Laura e Betta a prova di magia nera, il Marcello ritrovato, inesauribili Andrea e Pietro

canottaggiomania_belgrado_sanca_miloL’appuntamento tradizionale del lunedì o martedì. La pagella, slittata a mercoledì perché abbiamo voluto dare precedenza alla questione dei Campionati Italiani Under 23. Molto difficile assegnare voti a tutti i nostri equipaggi, in quanto molte gare sono state condizionate dall’ormai, purtroppo, celebre virus influenzale. In alcuni settori, come ad esempio la coppia Senior, siamo stati costretti a far remare vogatori ammalati in assenza di riserve. 
Tale situazione di emergenza, nella punta e nella coppia, ha anche condizionato la prestazione dell’otto maschile, variato rispetto all’originaria formazione di partenza, anche se ventisette secondi in un recupero europeo sono, penso lo sappiano per primi vogatori e tecnici, inaccettabili in qualunque contesto. Dovessimo guardare semplicemente quanto accaduto in acqua e lo statino d’arrivo, finalisti e quattro di coppia femminile (più i singolisti) a parte, fioccherebbero le insufficienze. Anche molto gravi. Possiamo giudicare, con un freddo numero, la prestazione di chi si è sacrificato,  ben sapendo di andare incontro a una delusione o una batosta? No. Non aggiungeremo la beffa al danno e non metteremo ulteriore sale sulle ferite. Siamo tutti consapevoli che la coppia Senior, la punta leggera e buona parte del settore femminile vivono un momento di difficoltà, indipendentemente dei problemi influenzali patiti a Belgrado. Ci basta, questa volta, la presa di coscienza.

Doppio Pesi Leggeri Femminile (Laura Milani, Elisabetta Sancassani). Dove non può la (buona) condizione, ancora lontana, possono l’esperienza e il cervello. Alzi la mano chi non si è spaventato dopo le partenze al rallentatore? Tanti. Alzi la mano chi si è illuso? Proprio le nostre care amiche tedesche… Laura e Betta le svegliano in maniera crudele castigandole, negli ultimi 500 metri, per la quarta volta in due anni. Come sbattere contro un muro di gomma. Terzo titolo europeo consecutivo e, considerando anche Mondiali e Coppa del Mondo, quinto successo di fila.  Fate attenzione, ragazze, ora le vostre avversarie proveranno a fermarvi con il ricorso alla magia nera o ai riti voodoo….  Voto 9,5

 Quattro senza Maschile (Cesare Gabbia, Paolo Perino, Giovanni Abagnale, Giuseppe Vicino). Ventuno anni e mezzo. E’ l’età media della barca-emergenza, dove un 1993 (Cesare) ed un 1995 (Giovannone) salgono al posto di 1994 (Lodo) e di un 1990 (Paonessa). Europei tambureggianti, l’esuberanza al potere. Sono gli unici a insidiare, anche se per un breve tratto, la planetaria Gran Bretagna. Pazienza se l’argento va poi al collo dei ragazzi greci di Gianni Postiglione, in questa specialità scopriamo nuovi potenziali aspiranti al ruolo di titolari. Una foresta che continua a crescere. Voto 9

canottaggiomania_MianiMarcello Miani. Bentornato, brontolo! L’argento nel singolo Pesi Leggeri è il lasciapassare per tornare  a inseguire l’obiettivo di un posto in barca olimpica. Passato l’anno sabbatico, impalmata la sua Irene e trascorso l’inverno a far legna per i risultati primaverili, ora Marcello può rimettere la testa su ciò che da tempo gli dice il cuore. Rotta verso la terza Olimpiade, dopo aver sfiorato la medaglia a Pechino 2008 e con la necessità di archiviare in fretta Londra 2012. Coppia o punta, lo sappiamo, poco importa. Voto 8

 Doppio Pesi Leggeri (Andrea Micheletti, Pietro Ruta). La specialità più difficile degli Europei. Una finale Mondiale, con l’aggiunta della Francia, favorita nel 2013 con il sogno Chungju spezzato dall’infortunio di Delayre. Vincono loro, i nostri cugini di cattivo umore, ma Andrea e Pietro dimostrano, ancora una volta, di essere durissimi da spezzare e impossibili da piegare alla logica della rassegnazione. Riguardate il serrate: sembrano uscir presto dai giochi per le medaglie ed invece, nelle ultime palate, piombano come falchi sul traguardo. Con 45 e 38 centesimi di troppo rispetto ad argento e bronzo, ma con la convinzione che la partita del doppio Pesi Leggeri, da oggi ad Amsterdam, sia solo alla fine del primo tempo. Voto 8

 Due senza (Marco Di Costanzo, Matteo Castaldo). Manca qualcosa, un po’ all’inizio ed un po’ alla fine, della loro gara ed il quinto posto, in definitiva, è la misura attuale del valore del nostro equipaggio. Competitivo ma non ancora brillante come, per esempio, in Coppa del Mondo a Lucerna 2013. Pagato il dazio all’inesperienza durante il Mondiale, con mesi e mesi d’allenamento insieme in più alle spalle, possono traguardare il futuro con la consapevolezza di poter crescere ancora. Noi li aspettiamo. Voto 7. 

 canottaggiomania_belgrado_oppo_digirolamoDue senza Pesi Leggeri (Stefano Oppo, Paolo Di Girolamo) Non gli manca il coraggio, né la voglia di esser protagonisti nella loro prima finale europea in questa specialità. Con un briciolo di convinzione in più potrebbero chiudere quarti anziché sesti. Non hanno ancora la “malizia calcolatrice” che permetterebbe loro di distribuire in maniera migliore le proprie energie lungo il percorso ma sanno farsi apprezzare per la loro aggressività. Voto 6,5. 

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