessante sapere perché alle decisioni ritenute “inique” non abbia fatto seguito un reclamo formale…

  2. E’ umano trovare giustificazioni per i risultati non proprio brillanti di Amsterdam 2014. Il dr La Mura, spulcia spulcia, ne ha trovate almeno due: il vento e la Giuria. Bene se va bene per il Presidente ed il Consiglio Federale, dobbiamo essere soddisfatti anche noi. Marcello Pesce

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