Riecco Francesco e Romano, avanza il 31% delle barche olimpiche

Il doppio azzurro di Battisti e Fossi (foto Artegiani)
Il doppio azzurro di Battisti e Fossi (foto Artegiani)

Quindici barche ai recuperi, una eliminata, 3 ai quarti di finale, 2 in semifinale e 4 in finale. Tra le finaliste, l’ottimo 4 con Para-Rowing, oggi vincente in batterie, insieme ai due quadrupli leggeri ed all’otto PL, in ragione dei pochi iscritti già ammesso alla lotta per le medaglie. Guardando, invece, le 13 specialità olimpiche, l’Italia supera immediatamente il turno in 4 casi. Il 31%, a differenza del 58% (7 su 12) di Chungju 2013. E’ la fotografia della squadra azzurra oggi, dopo che tutti i nostri canottieri hanno sostenuto la prima prova del Mondiale Assoluto. 

Prima la luce, prima Francesco e Romano. Il doppio azzurro si ritrova nelle acque del Bosbaan mandando un chiaro segnale a chi storceva il naso di fronte alla riproposizione di un equipaggio dal potenziale totalmente inespresso in questa stagione. Quando stanno bene, Fossi e Battisti sono un osso durissimo da rodere. Ne sanno qualcosa i presuntuosi Borch e Hoff, gli iridati norvegesi presentatisi al pontile di sbarco con la smorfia dei cani bastonati (altro che osso!). Quattro secondi presi ai 1000, 9 al traguardo. I due finanzieri non scherzano e risultano inavvicinabili anche per gli australiani Mc Rae e Belogonoff, gli ultimi a contender vanamente il passaggio diretto alla semifinale.

Giovedì sera, alle 18:45, sarà ancora sfida Gran Bretagna-Italia nel 4 con Para-Rowing. Si, perché Lucilla Aglioti, Valentina Grassi, Tommaso Schettino ed Omar Airolo,  con Giuseppe “Peppiniello” Di Capua al timone, superano brillantemente la batteria mettendosi dietro il Sudafrica, equipaggio ben allestito da Marco Galeone. Dopo l’argento di Chungju, l’Italia ha tutte le carte per confermare il suo valore anche in Olanda. Avanti anche i due quadrupli leggeri, entrambi secondi. Dietro la Grecia, Federico Gherzi, Francesco Pegoraro, Matteo Mulas e Josè Casiraghi. Dietro la Germania, Valentina Rodini, Eleonora Trivella, Greta Masserano e Giulia Pollini.

Non delude il quattro senza Pesi Leggeri. Non passa il turno ma fa sudare le proverbiali sette camicie alla Nuova Zelanda, argento ai Mondiali di Chungju e due volte oro in Coppa del Mondo nel 2014. Sono 72 i centesimi all’arrivo in favore dei kiwi, vince l’Australia. Ma la barca di Martino Goretti, Stefano Oppo, Elia Luini e Paolo Di Girolamo fornisce risposte confortanti. Proibitiva la missione dell’otto. Polonia, Stati Uniti e Russia sono inarrivabili. Cesare Gabbia,  Domenico Montrone, Emanuele Liuzzi, Fabio Infimo, Vincenzo Capelli, Pierpaolo Frattini, Giovanni Abagnale, Andrea Palmisano ed il timoniere Enrico D’Aniello battono, però, Cina e Olanda. Avvio in salita per doppio (Benedetta Bellio, Eleonora Denich) e quattro senza (Ludovica Serafini, Gaia Marzari, Sara Barderi, Chiara Ondoli). Lo scoglio della batteria è troppo alto. Il due con della Gran Bretagna firma il passaggio del turno, ai danni di Andrea Tranquilli e Sergio Canciani (tim. Andrea Riva, e chissà cosa accadrà quando in finale, alla portata anche degli azzurri, affronterà Murray e Bond, primi nell’altra gara. Francia e Repubblica Ceca spediscono Lorenzo Tedesco e Alberto Di Seyssel ai recuperi nel due senza PL. La singolista Veronica Paccagnella saluta il Mondiale.

Fabrizio Caselli va all’attacco della finale ma gli odierni sforzi non gli rendono merito nel singolo Para-Rowing. Esordio iridato, invece, per Eleonora De Paolis alla ricerca di preziosa esperienza. Una prova supplementare, sulla strada per la finale, anche per il doppio di Florinda Trombetta e Pierre Calderoni. 

 

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