Italia a picco, i doppi PL giù dal podio

canottaggiomania_Amsterdam_bandiereDopo la prima giornata di finali, ci resta una sola carta da giocarci e confidiamo sia un asso. Non possiamo, però, dire che il doppio di Romano Battisti e Francesco Fossi avrà, domani all’una, sulle spalle la  responsabilità di salvare il Mondiale dell’Italia. Il fallimento, amplificato dai risultati di oggi, è sotto gli occhi di tutti. Sembrava fossimo usciti dal baratro Londra 2012 dopo un frizzante anno post olimpico e invece, in una stagione in cui si chiedeva al remo azzurro non medaglie pesanti ma nuovi segnali di crescita, scopriamo che Amsterdam è la nostra valle di lacrime. Una nuova tappa della via crucis, ancora più struggente, iniziata agli Europei di Belgrado e proseguita in Coppa del Mondo. 

Pietro Ruta e Andrea Micheletti
Pietro Ruta e Andrea Micheletti

Oggi, lo diciamo prima noi sperando non sia l’ancora di salvezza a cui decideranno di aggrapparsi i nostri tecnici federali, sui risultati incide parzialmente anche la condizione del campo di regata. Non determinante nel caso del doppio leggero femminile, anche perché in caso di applicazione della regola FISA in merito all’inversione delle corsie ci sarebbe toccata al più acqua 5, ma sicuramente propizia a due degli avversari di Pietro Ruta e Andrea Micheletti, Norvegia e Sudafrica, per cui gli ultimi 500 metri si sono trasformati in una vera e propria autostrada a danno anche della favoritissima Francia. Mille metri perfetti per la coppia lombarda, con il fiato sul collo di Delayre ed Azou. Poi qualcosa si rompe nella sinfonia azzurra indipendentemente dalla situazione del campo di regata: Norvegia e Sudafrica mettono il turbo e poco dopo i 1500, per noi, la partita si chiude.  Podio strappato da Eolo? La Francia, in acqua 4 e più esposta alle intemperie, riesce comunque a limitare i danni: 1’30”95 nell’ultimo quarto, in cui noi registriamo un crono largamente superiore (1’34”21). Certo la riassegnazione delle corsie avvenuta poco dopo sa di grande, grandissima beffa ma è anche indice della scarsa considerazione di cui gode la nostra Federazione in orbita internazionale. Non rimuginiamoci troppo, guardiamo al futuro. Pietro ed Andrea meritano comunque un plauso per l’aggressività  e l’incoraggiamento a superare presta maledizione del quarto posto iridato.

Betta Sancassani e Laura Milani
Betta Sancassani e Laura Milani

Oggi, comunque, è un giorno doloroso perché vedere due campionesse mondiali, Laura Milani e Betta Sancassani, incassare undici secondi dalla Nuova Zelanda, nove dal Canada e sei della Cina e, soprattutto, sparire dalla loro finale dopo centinaia di metri fa male al cuore di tutti gli appassionati. Il nostro doppio PL ha registrato una grave involuzione  nel corso dell’intera stagione passando dall’oro, sofferto, di Belgrado al quarto posto di Lucerna ed al sesto di Amsterdam. Quei 37-38 colpi battuti nei primi 1000 metri per cercare di rimanere attaccate alle avversarie la dicono lunga. Una questione comune ad altre disavventure azzurre di questo Mondiale. Resta questo il miglior risultato del nostro settore femminile che conta, in campo olimpico, anche un dodicesimo (quattro di coppia), quindicesimo (due senza), diciottesimo (doppio) e venticinquesimo (singolo) posto.

