Punta Senior e Donne da incubo, doppi PL solidi

Pietro Ruta e Andrea Micheletti
Pietro Ruta e Andrea Micheletti

Otto barche olimpiche già eliminate ad Amsterdam in semifinale o prima ancora. Solo 2, i doppi Pesi Leggeri, in finale ed altre 3, il singolista Cardaioli, il doppio Battisti-Fossi ed il quattro senza PL, ancora in corsa.  A livello di barche finaliste, c’è già una certezza: faremo peggio di un anno fa (sei in finale a Chungju), resta da vedere in che misura… Oggi c’è da registrare il rumoroso tonfo della punta Senior, con l’esclusione anche di due senza e quattro senza dalle finali dei Mondiali.  Fuori ieri anche otto e due con,  ma cosa è successo in un mese e mezzo a uno dei settori più brillanti della nostra Nazionale? 

Come spiegano questi giganteschi passi da gambero? Sono risultati che, spiace dirlo ma è così, gettano sicuramente nello sconforto, soprattutto nel modo in cui sono maturati. Due barche in gara per circa 1000 metri e poi completamente sparite dal radar della zona qualificazione. Affonda anche il quattro di coppia femminile, anch’esso oggi mai competitivo nonostante su questa barca si concentrassero le nostre migliori atlete. Il settore rosa doveva essere una priorità di questa gestione federale ed invece, colpa di progetti latitanti, restiamo al palo. Restiamo appesi ai due doppi Pesi Leggeri: sempre al top quello maschile, costretto agli straordinari quello femminile per timbrare il passaggio del turno.  I bilanci si faranno alla fine ma qualcosa da dire sicuramente c’è già. Vediamo nel dettaglio cosa è successo oggi.

Andrea Micheletti e Pietro Ruta sono due perfetti ragionieri in una tiratissima semifinale dove la Danimarca, addirittura prima ai 1000, finisce fuori per 37 centesimi a vantaggio dei gemelli Muda (Olanda). L’Italia lotta con la Germania per la leadership ed al traguardo la precede per 12 centesimi. Per lo sprint finale, Andrea e Pietro riservano le energie migliori.  Primo posto e, soprattutto, conferma dello straordinario potenziale di questi due ragazzi. Nell’altra semifinale, scontata affermazione della Francia che si qualifica assieme a Norvegia e Sudafrica con clamorosa eliminazione della Svizzera.

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Il doppio PL di Betta e Laura

Battiti del cuore a mille per Laura Milani e Betta Sancassani. Cambia tutto negli ultimi 250 metri. Le azzurre difendono bene il terzo posto, superando la Gran Bretagna (incredibile uscita di scena) ma subendo, così come l’Australia leader per quasi tutta la gara, il formidabile serrate del Canada. Grande forza di nervi, in finale troveranno anche Sudafrica, Nuova Zelanda e Cina.

Il 4 senza
Il 4 senza

Ora, purtroppo, le dolentissime note. Tra i 1000 ed i 1500 svanisce il quattro senza di Vincenzo Abbagnale, Mario Paonessa, Matteo Lodo e Giuseppe Vicino. Nella fase cruciale della semifinale, gli azzurri (ai 1000 terzi) incassano ben 5 secondi dal Canada. Buon avvio, ma la luce si spegne prestissimo e non basta una mitragliata di colpi in acqua (oltre 40) per ridurre il gap. Troppo forti Gran Bretagna e Stati Uniti, in particolare stupisce la differenza (10 secondi) di valore con l’equipaggio a stelle e strisce, medagliato a Chungju, con cui l’Italia aveva lottato sino al traguardo della finale dell’ultimo Mondiale. Bronzo a Lucerna 2013 ed agli Europei 2014, quarta in Corea e quinta un mese e mezzo fa. Un’involuzione incredibile ma soprattutto amara per quattro giovani di ottimo valore.

Il 2 senza
Il 2 senza

Irriconoscibile anche il due senza di Marco Di Costanzo e Matteo Castaldo. Collocati nella semifinale più difficile (nove secondi più veloce dell’altra vinta dai tedeschi) , contro i mostri neozelandesi Murray e Bond (primi all’arrivo) e gli inglesi Foad e Langridge (secondi), i nostri azzurri pagano anche la mancata vittoria in batteria contro il Sudafrica, terzo e qualificato dietro Germania e Spagna. In gara,  a Nuova Zelanda e Gran Bretagna lontane, Marco e Matteo vengono ben presto staccati anche dagli statunitensi Ochal e Cole, non riescono mai a lottare per la qualificazione alla finale, lontana 4 secondi e 2 decimi. Peccato, perché quest’equipaggio era notevolmente cresciuto tra gli Europei e la Coppa del Mondo ed è francamente inspiegabile questa prestazione nettamente inferiore alle aspettative.

Il 4 di coppia femminile
Il 4 di coppia femminile

Niente da fare anche per il quattro di coppia femminile. Cina, Stati Uniti e Nuova Zelanda sono inavvicinabili per Laura Schiavone, Sara Bertolasi, Alessandra Patelli e Sara Magnaghi. Troppo presto fuori dai giochi, nonostante gli immensi sforzi prodotti nei primi 1500 metri per cercare di rimanere nel gruppo e pagati a carissimo prezzo nella parte finale del percorso. Il quattro di coppia femminile, così, non riesce a raggiungere lo stesso obiettivo, la finale, della passata stagione.

Marcello Miani procede la sua corsa in maniera impeccabile. E’ sua, dopo batteria e quarto di finale, anche la semifinale vinta nettamente davanti all’irlandese O Donovan e all’australiano Ward. In finale anche uno splendido due senza PL con Lorenzo Tedesco e Alberto Di Seyssel, bravi a capitalizzare i loro sforzi mantenendosi, praticamente dall’inizio alla fine, la seconda posizione

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2 pensieri riguardo “Punta Senior e Donne da incubo, doppi PL solidi”

  1. Non c’è nulla di inspiegabile: la colpa è degli atleti che hanno disimparato ad allenarsi negli otto anni precedenti… e naturalmente di chi li ha disallenati, tecnici e dirigenti.
    Non è così…? Oseresti forse mettere in dubbio il solidissimo impianto tecnico della nostra nazionale?

  2. E cosa e cambiato sul 4- maschile rispetto alle altre volte? mi pare che manchi un medagliato europeo e quarto in corea….

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