Ci vediamo sul fiume

Il gruppo Canottaggio della Sisport Fiat
Il gruppo Canottaggio della Sisport Fiat

Sta per avvicinarsi il triste giorno (31 luglio) in cui la sezione Canottaggio della Sisport Fiat cesserà l’attività agonistica. Scrive l’amico Andrea Messina per comunicarci cosa prova in questo momento e volentieri CanottaggioMania dà spazio a questa pagina dedicata non solo agli amici e compagni di avventura di Andrea ma anche a tutti i giovani affinché capiscano che determinati valori, nello sport, hanno la precedenza su tutto. Se ben assimilati, saranno fondamentali compagni di viaggio per tutta la vita. Per il resto, poco da aggiungere in un momento come questo, di tristezza e riflessione, a parte dare ragione ad Andrea. Non dimenticate mai, amici della Sisport Fiat, chi siete e di che colore è il sangue che scorre nelle vene (MC). 

Ricordo la prima volta che staccandomi da quel pontile ho messo la pala in acqua.

Capii subito che non sarebbe stata una semplice passione. Era una calda mattinata di metà giugno. Era il 2001.

Sono passati tredici anni e di acqua sotto i ponti ne è passata ma il ricordo di quella sensazione è ancora vivo dentro di me. Grazie al canottaggio ho avuto modo di vedere realizzati molti sogni, ho trovato una seconda famiglia, una compagna di vita e tanti amici. Grazie al canottaggio ho avuto modo di trovare sicurezza nelle mie capacità e di saper tirare fuori la grinta al momento giusto.

In quel luogo, la sede dei canottieri della Sisport Fiat, sono diventato uomo.

Con i miei “fratelli e sorelle” abbiamo passato momenti indimenticabili fatti di sorrisi, fredde domeniche mattine, litigi per i gorghi, sorrisi e abbracci alla fine delle gare. E ancora, sveglie all’alba e canti sui pulmini durante le trasferte o le faticose corse su per la collina torinese.

Insieme abbiamo avuto paura quando una coccarda nera ha coperto il rosso del nostro body.

La scomparsa di Bebo ci ha portato a riflettere in tempi brevi su ciò che sarebbe stato il presente e il futuro di molti di noi. Alla fine abbiamo scelto la cosa più ovvia, ossia, restare uniti. Da quel giorno le cose cambiarono ma il ricordo e l’affetto nei confronti di una persona così speciale restarono immutati.

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Jacopo Palma, Max Prandini e Andrea Messina

Non parlo di risultati. Quelli sono sotto gli occhi di tutti. Parlo di valori, attaccamento alla maglia e di dedizione. Questi sono i sentimenti che hanno caratterizzato la nostra squadra fino ad oggi. Sentimenti che giorno dopo giorno sono stati tramandati alle nuove generazioni di canottieri e canottiere che hanno varcato la soglia della nostra palestra.

Ed è proprio a loro, ai nostri giovani, che va il mio pensiero più grande. Purtroppo hanno capito troppo presto che in questa Italia le cose belle non durano troppo, che se non cambia qualcosa ci sarà sempre qualcuno a decidere per loro e, nella maggioranza dei casi, sarà qualcuno di “invisibile” e sconosciuto. Penso anche che un giorno si renderanno conto che il mondo del canottaggio è fatto di antichi e nobili valori ma che, al giorno d’oggi, si stanno evolvendo in egoismo e menefreghismo. Dico questo perché abbiamo assistito a vere e proprie scene di sciacallaggio. Società pronte a informarsi sui costi dei materiali, su quali e quanti atleti arruolare tra le proprie file senza curarsi minimamente della parte umana che caratterizza la nostra squadra. Abbiamo assistito ad imbarazzanti silenzi istituzionali e dirigenziali.

Spero che i nostri giovani atleti un giorno possano capire che il bene esiste, anche se è e sarà sempre troppo poco.

Devo ringraziare personalmente la Soc. Can. Esperia-Torino che ha capito il dramma da noi vissuto e con grande spirito sportivo si è offerta di “adottare” e supportare tutto il team.