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14 pensieri riguardo “Italia a picco, i doppi PL giù dal podio”

  1. Indipendentemente da come andrà domani il doppio Fossi- Battisti, con questi risultati un Presidente dovrebbe dare le dimissioni! Non sarebbe troppo tardi per recuperare la situazione anche se il tempo da quì alle qualificazioni olimpiche è veramente poco. Assemblea elettiva subito e poi via con un nuovo corso. Diversamente saremo condannati ad una Olimpiade da terzo modo remiero. C’è poi il DT che sostiene che i suoi metodi di allenamento sono validi fino a prova contraria; cioè fino a che qualcuno non gli dimostra scientificamente un altro metodo più valido. Ecco..questo mondiale ne è la prova sufficente!. Il DT però potrebbe dire che è colpa della negligenza degli atleti che non hanno seguito i suoi allenamenti. Giusto, però a questo punto il DT, professionalmente, dovrebbe chiedersi il …PERCHE’.. non sono stati eseguiti bene i suoi programmi. I motivi potrebbero essere i più svariati: scarso feeling con gli atleti, scarsa presenza a Piediluco, oppure carichi impossibili da sopportare sia fisicamente che psicologicamente. Insomma, comunque la si giri, è una barca che fa acqua da tutte le parti. Presidente si dimetta e restituisca il DT alla sua vita privata. La Mura è stato un grandissimo allenatore, forse il migliore dell’ultimo secolo; perchè farlo finire miseramente in questo modo sotto la gogna mediatica???? A Rio la nostra flotta non ci arriverà mai se non a pezzi.

  2. Ormai la frittata e` fatta!
    Per primo va ringraziato il Presidenre Malago` , e tutte quelle Società che hanno voltato la faccia a chi aveva lavorato con onestà e Serietà!
    Per finire anche tutti gli atleti che a fine carriera per un posto ancora in nazionale o dirigenziale , hanno fortemente lavorato per il cambiamento ai vertici Federali!!
    Ora tutti loro, trovino la soluzione !!!

  3. E’ indispensabile che non venga nuovamente commesso l’errore che é stato imposto nel 2006 dai tecnici dei gruppi militari! Il quadriennio olimpico deve essere concluso dal tecnico che lo ha iniziato, é un ciclo e va seguito. Più che chiederne vanamente e ridicolmente la dimissioni sarebbe il momento che il Dottore assumesse al 100% le sue responsabilità e venisse liberato delle inutili e costose “badanti” di settore, così come Gandola avrebbe dovuto evitare di attorniare De Capua di personaggi non all’altezza se non distruttivi quali Alfine e Baldacci. Per due anni pieni poteri a La Mura e se fallisce via lui, via chi ce lo ha messo e aria nuova! Ma ora é il momento di dare fiducia totale, a Lui ed agli atleti che accettano con fiducia di seguirne i programmi di allenamento.

    1. Francamente non capisco cosa c’entri adesso dare addosso ai poveri Alfine e Baldacci che almeno un merito lo hanno avuto, quello di aver lavorato duramente, nel bene e nel male. Mi sembra sciocco e ingeneroso.
      Per tutto il resto sono d’accordo, chi si è assunto la responsabilità di voler dimostrare all’Italia ed al Mondo qual è il Vangelo del Canottaggio, non senza una buona dose di presunzione ed arroganza, porti il suo compito alla sua fine naturale e se ne assuma pienamente le responsabilità! Buon per lui – anzi, loro – se sapranno raddrizzare la situazione, altrimenti si facciano da parte in silenzio, ma dopo Rio.

      1. Lei che era nella compagine della FIC di qualche anno fa ,può svelarci il compenso che è’ stato dato nel passato quadriennio olimpico al dottor Alfine?? E può raccontarci COSA FACEVA ESATTAMENTE?
        Per il signor Baldacci, invece (come anche per il signor Romagnoli) stendo un velo pietoso….. Gente che galleggia a da trent’anni a questa parte…. Comunque mi ha convinto… Al prossimo giro elettorale se Baldacci si ripresenterà come presidente FIC se potrò lo voterò!

