Eros il messicano

Eros Goretti (foto Cecchin)
Eros Goretti (foto Cecchin)

Coppa del Mondo ad Aiguebelette, l’Holland Beker di Amsterdam, poi lascerà l’Europa per tornare a Città del Messico e disputare “in casa” le qualificazioni a Giochi Panamericani (in programma nel 2015 a Toronto) e poi i Mondiali di Amsterdam.  A novembre, sempre a Vera Cruz (ancora in casa, ma sul livello del mare), ci saranno i Giochi CentroAmericani, importantissimi perché il suo presidente, il simpatico e sempre disponibile Pedro Cuervo Aja, desidera arricchire  la bacheca messicana con medaglie color oro.

Eros Goretti è uno spirito libero del canottaggio. Un uomo che non chiede ed è, invece, sempre disponibile a dare. Ora è chiamato a trasmettere le sue conoscenze a un paese remiero in via di sviluppo. E’ Direttore Tecnico del Messico da febbraio, perché il figlio Martino e la moglie Marina, non lui, inviano il suo curriculum alla Federazione.  Un curriculum che piace, il preludio a un incontro tra le parti ed al tracciamento di una linea comune di crescita. Soprattutto personale, perché Eros si trova, ogni giorno, di fronte alle sfide necessarie alla costruzione di un canottaggio emergente. Studio e adattamento a difficoltà oggettive, come gli allenamenti ad alta quota, a 2300 metri d’altitudine o il bacino a disposizione dei vogatori messicani impedisce, poi, di affrontare lavori lunghi senza fermarsi.

Incontrato a Varese, sede del raduno pre-Aiguebelette, Goretti parla di “ambiente stimolante, dove in breve tempo realizzano tutte le mie richieste”. L’ultimo è l’acquisto di 14 barche dal cantiere Filippi per l’esclusivo utilizzo in Europa. Per Amsterdam, “qualche finale B sarebbe già un successo, comunque ottimo punto di partenza per il futuro”.

Un tumore all’intestino, due operazioni, una terribile chemioterapia e, in concomitanza con la guarigione, il licenziamento dall’azienda. Non un lamento, non una recriminazione ma avanti sempre a testa alta senza, appunto, chiedere niente a nessuno. Forse perché Eros, come Luigi Pirandello, sa bene che la vita non si spiega. Si vive e basta.

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