Finali B: a Belgrado reagiscono solo le donne del 4 di coppia

canottaggiomania_Belgrado_quattrocoppia_FPrima delle attese sei finali azzurre, ci sono le regate di consolazione a Belgrado. Bene solo il quattro di coppia femminile che saluta gli Europei con un successo. Sara Bertolasi, Alessandra Patelli, Laura Schiavone e Gaia Palma termina l’avventura serba al settimo posto dopo un lungo confronto con la Russia. Sfumato l’obiettivo finale, c’è almeno la reazione ed una prova convincente almeno sotto il profilo della determinazione.
Discorso in larga parte valido anche per il doppio femminile: Veronica Paccagnella e Sara Magnaghi, fuori dalle prime sei posizioni, spingono alla ricerca del miglior risultato ed alla fine sono ottave dietro la Repubblica Ceca. Un gradino sotto, invece, il due senza femminile di Beatrice Arcangiolini e Gaia Marzari, costrette ancora una volta a fare i conti con una partenza troppo lenta. None, come Giulia Pollini nel singolo Pesi Leggeri. 

Nessuna barca maschile, in finale B, va oltre la quarta posizione (quindi il decimo posto).  Nel quattro di coppia maschile (Gabriele Cagna, Luca Agamennoni, Matteo Stefanini, Simone Raineri), equipaggio segnato dai malanni influenzali, andiamo incontro alla terza prova incolore di questi Europei. A lungo nelle retrovie, riescono solo a recuperare una posizione negli ultimi 500 metri. Decimi, come il quattro senza Pesi Leggeri: Livio La Padula, Armando Dell’Aquila, Martino Goretti ed Elia Luini non riescono a inserirsi nelle prime tre posizioni, occupate da Repubblica Ceca, Austria e Russia. Francesco Cardaioli si spegne nell’ultima parte del percorso dopo aver comunque lottato. Chiudono ultime le due ammiraglie, sempre dietro sin dalla partenza.

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10 pensieri riguardo “Finali B: a Belgrado reagiscono solo le donne del 4 di coppia”

  1. Settimane e settimane di raduni, investiti un sacco di soldi, la fiducia rimane ma anche qualche perplessita’. Speriamo non si stiano risparmiando per il Palio delle Repubbliche!
    Laura (Venezia)

      1. Caro Attila, forse anche tu non hai mai fatto gare visto che non c’e’ nessun atleta che si chiami come te. In ogni caso la critica era rivolta all’organizzazione e non a voi.

      2. Sapessi quanti anni sono che frequento il mondo del canottaggio, a tutto campo! Anche atleta in nazionale! Penso 40 anni. Non polemizzo, difendo solo quegli atleti che hanno dato più di se stessi sapendo già in partenza la difficoltà. Ciao

      3. ma allora se non sei in grado di gareggiare te ne stai a casa, non vai a fare i campionati europei, oppure, mettiamola così, il tuo allenatore dovrebbe avere il buon senso di lasciarti a casa……..

  2. Ma si può nel 2014 avere un commissario tecnico 80enne zio del DT e putto il parentato a seguito? Il tempo non si ferma! Se fosse così saremmo ancora con il Sacro Romano Impero!! Meditare meditate care società che lo avete voluto questo cambiamento !!

  3. Una battaglia persa non è perdere la guerra. Pur essendo io moltoma molto perplesso sul nuovo assetto del canottaggio nazionale italiano, va data la possibilità al DT di dimostrare fino in fondo la bontà delle sue intuizioni. Dato che il DT ha sempre detto che l’appuntamento più importante sono i mondiali e le Olimpiadi….aspettiamo la fine della stagione e poi potremo criticare o osannare. Gli abbiamo dato fiducia? …allora lasciamolo lavorare in pace. Non facciamo come i calciatori per favore.

    1. pur essendo concettualmente d’accordo con quello che dici, in realtà quando il DT ha detto queste cose gli Europei non esistevano.
      se questo non era un appuntamento importante tanto valeva stare a casa, come si è spesso fatto per le prove di Coppa del Mondo che “non interessavano”, soprattutto visto e considerato lo stato di salute della squadra…..

  4. Gianni hai ragione ma ci tengo a ribadire che la democrazia è una cosa molto difficie da gestire..soprattutto da noi italiani. Il mio concetto è che il DT è arrivato in quel posto in maniera democratica e voluto dalla base. Adesso non buttiamo a mare tutto. Ci sono le sedi ed i luoghi idonei per criticare e lì avremo senz’altro modo di argomentando tutto. Poi si vedrà.

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