  4. Io credo fermamente che se i Geni FISA lasciavano le corsie come erano,a quest’ora i commenti sarebbero stati LEGGERMENTE diversi;
    Poi perché colpevolizzare i tecnici o gli atleti?
    Una gara di canottaggio può andare o bene o male non ambedue le cose;
    Se vinci va bene, se arrivi secondo hai perso.
    punto.
    I tecnici che sono nel giro , sono GLI STESSI di 30 anni fa, che cambiano casacca&presidente pur di non lasciare il posto.
    e questo e’ un dato di fatto
    Michele

      1. Rimane il leggerissimoooo dato di fatto però (che lo si voglia ammettere o no) che la FISA ha scambiato le corsie d’acqua…. e nel doppio PL la Cina è salita con un piede sul podio.
        Se L’Italia era nella corsia della Cina come sarebbe andata a finire?

    1. Michele, prima di tutto Le consiglierei di firmarsi con nome e cognome e non di scrivere sotto il comodo riparo dell’anonimato. Alfine aveva l’ingrato compito di coordinare il funzionamento delle Squadre Nazionali e del Centro di Piediluco in un organigramma molto diverso dall’attuale. Perché, forse molti non se ne rendono conto, e nemmeno Lei se mi pone domande di questo genere, dietro ai tecnici, grandi e piccoli, alle squadre, a tutto, ci sono sempre persone che lavorano nel silenzio coordinando il lavoro di tipo organizzativo, logistico, tecnico, amministrativo e umano dell’intera baracca. Avere un genio come DT (non mi riferisco all’attuale) non serve a nulla se dietro non c’è il lavoro di chi coordina in silenzio. Se per lei è poco, le consiglio di cercare di capire meglio dal di dentro come funziona un’organizzazione complessa come una Federazione Sportiva. Una tipica malattia infantile del canottaggio italiano è creder che una volta assunto un allenatore questo basti a risolvere i problemi. La verità è molto differente e solo dopo averci messo il naso dentro si comprende che enorme mole di lavoro sia necessaria per far funzionare tutto. Anche quello è un modo di fare il Direttore Tecnico, oppure, se preferisce il Direttore Organizzativo. Il resto sono giochini dei soldatini con sui si baloccano in tanti che non sanno come funziona un sistema e pontificano, non ultimo qualche ex dirigente che scrive senza avere la minima conoscenza dei fatti a cui si riferisce.
      Sul ruolo tecnico di Baldacci ho poco da dire, non mi sembra che rispetto alla sua gestione (su alcuni aspetti della quale fui critico anche io) gli Under 23 in questo biennio abbiano dimostrato chissà quali sfracelli. A proposito ha notato che quegli Under 23 che hanno reinnestato la linfa della squadra sono spesso gli stessi Junior che gli attuali tecnici allora snobbavano dicendo che non serve vincere e che Romagnoli cercava la vittoria e non il futuro? Stupidaggini di gente che adesso innalza peana verso quegli stessi atleti, buoni per essere criticati se vincenti ma gestiti da altri, leoni se perdenti ma gestiti da noi… E che ne è stato della squadra junior che destò la meraviglia del presidente della Federazione tedesca? Quanta malafede, arroganza e superficialità!!!

      PS Ho fatto un’eccezione, ma è l’ultima volta che rispondo a chi non ha nemmeno la dignità di presentarsi con nome e cognome. Io ci ho sempre messo la faccia e mi aspetto che anche gli altri lo facciano, altrimenti resteremo sempre a infimo livello di pettegolezzo da portineria.

      1. No guardi… Lei non mi deve nessuna eccezione….e Lo stesso vale per me…..la chiudo qua;
        Si sta parlando addosso da anni e continuerà finché l’Italia non prenderà una medaglia importante ma credo che se anche dovesse prenderla non andrà bene comunque .
        Comunque lo ripeto;
        Al prossimo giro elettorale voterò o per Gandola o per Baldacci come Presidente Federale e come DT spero in Romagnoli.
        arrivederci
        MICHELE RAGANATO.

