Non prendiamoci più in giro

 Non sappiamo ancora come andrà a finire questa rassegna iridata, potenzialmente siamo ancora in corsa in cinque  (due in finale, tre in semifinale) specialità olimpiche, ma certamente una cosa si può dire.
Rispetto al 2013, non abbiamo fatto un solo passo in avanti e rimaniamo attaccati, direi mani e piedi, a chi si era già distinto nella passata stagione. I due doppi Pesi Leggeri, tutti e quattro atleti (Laura Milani, Elisabetta Sancassani, Pietro Ruta, Andrea Micheletti) di quell’unica Regione (la Lombardia) che secondo i calcoli (?) del nostro Vicepresidente Davide Tizzano riesce a star dietro alla sua Campania. Confidiamo, poi, domani nel pieno ritorno del doppio di Francesco Fossi e Romano Battisti, campione d’Europa e bronzo iridato un anno fa, e sappiamo che durissimo sarà il compito del quattro senza PL e Francesco Cardaioli. Ma tante, troppe barche hanno finito anticipatamente il loro Mondiale. Amsterdam potrà, lo speriamo a questo punto,  essere un buon Mondiale di individualità ma certo non lo sarà a livello di Squadra.

Doveva esser un buon Mondiale di Squadra, perché i nostri tecnici federali lo dicevano da mesi ai nostri ragazzi e ragazze (invitandoli a un impegno sempre maggiore), all’ambiente remiero, all’house organ federale e probabilmente anche davanti ai loro specchi. L’ultima affermazione del DT La Mura domenica scorsa alla Gazzetta dello Sport. “Abbiamo lavorato bene, i ragazzi hanno mostrato una grande disponibilità. Cominciamo a consolidarci attraverso le finali”. Prima ancora i secchi d’acqua, Andrea Coppola primo pompiere, lanciati dopo i risultati della Coppa del Mondo. “I ragazzi stanno lavorando bene e  possono solo migliorare”.  E come dimenticare Franco Cattaneo  dopo i Mondiali Under 23. “L’Italia sta crescendo, e continua a farlo, siamo fra i migliori non perché siamo i migliori ma perché lavoriamo duramente per competere alla pari con le migliori Nazioni del Mondo”. Non ci siamo fatti poi mancare previsioni totalmente ribaltate dalla realtà, come quella di La Mura sui cambiamenti avvenuti in alcune imbarcazioni tra Coppa del Mondo e Mondiali.  “Pensiamo di aver rafforzato il quattro di coppia lasciando inalterato il potenziale del quattro senza”. Proprio in queste due specialità, abbiamo infatti ottenuto i peggiori risultati possibili rispetto alle aspettative. Insomma movimenti degni del più grande degli elefanti nella più piccola delle cristallerie.

Doveva essere, per molti, il Mondiale in cui avremmo fatto tesoro delle esperienze passate e abbiamo visto, invece, tattiche suicida che in larga parte dei casi ci hanno portato a esaurire tutte le nostre energie ai mille metri o poco dopo.  Quel che è certo è che nulla si può imputare agli Atleti ed alle Atlete che hanno lavorato, per stessa ammissione dei Tecnici, più e meglio dell’anno scorso. Non ho visto o sentito un lamento. Si sono sacrificati tutti dedicandosi alla missione remiera con la massima applicazione possibile nell’ambito di lunghi e dispendiosi (sotto il profilo di energie fisiche e mentali) raduni.

“Abbiamo a disposizione uno dei più grandi ed apprezzati tecnici del mondo, i cui metodi sono utilizzati dalle nazioni più forti. Tecnica e scienza sono cambiate nel corso degli anni ma il DT sarà incastonato in un sistema più moderno e produttivo”. Sono, questa volta, parole pronunciate da Giuseppe Abbagnale nel novembre 2012. Fresco di scettro, insieme a Davide Tizzano, vedeva nel metodo La Mura la pozione magica di Asterix. Amsterdam smentisce, brutalmente, i due ex campioni riportando loro, ed anche noi, con i piedi per terra. Questi risultati non sono lontani dalla negativa gestione precedente, eppure abbiamo già alle spalle due anni di lavoro…