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Bebo Carando

La Sisport Fiat Canottaggio cesserà di esistere e con essa andranno persi i tanti sacrifici fatti in questi novanta e passa anni di storia. Quello che non cesserà di esistere e che mi accompagnerà per tutto il resto della vita sarà la riconoscenza verso tutte quelle splendide persone che hanno reso quest’avventura semplicemente incredibile.

Per concludere voglio ringraziare Max, nostro ultimo condottiero. Silenzioso, a volte troppo per essere capito del tutto, ma generoso e sempre pronto a dare l’esempio. Grazie Amico mio. Un grazie a Paco, a Jacopo, a tutto lo staff tecnico, ai tanti ragazzi e ragazze che mi hanno reso orgoglioso di far parte di questo gruppo. Grazie ai genitori, ai miei e a quegli degli altri, per aver capito l’importanza del vedere i propri figli sacrificarsi e concentrarsi per il raggiungimento di un obiettivo.

La Sisport Fiat Canottaggio cessa la sua attività agonistica.

A noi tutti resta il compito di non dimenticare chi siamo e di che colore è il sangue che ci scorre nelle vene.

Ci vediamo sul fiume.

Con eterna gratitudine e affetto.

Andrea

3 pensieri riguardo “Ci vediamo sul fiume”

  1. Non ho molto da dire.

    Sono fuori dal mondo del canottaggio da quasi trent’anni, e la Fiat (o Sisport, come affettuosamente la chiamavamo allora) avrebbe ben d’onde di rimandare al mittente ogni parola che io decida di pronunciare in sua difesa, per quanto (poco) io Le sia stato vocino in tutti questi anni.

    Ciononostante voglio ricordare, forse soprattutto a me stesso, quanto una realtà del genere, per il canottaggio certamente, ma più di ogni altra cosa per il tessuto sociale di una città martoriata dalla crisi e dalle gestioni poco indirizzate al bene comune, sia stata per anni di un’importanza capitale.

    Non è giusto che si lasci morire un polo di sport, salute e giusti valori come quello di Corso Moncalieri 346/13.
    Non è giusto che tante persone (ben più del sottoscritto che può solo parlare ed in ritardo) restino senza la loro “casa” dello sport.
    Non è giusto che, un bilancio certo oneroso,ma che rappresenta una briciola nel mare del profitto del più grande polo industriale e finanziario del paese venga “giustiziato” perché non è un centro di guadagno.
    Non è giusto che NON UNA SOLA VOCE ISTITUZIONALE CITTADINA, dopo tutto ciò che la città ha dato alla suddetta azienda in termini di “utilities” si sia levata in difesa della sezione lungo il Po.
    Non è giusto che un patrimonio di eccellenza dello sport italiano venga parcellizzato e sostanzialmente annichilito in nome (come sempre) del puro denaro.

    Resta l’amaro in bocca di aver provato a coagulare un interesse cittadino, forse troppo tardi, forse senza conoscere abbastanza, e non essere riuscito a concludere nulla di nulla.

    Resta, infine, solo da ringraziare chi negli anni ha dato l’anima, misconosciuti e oscurati dalla luce degli atleti, perché la Sisport esistesse.

    Mi vengono in mente nomi sparsi, ne dimenticherò qualcuno di sicuro ed i miei ricordi sono ormai datati, quindi non li cito.

    Ma tutti, nessuno escluso, siete nel mio cuore di (ex) atleta.

    Avete contribuito a fare di me l’uomo che sono e non vi ringrazierò mai abbastanza.

    Nerio Gainotti

  2. AMEN! Ma possibile che nessuno di voi si incazzi veramente? Se ci tenete, fate qualche gesto da ‘prima pagina’ e forse….. Gli operai licenziati scioperano, si incatenano ai cancelli d’entrata della fabbrica, fermano il traffico, insomma..almeno ci provano!! Dai ragazzi, non è detta l’ultima parola se quando lo deciderete VOI! 🙂

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