  5. Può andar bene che La Mura finisca il quadriennio, ma dovrebbe imparare l’umiltà, essere più presente fra gli atleti, quotidianamente e non continuare a dire che gli atleti non ci mettono la testa, che non sanno vogare od altro. Si deve rinnovare, molto,sul piano interpersonale, ascoltare ciò che i ragazzi hanno da dire, magari critiche sull’operato del settore tecnico che potrebbero essere costruttive. Ma la marea di allenatori aiutanti che si vedono sui campi di gara internazionali, con che criteri vengono scelti? Ce ne sono alcuni che non capisco da dove saltano fuori! Io penso che le psicologhe incaricate dalla FIC per gli atleti, andrebbero consultate, per ascoltare i ragazzi e cercare di capirli meglio, non sono macchine, o perché no , magari lo psicologo dovrebbe aiutare anche i tecnici, forse ne hanno più bisogno degli atleti. Comunque i ragazzi sono quelli che ci rimettono sempre, con qualsiasi mandato federale, anno dopo anno e si chiedono a cosa sia servito un anno di duro allenamento per disputare finali B- C-D, con due mesi di allenamento avrebbero fatto lo stesso risultato. Tutto questo ci amareggia alla grande!

  6. Non credo sia veramente possibile che La Mura cambi, per adeguarsi alle volontà, desiderata o critiche degli atleti.
    Chi è vissuto nella convinzione di essere l’unico depositario della scienza del canottaggio mondiale difficilmente può accettare di essere messo in discussione.
    Due anni fa si è dato retta ad un gruppo di atleti che hanno manifestato la loro insoddisfazione per un sistema che, a loro dire, non li aveva valorizzati come ritenevano dovesse essere fatto.
    Gran parte della squadra nazionale attuale è composta da quegli stessi atleti, ma non mi sembra che le cose siano cambiate di molto: era tutta colpa del sistema?

  7. questa FIC è stata scelta dagli atleti…sono stati loro a manovrare l’ago della bilancia durante le elezioni, quello che nessuno si ricorda è che tutti quegli atleti che hanno deciso e preteso di ritornare a questa gestione hanno smesso dopo l’olimpiade 2012 se non addirittura prima…questo scenario purtroppo è lo specchio di un’Italia (paese) allo sbando completo e lo vediamo noi ogni giorno nel nostro piccolo e corrotto mondo del canottaggio…cmq io come ho sempre fatto e sempre farò continuerò a tifare i miei amici e non…continuerò a tifare Italia perchè so quanta fatica e sacrifici servono per percorrere la strada che un atleta di alto livello deve affrontare per inseguire il sogno olimpico (solo per la gloria perchè ormai questa FIC ha tagliato anche i soldi agli atleti…crisi…dicono)…sono loro che sudano, sono loro che faticano, sono loro che ogni giorno cercano di spingersi sempre più al limite, sono loro che non prendono il gettone giornaliero di presenza, sono loro che ci mettono la faccia, vincono insieme all’Italia e perdono da soli, ci sono passato io insieme ai miei compagni di barca, quindi ragazzi io sono con voi…
    Io al vostro posto mi ribellerei e chiederei le dimissioni istantanee ed irrevocabili di tutto lo staff tecnico…ma questo è soltanto un mio consiglio…

    In bocca al lupo a tutti.

    Daniele Danesin

  8. Io condivido a pieno il giudizio finale di Daniele…”dimissioni istantanee ed irrevocabili di tutto lo staff tecnico (+ il Presidente aggiungo io)”. Se fossi un atleta ‘trombato’ ad Amsterdam mi chiederei..perchè devo tenermi questo staff che si è dimostrato inadeguato?? Meglio incidere drasticamente adesso che rimandare l’agonia di due anni. Questo è quanto bisognerebbe fare. Inutile chiedere una presa di responsabilità dell’attuale CF e DT. Rimanderebbe solo la catastrofe al 2016. Questi mondiali dove i New Zealand vincono a mani basse pur essendo quattro gatti a remare nel loro paese, una Turchia che arriva ad insidiare la medaglia all’8 pl italiano, devono indurci a pensare che il mondo remiero sta cambaindo rapidamente; se non ci adeguiamo rischiamo di sprofondare nel baratro come negli anni ’70’.

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