In questa serata di fine agosto, mi vengono in mente i Negrita. “Mama Maé prega perché il mondo va più veloce di me” . Invece, qui dirigenti e tecnici continuano  a credere, anzi addirittura temere, che la nostra tecnica ed i nostri programmi d’allenamento siano oggetto di scopiazzature da parte dei nostri principali avversari. Purtroppo non è così, il mondo è cambiato e prenderne pubblicamente atto sarebbe la prima, giusta, mossa da fare dopo questi Mondiali. Serve un’onesta autocritica, serve umiltà e non è il caso di continuare a prenderci in giro

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8 pensieri riguardo “Non prendiamoci più in giro”

  1. I risultati femminili sono stati ottenuti con solo le atlete formate da Josy!!
    Sbaglio??
    Sancassani e Milani da dove arrivano???
    Gli uomini ripescati grazie all’appoggio elettorale hanno ottenuto risultati??
    Come diceva Totò:
    Ma mi faccia il Piacere!!!!????

  2. Si fa:
    “Ciao ciao dottor la mura e gestione Cattaneo e co. Siete stati bravi 30 anni fa, siete stati all avanguardia dal 1984 al 1992, ora o VI AGGIORNATE, o tornate a casa”
    E i pochi equipaggi che sono in finale lo faranno poi tutto IL PROGRAMMA. mah?
    Sicuramente la colpa verrà scaricata sugli atleti

  3. Io credo che a tutti faccia solamente un grande piacere se l’Italia primeggia. Se non accade occorre cercare di capire perché, quali errori si siano eventualmente commessi e dove si può migliorare. Contrappore sistemi, gestioni e persone diverse non porta da nessuna parte. Certo che se però qualcuno si propone in contrapposizione ad una precedente gestione, non potrà evitare che lo si giudichi anche in quest’ottica. In ogni campo, chi viene dopo costruisce su quanto trovato e deve sapere sviluppare quanto di buono c’era – riconoscendo i meriti pregressi – apportando eventuali correttivi propri della propria visione. E se le cose non vanno come desiderato, ci si rimbocca le maniche ammetendo gli insuccesi o facendosi da parte, senza polemica. Nello sport ci sta trovare chi è più bravo, o no? In bocca al lupo a tutti gli azzurri!

  4. Tornando alle considerazioni iniziali, ritengo che i casi siano due: o i parametri di valutazione con i quali sono stati appunto valutati i ragazzi sono ancora quelli del 2012, oppure qualcosa non ha funzionato bene nella fase di preparazione dopo Lucerna, visto e considerato che alla partenza per Amsterdam i pronostici erano più che ottimistici.
    In ogni caso “uno dei più grandi ed apprezzati tecnici del mondo” ha toppato malamente, e non si può certamente dire a sua scusante che non gli sia stato messo a disposizione un “sistema più moderno e produttivo”
    Naturalmente ora si andrà a scoprire che in realtà gli atleti non hanno fatto tutto quello che dovevano fare, che Luigi si è ammalato, Antonio ha avuto mal di schiena, Amalia ha dovuto perdere qualche settimana di allenamento per indisposizioni varie.
    Un vecchio proverbio diceva “chi disprazza compra”, hanno tanto disprezzato e criticato in malo modo la vecchia gestione che se si dovesse usare lo stesso parametro di valutazione ora dovremmo dire a tutti di tornarsene al proprio orticello.
    Non so se ha senso farlo a due anni dalle Olimpiadi, ma certo non farebbe male almeno un po’ di autocritica……

  5. Non ne prenderanno mai coscienza che il mondo è cambiato, non faranno autocritica, non avranno umiltà e continueranno a prenderci e prendersi in giro. Io a questa gestione e a tutti gli strombazzamenti non ci ho mai creduto. Per finire, non capirò mai perchè La Mura si è fatto cominvolgere in questa gestione fallimentare; aveva chiuso quasi in bellezza (?) ed invece…:(

  6. Le conferme di oggi dimostrano che l’equipaggio consolidato da più di un anno di assieme e’ quello che ottiene un risultato! Complimenti ai ragazzi e ragazze andati in finale. Basta monta e scendi, dalla vogata di punta alla coppia e viceversa!

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