Divise dalla storia ma unite dal grande sogno

Venezia, vincitrice della Regata Storica nel 2013
Venezia, vincitrice della Regata Storica nel 2013

Per la maggior parte dei partecipanti, è la loro Olimpiade e, giustamente, intendono goderne a pieno gli effetti. Dalla fatica della preparazione (60-70 uscite in un semestre) alla tensione pre-gara, contando pure l’emozione di 100-200.000 occhi puntati addosso negli 8 minuti della regata. Le Antiche Repubbliche Marinare in una sfida a remi: un’idea del cavalier Mirro Chiaverini, targata fine anni Quaranta, ma sviluppata a partire dal 1955. Pensino tutti a quel signore pisano vogatori e tecnici, ogni qualvolta sono sollevano il loro Galeone (760 kg!) . Per le polene,  sculture lignee poste sulla prua, si ringrazi il professor Alvio Vaglini. A come Amalfi, identificata dal colore azzurro e dal cavallo alato. G come Genova, con l’imbarcazione color bianco ed il drago (per San Giorgio, protettore della città). P come Pisa, dal colore rosso e dall’aquila che simboleggia l’antico legame tra la Repubblica pisana e il Sacro Romano Impero. V come Venezia dal colore verde e dal leone alato ricollegato a San Marco Evangelista, patrono della città.

Venezia è in testa alla classifica con 31 successi. Il primo nella storia, nel 1956 a Pisa, e poi due fantastiche serie vincenti: dal 1965 al 1969 e dal 1982 al 1986. E’ anche l’ultima città a iscrivere il proprio nome nell’albo d’oro, vincendo nel 2013 a Pisa. “L’equipaggio veneziano, come nelle ultime edizioni, ha cercato di lavorare molto di più sull’assieme e sulla compattezza dell’equipaggio più che chiamare a raccolta gli attuali atleti  della Regione appartenenti alla Nazionale” spiega Alberto Vianello, il coach assieme a Mauro Serena.  Gherardo Gamba (Capovoga), Giovanni Lunardi (Il Senatore1), Davide Stefanile, Jacopo Colombi (Il Grosso), Mattia Colombi (Recordman), Mattia Boschelli (Il Conte), Jean Smerghetto (Il Senatore2), Michele Ghezzo Nicolò Crosara (Timoniere). Tocca a loro il favore del pronostico, in quanto campione uscenti.

Amalfi è a quota 10 successi. Qui, invece, non mancano gli azzurri. Ragazzi appassionati, ben amalgamati da Franco Noio e caratterizzati dal grande attaccamento al Cavallo Alato. E’ davvero piacevole salutare il ritorno di Mario Palmisano, uomo d’esperienza e grande passione come il timoniere Enzo Di Palma. Non è l’unico Mario, in quanto in barca ci sono anche Cuomo e Paonessa. Contributo di potenza, anche grazie a Matteo Castaldo ed Emanuele Liuzzi Luigi Lucibello, Paolo Mennella e Alessandro Addabbo: tre cuori amalfitani.

Mancano importanti pezzi da novanta: da Francesco Fossi a Luca Agamennoni, passando per Lorenzo Bertini e Lorenzo Carboncini. Nomi importanti del passato. Cambio di mentalità quindi, sulla carta, per Pisa. Nuove leve e un legame più stretto con le barche del Palio di San Ranieri, il vivaio per il galeone rosso. In acqua Davide Babboni, Ivan Lorenzini, Alessio Melosi, Elia Salani, Matteo Stefanini, Sasha Sicurani, Simone Tonini e Francesco Vanni. Allenatore Alessandro Simoncini, al posto di Sergio Marrucci a cui, da queste colonne, mandiamo un forte abbraccio.

Infine c’è la voglia di rilancio dei padroni di casa. Genova. Agostino Bignone è il nuovo allenatore. Il Galeone nel sangue, dopo i tre successi firmati da atleta nel 1991, 1999 e 2000. Carica esplosiva, una motivazione costante, giorno dopo giorno, per i giovani di cui, da novembre, è l’Angelo custode. Per lui, per il fratello Mirco (timoniere) e per il papà Giuseppe “Pino”, che purtroppo non c’è più ma che sicuramente, ovunque sarà, non si perderà questa Regata. In barca ci saranno Marco Fabbi,  Filippo D’Epifanio,  Leonardo Boccuni, Andrea Moretto, Luigi Manghisoni, Ivan Dante, Lorenzo Simoni e Luca Raffo. 

Appuntamento domenica a Calata Zingari (zona Stazione Marittima) alle 17:30 (diretta su Rai2 dalle 18). Prima il corteo da San Lorenzo (ore 15) e la gara dei Gozzi. Vinca il migliore e, concedetemi questo atto di campanilismo, speriamo parli il mio stesso dialetto.

7 pensieri riguardo “Divise dalla storia ma unite dal grande sogno”

  1. Ho imparato ad amare questa gara e in generale il canottaggio nel 1985 quando per proteggersi il “………..” si usavano dei “tacconi” di lana fatti a maglia dalle morose. Di questa gara mi piace che prima di tutto in barca ci va il cuore, solo dopo le capacita’ tecniche e la forza. E’ bello vedere l’assieme di questa barca infernale che viaggia come se nessuno stesse facendo fatica, e all’arrivo, comunque sia andata 8 atleti che “non ne hanno più”. Hanno dato tutto come per un mondiale. Bravi tutti! Ma sempre Forza Venezia. Laura

  2. Grazie Marco per questo articolo. E’ bene ricordare che, fuori da Piediluco c’è un mondo meraviglioso e colorato (..e anche divertente) di sportivi che oserei definire ‘diversamente canottieri’
    Io vivo di pane e canottaggio ma, come dice il proverbio..”non si vive di solo pane”. Sarà anche per queste ragioni che mi sono avvicinato alla voga veneta, al coastal rowing, skiff marathon, indoor rowing ed altre discipline in cui si rema ma non sui soliti 2000 metri. Concedimi però un punto di vista diverso dal tuo: essendo io in veneto, per domani griderò
    durante la regata, W VENEZIA!!

  3. Caro Mike, onore e rispetto per tutti ma non imputare la sconfitta di genova alla sfortuna. Quando ero molto più giovane, anche a me successe una cosa simile in doppio ragazzi. Anche io mi appellai alla sfortuna; al rientro il mio allenatore mi spiegò che non era sfortuna ma colpa mia perchè ero cotto e non ragionavo più. 🙂

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