Un’Italia da recuperare

 Non chiamiamoli allarmi, per carità, ma questa prima giornata dei Mondiali Assoluti di Amsterdam regala più punti interrogativi che certezze. Restiamo, comunque, ai fatti. Passano il turno in quattro, vanno ai recuperi in sette. Un’Italia, in larga parte, da recuperare. 

Partiamo, come sempre, dai migliori. Il doppio leggero di Andrea Micheletti e Pietro Ruta cresce gradualmente nel corso della sua gara. Il gatto con il topo, la Germania di Moos e Osborne, divorata nella seconda parte del percorso. Buona la prima ed accesso  ai quarti, così come per Marcello Miani firma il successo nella batteria del singolo Pesi Leggeri. D’accordo che anche qui il compito (in 4 promossi ai quarti di finale) era piuttosto semplice ma impressionano, senz’altro, il ritmo e la buona forma del trentenne vogatore della Forestale. Quasi tre i secondi di vantaggio sul danese Jansen, tutti gli altri dispersi. Il suo 6’48”96 è, nettamente, il miglior tempo delle eliminatorie. Francesco Cardaioli resta attaccato al treno Synek nel singolo: secondo posto, un secondo e mezzo il distacco dall’iridato ceco, ed ingresso nei quarti assicurato!  Obiettivo raggiunto, in questo caso la semifinale, per il due senza di Marco Di Costanzo e Matteo Castaldo. Una volta affondate le speranze di qualificazione diretta del Cile, il testa a testa con il Sudafrica accende la gara dei due partenopei. Meglio Keeling e Breet negli ultimi 250 metri ma il secondo posto vale il passaggio del turno.
Così, due pass per la semifinale, anche per quattro senza e quattro di coppia, ma questa volta è disco rosso per l’Italia. E’ a palla di cannone l’avvio degli azzurri Vincenzo Abbagnale, Mario Paonessa, Matteo Lodo e Giuseppe Vicino ma dopo i primi 500 metri, quando serve mettere fieno in cascina , la loro azione perde completamente efficacia. Avanti Grecia e Canada, noi ultimi. E’ il primo reale passo falso stagionale per una delle gemme più preziose di questa Nazionale  e si può anche perdonare visto il cambio di formazione e la conseguente necessità di rodaggio. Ora non possiamo più sbagliare. Stesso discorso per Paolo Perino,  Simone Venier, Matteo Stefanini e Simone Raineri. La loro gara dura 1200 metri, poi barca inchiodata e freno tirato allo scopo di giocarsi tutte le carte nel recupero. Nel doppio Pesi Leggeri le neozelandesi Mackenzie ed Edward rifilano quattro secondi a Laura Milani e Betta Sancassani, ancora lontane dalla brillantezza di un tempo. Anche qui siamo obbligati a scendere in Purgatorio per trovare la semifinale.

Stati Uniti e Canada gareggiano in solitudine, Olanda (e semifinale…) alla portata di Sara Magnaghi, Alessandra Patelli, Laura Schiavone e Sara Bertolasi ma per poco più di un secondo il terzo posto sfuma.  Sempre quinte Beatrice Arcangiolini  e  Gaia Palma nel due senza, sempre lontane dalla qualificazione in semifinale che viene, invece, centrata da Sudafrica, Nuova Zelanda ed Australia. Deve recuperare anche Veronica PaccagnellaAngelica Favaro nel singolo leggero.

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1 commento su “Un’Italia da recuperare”

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