Ecco il primo Centro Periferico, ora facciamolo funzionare

canottaggiomania_scifoni_boero_doria_abbagnaleClima da “Nuntio Vobis Gaudium Magnum” nell’ufficio del Sindaco. In casa di Marco Doria,  juventino sin da bambino nonostante il nobile cognome, oggi il nostro Presidente Giuseppe Abbagnale e Bartolomeo Parodi  si sono scambiati le fedi. Federazione Italiana Canottaggio e Pra’ Viva, di cui il popolare “Ginetto”  è numero uno, staranno insieme almeno per un anno. Un matrimonio atteso da circa 12 anni. 2002: l’anno della Coppa delle Nazioni Under 23. Una firma raggiunta dopo aver consumato, in carta,  almeno qualche albero (meno male che esistono le mail, altrimenti…). Bozze e controbozze, correzioni ed integrazioni, incontri in presenza ed a distanza (benedetto Skype…). Poi oggi le firme, con gran sollievo di tutti.

D’ora in avanti, la gestione sarà a cura del Comitato Regionale, presieduto dall’architetto Massimo Sotteri, per conto di tutte le società aderenti: Rowing Club Genovese, SC Sanpierdarenesi, SS Murcarolo, SC Elpis, SC Argus 1910, CS Urania, San Michele GS Moltedo, SC Velocior 1883, LNI Sestri Levante, LNI Savona e Canottieri Santo Stefano al Mare. Strutture (due hangar e torretta), spazi in acqua (ormeggio quattro catamarani e ovviamente bacino di regata) così a disposizione di canottieri e tecnici. La Federazione sceglie Bruno Lantero, come uomo di presidio e d’esperienza tecnica.

Il primo centro remiero periferico vede così la luce a Pra’. Nasce soprattutto grazie a Marcello Scifoni, promotore di quest’idea sin dai tempi della sua candidatura alla presidenza.  Un cavallo di battaglia per cui il vicepresidente vicario si è personalmente speso, rischiando immagine e credibilità (naturalmente personale, non della Federazione del Progetto Azzurro) in una situazione sicuramente molto complessa e per cui, in futuro, continuerà a lavorare insieme alla sua commissione, comprendente l’ex dimissionario presidente Marco Dodero, il gardesano Mauro Bocchio ed il catanese Antonio Mignemi. L’obiettivo è estendere l’iniziativa ad altre zone d’Italia.

In generale, affinché il Centro Periferico non sia soltanto una semplice regolamentazione d’utilizzo di un impianto, occorre naturalmente la buona volontà di tutti.  Immaginiamo che Pra’ e le future sedi periferiche non costituiranno oggetto di particolari appetiti della direzione tecnica, Piediluco o al massimo Sabaudia-centrica, ma, se inquadrati opportunamente, potranno diventare attrezzati luoghi di sviluppo delle migliori sinergie per la formazione di equipaggi intersocietari. E’ la funzione agonistica, tesa a ricercare competitività a livello nazionale e, in prospettiva, internazionale. Poi ci sono i raduni giovanili, magari anche interregionali, da abbinare anche a camp estivi. Non trascuriamo i Master ed il loro desiderio di remare per tenersi in forma e, allo stesso tempo, avvicinarsi a mete turistiche (Genova, per esempio, lo è). E perché no, sempre in tale ottica, promuovere i Centri anche per i canottieri di altre nazioni. Seguendo questo percorso, ci sarebbe innovazione.

Insomma, affinché il Centro Remiero Periferico non sia soltanto una targa da attaccare al muro e lucidare una volta al mese, serviranno idee  nuove. Buon lavoro (non solo presidio) a tutti.

4 pensieri riguardo “Ecco il primo Centro Periferico, ora facciamolo funzionare”

  1. Un’altra targa inutile come quella apposta diversi anni fa dal past presidente Nicetto per creare il Centro Nazionale di Coastal, rimasto sempre nel limbo dei pii desideri. In fin dei conti ha trionfato la teoria dei “radunini” di necettiana memoria. Sarebbe da ridere se non fosse da piangere. Per lo meno questa volta un lato positivo c’è: l’accordo delle società locali per la gestione della struttura. Ora il canottaggio ligure non sarà piu un semplice ospite (sgradito). Ma quanto al Centro Nazionale… beh lasciamo perdere… co’abbia di nazionale non si capisce, se è vero che tutto sara a carico delle società, persino, udite udite, la parte riservata alla FIC per l’uso tecnico. Come dire che le società pagheranno anche per gli spazi federali, se mai verranno attivati. Questa è l’etica di questa Federazione. Vergogna!

  2. A proposito di Centri Periferici.
    Non era stato detto che Gavirate non andava bene per gli Adaptive (si chiamavano ancora così) perchè erano “emarginati” (e si allenavano con Olandesi, Australiani, nazioni varie dell’Est Europeo oltre naturalmente alle nostre squadre che si allenavano a Varese) mentre uno dei nuovi obiettivi doveva essere “l’inclusione” (cioè dovevano allenarsi assieme ai cosidetti normodotati) con tutte le altre squadre?
    Inoltre erano in itinere nuovi accordi con grandi sponsor per finanziare un grande Centro a Milano, dove in effetti hanno fatto uno o due brevissimi raduni.
    Come mai allora il raduno premondiale si farà da soli a Roma, presso il tanto chiacchierato (fortunatamente non a causa nostra) C.C. Salaria?
    E come si fa a “fare squadra” se metà degli atleti vivono per conto proprio?
    Capisco che si debba risparmiare ma allora si poteva dirlo prima, e non inventarsi le scuse più assurde……

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